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domenica 8 febbraio 2026

Sto scrivendo

Sto scrivendo una poesia dedicata a te, con parole di silenzi, ma su un foglio bianco cadono lacrime come il canto di un poeta dimenticato, e sul palmo della mia mano riposa una falena. Vorrei tornare nel sentiero sopra il lago che porta al maniero. Poi, prenderci per mano come un tempo, scendere e sederci sulla riva del Lemano, dove un cigno ci aspettava. Rammenti? Tra i rami penduli dei salici, accarezzati dalle acque ci specchiavamo e, dal cielo, scendevano note di Chopin. Non ho il coraggio di chiedertelo, ma se vuoi scrivi il tuo nome sul foglio bianco, che darà luce alla mia solitudine. 

Quando il tramonto posa l'ultimo sguardo sul maniero, scende qualche lacrima accanto ai cipressi. Sei tu che stai piangendo? Nel silenzio, l'eco di una preghiera. Cosa stai chiedendo? Una nebbia color madreperla sfiora l'orizzonte di sogni. 

domenica 26 gennaio 2025

Ewige Liebe

Il tempo accompagna il passato, e regala le parole del silenzio a un amore senza nome che dà luce a una dolce malinconia. Tu mi stai cercando, e non ti accorgi dell'ombra antica che vive sulle tue spalle - quell'ombra sono io. 

Un cigno nero mi raccontava che, vecchia e stanca, con passo incerto, esci dal castello e vai a sederti sulla sponda del lago. Sui tuoi occhi, veli di tristezze, mentre affidi al vento il mio nome. Nel maniero hai chiuso per sempre la porta e le finestre della mia camera. Non senti i lamenti notturni?  

domenica 28 agosto 2022

Sulle rive del Lemano

 

Il tempo passa e si riempie di ricordi, e ho bisogno della gioia del pianto. Vorrei che fosse sempre autunno per portare con me la luce dei tuoi occhi, come quando, in giorni lontani, passeggiavamo a novembre sulle rive del Lemano, e un cigno nero ci guardava. Ora vago, senza sapere perché, nel grande caos del mondo, e cerco la tua mano. 

Durante l'estate, cammino nei boschi di Casa del Monte, dove si allungano le ombre punteggiate da rosse fragole di bosco, e, qua e là, qualche foglia gialla che il vento ha risparmiato. È un luogo dove il silenzio canta la mia infanzia e gli dèi nascosti ascoltano. Sui piccoli fiori sognano le falene. 

domenica 12 giugno 2022

Nelle acque del lago

 


Un antico e nobile maniero si specchia nelle acque del Lemano, e racconta una storia a un cigno morente. Parla di un uomo dimenticato la cui ombra è sempre presente nel castello. Di notte, quando tutto è silenzio, una stella solitaria e malinconica riporta, tra le buia mura, l'immagine divina di un angelo che non è più tra noi, e su quell'ombra sempre presente i colori del dolore. 
Sulle montagne lontane, nei lenti inverni, un uomo solo soffre nel silenzio, è malandato e avverte il peso degli anni. Un giorno guarda dalla finestra, e vede un cipresso stanco e curvo sotto la neve, e ode una voce. Rimane confuso, e il dolore lo soffoca, e vede la sua ombra uscire dal maniero e sparire nelle agitate acque del lago. 




martedì 25 aprile 2017

L'attesa

In  autunno, scendono  dai  monti  nuvole  nere  e  riposano  tra  le  antiche  mura  del  castello, in  cui  cammini  solitaria. Sei  come  una  straniera  che  vive  al  confine. Muta.
Di  notte  riposi  e  sogni  lacrime  dagli  echi  lontani. Come  sempre, torna  la  primavera. Le  tue  finestre  sono  chiuse, e  non  senti  i  sussurri  del  vento, e  non  guardi  le  albe  e  i  tramonti. A  primavera, tra  le  selvagge  rive  del  lago  un  cigno  nero  ti  aspetta.

domenica 14 dicembre 2014

L'alce a Natale

È  la  notte  di  Natale. I  nostri  boschi  celesti  e  il  sentiero  che  conduce  lassù  sono  dipinti  di  bianco, e  nel  silenzio  si  sente  il  vento  gridare. Tu  cammini  nel  maniero  chiuso, condannata  al  ricordo, e  sulle  buie  pareti  un'ombra  ti  segue. Quando  sentirai  le  campane  annunciare  la  nascita  del  Bambino, aprirai  quella  finestra  chiusa  da  tempo, quella  finestra  che  si  affaccia  sul  lago  selvaggio  dove, in  questa  magica  notte, si  specchiano  le  stelle  e  la  luna  è  come  una  lapide  senza  nome.

