Visualizzazione post con etichetta primavera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta primavera. Mostra tutti i post

domenica 17 dicembre 2023

Visioni

Non avevo mai dimenticato i boschi di Casa del Monte, che furono compagni della mia infanzia. Con il passo lento e incerto, e i capelli color neve, tornavo lassù in un giorno di primavera. Gli alberi erano quelli di allora e, nei fossi, qualche tronco ammuffito per la gioia degli insetti. 

Nel misterioso silenzio, le luci della malinconia e l'eco di un triste segreto. Tra le ombre, voci e visioni di volti dispersi in deserti vuoti e lontani. Mentre cadevano foglie morenti, rivedevo amici senza volto e senza lapidi, che riposavano protetti da cattedrali di sabbia. 

Quando passa, il vento si ferma, guarda il cielo e poi adagio se ne va. È l'ora del tramonto. Un pallido sole abbandona le creste e mi regala una visione: Aisha e la bambina fra le palme mi aspettano. 

domenica 30 aprile 2023

Lo sguardo

 

Ero straniero in quel paese lontano. Una tragica notte, in un luogo senza nome, mi prendesti per mano con lo sguardo di una madre. 

Sotto i tetti pericolanti della mia vecchia casa, a primavera, tornano e nidificano le rondini. Raccontano che, vecchia e stanca come me, di notte torni sulla sabbia scura del deserto e attendi quella stella solitaria che ti parlerà di me.

Quando il tramonto abbandona il profilo della montagna e l'orizzonte si colora di sfumature tristi anch'io, vecchio e stanco, ti cerco, e di notte sogno il pianto di una bambina. 

domenica 30 ottobre 2022

Il preludio

 

C'è un vento che di giorno mi cerca e al tramonto tace. La luce di una stella mi segue e, appena mi vede, si spegne. In un'oasi del deserto, Aisha cerca l'ultima, malinconica stella dell'alba, come un preludio d'amore. Poi chiude gli occhi e sogna di prendermi per mano come quella tragica e buia notte nel deserto. 

A Casa del Monte, sotto i tetti sconnessi della mia vecchia casa, a primavera tornano e nidificano le rondini che, disperate, mi cercano. Io vago e medito, confuso da sogni e ricordi, su sentieri nascosti tra ombre solitarie, sfiorate da timidi raggi di luce colorati di tristezze e lontani tramonti, ed è dolce il pianto. Coperti e protetti dalle foglie morte, invisibili steli attendono la primavera per rifiorire e profumare la tua ombra, che io bacerò. Aisha, cercami nei tramonti e mi troverai. 


domenica 9 ottobre 2022

Le rose selvatiche

 

In un giorno di tarda primavera e di sole, ero tornato nei boschi di Casa del Monte, che furono il regno della mia infanzia, in cui mi ero nutrito di sogni. Gli alberi antichi si ricordavano di me e ascoltavano tristi il mio passo stanco. L'aria profumava di mistero, e tra le ombre la luce e il soffio di Dio. L'azzurro del cielo si colorava di luce quieta. In questa mistica atmosfera di pace il mondo e la vita erano lontani, e dimenticavo gli oltraggi subiti ed ero felice di aver sempre taciuto. 

In una piccola radura, le roselline selvatiche sorridevano al tramonto insieme a me.

domenica 3 aprile 2022

La luce misteriosa

 

Il sole della dolce primavera illumina con luce divina le cime e i pendii, e nell'aria profumo di cielo. Nei quieti boschi, grati al ritorno di aprile, gli uccelli intonano inni di gioia. Edere abbracciano alte querce antiche. Tra gli umidi muschi dal verde cupo, erbe profumate e piccoli fiori colorati dagli angeli. Esce acqua pura da una piccola sorgente, che di notte racconta segreti e leggende alle stelle. Mi siedo, e guardo intorno. Pare di essere in una grande cattedrale senza soffitto. Dall'alto scende una luce misteriosa. Piano piano scompare, e vicino a me siede l'ombra di Aisha. 

Solo chi conosce la nostalgia prova momenti di gioia.  

domenica 27 marzo 2022

La tua mano

 

Era un giorno di primavera. Con l'aiuto del mio bastone ero salito a Casa del Monte, dove qualcuno mi aveva portato da bambino. Della casa era rimasto ben poco. Un gatto mi guardava con gli occhi tristi. Sulle alture, cumuli di nubi bianche, bianche come i miei capelli. Nel cielo voli di uccelli e, tra le erbacce incolte, la luce di piccoli fiori. 