Dalle  acque  scure  affiorerà  il  cigno  dal collo  nero. Ti  fisserà, poi  tornerà  per  sempre  nel  fondo  a  nascondere  e  proteggere  i  nostri  ricordi  e  il  dolore.
Chiuderai  la  finestra: in  quel  momento, i  nostri  pensieri  si  incontreranno  e  un'improvvisa  luce  blu  cingerà  la  luna.

Un'alce  dagli  occhi  miti  e  tristi  sale faticosamente  il  nostro  sentiero.

sabato 10 maggio 2014

Le abetaie

C'è  un  angolo, un  angolo  nascosto  e  selvaggio  in  un  piccolo  lago  del  nord, dove  sono  conservate  lacrime. A  primavera  si  sentono  profumi  di  fiori  nati  in  paradiso, e  un  cigno  nero  s'avvicina  a  quell'angolo, intonando  un  canto  d'amore; poi, da  una  torre  lontana, il  vento  porta  un  tocco  di  campana  triste  e solitario. In  autunno, le  nebbie  avvolgono  le  abetaie. Un  fantasma  cerca, chiusa  nella  corteccia  di  abete  antico, la  nostra  storia. Improvvisamente, fugge  ricordando  quel  silenzio  lontano.

sabato 30 novembre 2013

A volte ritorni

A  volte  ritorni, ritorni  di  notte, ritorni  nei  sogni. Fai  mille  domande, e  io  non  posso  raccontarti  bugie.
Da  lungo  tempo  vivo  in  città, e  non  riesco  più  a  raggiungere  il  nostro  piccolo, misterioso  lago  del  nord. Quel  cigno, il  nostro  cigno, non  sentendo  più  la  tua  voce, è  fuggito  tra  le  scure  abetaie, e  si  è  spento  il  suo  canto  d'amore. Parli  di  quel  fiore  che  nasce  vicino  alle  acque, fiorisce  sempre  a  primavera, sorride  al  cielo  e  aspetta. Tu  vivi  con  gli  angeli. Dimentica  quaggiù. Di  giorno, il  suono  lento  e  chiaro  di  una  campana  mi  segue.

(Nell'immagine, il  dipinto  Malinconia  di  Federico  Zandomeneghi)

domenica 13 ottobre 2013

Il cigno nero

Era  un  giorno  d'autunno. Un  giorno  d'autunno  lassù  nel  gelido  nord. Dal  cielo  grigio  scendeva  pioggia  scura: per  me, il  giorno del  pianto. L'ombra  di  luce, che  da  sempre  m'accompagnava, era  scomparsa. Semi-nascosto  da  un  indifferente  cipresso, osservavo  uomini  spostare  qualche  zolla  di  terra  nera. La  pioggerellina  maligna  e  continua  inzuppava  il  sudario ormai  chiuso. Dal  vicino  e  selvaggio  lago, un  malinconico  canto  del  cigno  nero  ricordava  cieli  lontani  ed  echi  di  morte.

Tornerò  a  trovarti  quando  non  ci  sarà  folla  e  il  cielo  sarà  chiaro. E  dal  lago  un  violoncello, insieme  al  cigno  nero, intonerà  un  sonetto  d'amore.

sabato 19 novembre 2011

Visione

Sono solo, sulla riva del lago, nell'ora che muore. Le stelle mi guardano e in fretta si allontanano.
Passano immagini, per un po' le trattengo, poi vanno lontane dove c'è chi le attende.
Dalle alture, scendono le note di un lieder scritto dal vento insieme a Schubert.
Un cigno scivola sull'acqua e mi guarda. Per un attimo si ferma e io ti vedo mentre dormi per sempre su quel lungo collo.

mercoledì 28 ottobre 2009

Ricordo d'inverno

Le acque del lago lambiscono le spesse mura di quel maniero solitario. In questa dimora, visse un uomo che conobbi molto tempo fa, in un'epoca di smisurati sogni.
Durante un inverno freddissimo, quando un vento insistente e gelido increspava continuamente le acque, il canto triste di un cigno mi ricordò un pensiero sopito e ormai lontano. Il cuore s'intristì.

(La foto è tratta da: http://celafaremosicuramente.blogspot.com/2008_06_01_archive.html)

martedì 28 aprile 2009

Il cigno nero

Pini alti come torri nascondono il lago selvaggio; lontano, nere rocce chiudono l'orizzonte. Quando la mistica luna illumina queste limpide e desolate acque, un'ombra s'aggira veloce da una sponda all'altra e non riesce a uscire. Alci, lupi e orsi guardano sgomenti. E' la stagione degli amori, il cigno nero attraversa triste il lago senza intonare il suo canto.

sabato 5 aprile 2008

Il viandante

In quello sperduto e lontano lago del nord, improvvisamente la foresta diventò muta. Un cigno nero intonò il canto d'amore. Un viandante pronunciò un nome, il cigno silenziosamente si dileguò.