Mentre camminavo nel silenzio del bosco, scorrevano ricordi di quando, bambino, bevevo alla sorgente che scorre tra foglie dal profumo di menta e di limone. Da una lunga ombra, mi chiamava una voce lontana. Chiudevo gli occhi e rivedevo lo sguardo amico della luna nel deserto sconfinato. Smarrito e confuso, mi prendevi per mano e mi portavi alla tua casa. Aisha: se ancora ci sei, fermati e guarda l'acqua che scorre nell'oasi. Vedrai l'ombra di un ragazzo diciottenne che da sempre cerca la tua mano. 

domenica 27 febbraio 2022

La rondine

 

Quel giorno di primavera, il tramonto sembrava dipinto da Gauguin con sfumature di Turner, e il deserto gioiva. Una stella, timida e solitaria, si spegneva nello sguardo triste di una bambina. A Casa del Monte una rondine, stanca del lungo viaggio, cercava il nido per riposare, ma lo trovava disfatto. 

domenica 13 febbraio 2022

Mi apristi la porta

 

Oggi, giorno di primavera baciato dalla luce, sono solo nella selva addormentata, e non so perché piango. Ho raccolto una rosa selvatica ed era macchiata da una lacrima, portata dal vento di un silenzioso deserto. Nel tremore di un petalo lo sguardo di un angelo perduto, e la luce del tuo ricordo. Rammento quando camminavo stanco tra vicoli stretti a me sconosciuti. Mi apristi la porta senza conoscermi e chiedere nulla. Sapevi soltanto da dove fuggivo. 
Ormai non cammino più. Ma quando, nella selva, rifioriranno le rose selvatiche, sarà il sentiero a portarmi lassù. Si sta avvicinando il dolce tramonto. 


domenica 29 agosto 2021

Ore antiche

 

Abitavi in un luogo amato solo da poveri poeti solitari e sognatori. Oggi, giorno di primavera e di sole, ripercorro quei sentieri cari a noi due per venirti a trovare come allora. Sui fiori macchie di malinconia, e le falene si posano altrove. Da una sorgente echi di una triste melodia. So che non ci sei più, perché appartieni al cielo e agli angeli. Vago su sentieri e pendii alla ricerca di ore antiche, sapendo di non trovarti. In quel giorno di primavera, il tramonto si colorava del giallo di Turner con sfumature dell'azzurro di Trakl, e di un'ombra divina. Rimanevo confuso e, mentre scendevo, mi accompagnava la quarta ballata di Chopin. 


domenica 11 luglio 2021

Apparteneva al cielo

 

Apparteneva al cielo e gli angeli l'aspettavano. Se ne andò quando l'inverno stava finendo. Io ero accanto a lei, e nell'aria profumo di primavera. Da quel giorno, era la prima volta che entravo e mi sedevo nella cattedrale. Fuori la nebbia aveva steso un velo sottile su ogni cosa, e le guglie cercavano il cielo. Intorno a me, le mura e gli altari mi raccontavano il Medioevo, e si respirava l'alito di Dio. Solo le lacrime delle figure avevano il colore di ieri, di oggi e di sempre: è il colore che ci accompagna nel tempo. Mentre ascoltavo la Messa solenne di Beethoven, un angelo mi accarezzò una mano, e i ricordi si colorarono d'azzurro.
Ora sogno immensi tramonti celesti. 

domenica 4 luglio 2021

Il nonno e le rondini

Il sole accarezza le stoppie. Il Belbo scorre lento: ascolta e ricorda. Al tramonto le vigne delle Langhe si addormentano e sognano. Di notte, tra le vigne, un'ombra luminosa cammina tenendo per mano un bambino. L'ombra luminosa è mio nonno, e quel bambino sono io, ormai vecchio. Nella cascina, da tempo silenziosa, a primavera tornano, volano e nidificano le rondini. 

 

domenica 16 maggio 2021

Un mondo per sempre azzurro

Su quei sentieri, baciati da cieli azzurri e dallo sguardo di Dio, e nell'azzurro i miei sogni. I mormorii di una sorgente, e tra le ombre un bianco, fragile giglio, e la tua luce, mentre le mie labbra sussurravano il tuo nome. La primavera aveva colorato di celeste i boschi dove erano esiliati gli dèi. Nell'aria, con sfumature d'azzurro, la melodia del tuo liuto rinnovava un ricordo, colorandolo di gioie lontane. Era maggio. Al tramonto una campana invitava alla preghiera, e tornava il sapore della fede. 
Ci rincontreremo come allora, in un mondo per sempre azzurro, dimora di Dio. 



 

domenica 7 marzo 2021

La rondine


Era tornato nel suo piccolo borgo, nascosto sotto la curva di un monte. Era arrivato da una terra lontana e silenziosa, dove gli orizzonti si confondono col cielo, e non era solo. Teneva per mano una donna con lunghi capelli neri, e con occhi profondi e misteriosi, che chiamava angelo; e, per i pochi rimasti nel borgo, lei era invece la rondine. Un giorno d'estate, mentre il tramonto spegneva le luci, e nelle ombre dei boschi si addormentavano i fiori, una nube azzurra la rapì. Da allora, nel paese raccontano che lassù, di notte, si sente una voce che ripete: "Non tornare, non mi troveresti".
I pochi vecchi rimasti nel borgo, a primavera, attendono la rondine



domenica 19 luglio 2020

L'eco


In quel muto sentiero, è rimasta soltanto l'eco della tua voce lontana, e il mormorio delle foglie. Tornavo lassù in un giorno di primavera. Le falene riposavano e sognavano sui fiori colorati da tracce di lacrime, e riaffiorava la tua immagine. Sarò di nuovo lassù, quando le nebbie silenziose cercheranno l'eco della tua voce tra le foglie spente. 
Tu sei quel dolce e lontano ricordo, che mi tiene per mano su quel sentiero che profuma di cielo. 

domenica 13 ottobre 2019

Il mistero

In giorno di primavera, un vecchio, aiutandosi con un  bastone, risaliva il sentiero che portava a Casa del Monte, dove quattro dimore di sasso cercavano il cielo. Il vecchio si guardava intorno e sorrideva ai fiori. Tra i raggiai riposava e sognava una nebbiolina azzurra, e nel fondo dei fossi la melodia degli uccelli. Lo raggiungevo chiedendogli se avesse bisogno di qualcosa, anche perché quassù nessuno lo conosceva. Mi fissava. Lo sguardo raccontava un passato lontano e misterioso, e il sorriso una dolce e antica malinconia. Rispondeva: "Io sono il figlio di Casa del Monte".

domenica 9 giugno 2019

Rose di macchia

Sotto l'ombra del monte c'è un piccolo mondo, dove ho trascorso la mia infanzia. Sui sentieri si sono spenti i rumori dei passi, e una fontana piange di nascosto. Ora quel luogo appartiene solo al cielo. Di giorno assomiglia a un dipinto di Turner senza cornice. Di notte è una cattedrale sospesa nel cielo. Gli dèi, esiliati dagli uomini, vi hanno trovato dimora, e contemplano il volto di Dio. A primavera, sulle rose di macchia lacrime di una madre da sempre lontana.

domenica 28 ottobre 2018

Quei fiori

Mi aspettavi in quel bistrot, e, lontano, era il deserto. Come sempre, volevi ascoltare le leggende e le storie delle mie montagne. Ma quel giorno ti parlai di un sentiero che conduce a un borgo di nome Casa del Monte, dove fiori spontanei profumano le ombre. Mi avvicinai e, sotto voce, ti dissi: "Quei fiori li raccoglieremo assieme". Nei tuoi occhi sbocciò il colore dell'attesa.
Da quel giorno ti ho persa per sempre. Ma ho la certezza che lassù, sul sentiero, quei fiori cresceranno ogni primavera.

(L'immagine è presa da: http://www.majellando.it/panorami-miniere-fioritura-sulla-majella-in-abruzzo/meraviglioso-panorma-della-majella-in-abruzzo/)

domenica 1 ottobre 2017

In cielo

Vivi  in  cielo  assieme  agli  angeli, e  li  allieti  con  il  tuo  violoncello. È  un  luogo  dove  gli  uomini  di  questi  tempi  non  possono  più  entrare. A  primavera, di  notte  scendi  su  quella  radura  incantata, nascosta  tra  la  selva, raccogli  le  timide  roselline  selvatiche  e  le  porti  in  cielo. Sono  le  preferite  da  Dio.

domenica 7 maggio 2017

Come sempre

Come  sempre  a  primavera, nascosti  nella  buia  selva, crescono  fiori  profumati  di  sogni  e  cieli  lontani, e  illuminati  da  raggi  di  sole  dorati. Al  tramonto, si  apre  una  porta  del  cielo. Scende  un  angelo  accompagnato  dalle  note  del  tuo  violoncello  e  raccoglie  i  fiori, portandoli  lassù  dove  tu  aspetti. La  porta  si  chiude  e  rimane  l'azzurro. Qualcuno  lo  sa. Ma  è  solo, solo  e  lontano. A  volte  il  vento  mi  porta  la  tua  immagine, e  il  sogno  continua.

martedì 25 aprile 2017

L'attesa

In  autunno, scendono  dai  monti  nuvole  nere  e  riposano  tra  le  antiche  mura  del  castello, in  cui  cammini  solitaria. Sei  come  una  straniera  che  vive  al  confine. Muta.
Di  notte  riposi  e  sogni  lacrime  dagli  echi  lontani. Come  sempre, torna  la  primavera. Le  tue  finestre  sono  chiuse, e  non  senti  i  sussurri  del  vento, e  non  guardi  le  albe  e  i  tramonti. A  primavera, tra  le  selvagge  rive  del  lago  un  cigno  nero  ti  aspetta.