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domenica 12 luglio 2026

Volevo vederti

Durante il tardo autunno, nelle penombre dei miei boschi, tra le nere foglie inumidite dalle nebbie cresce un fiore che non vuole morire. Il suo nome è ignoto, e il colore mi rammenta cieli e orizzonti lontani. Mi avvicino, allungo una mano: voglio raccoglierlo. D'improvviso s'illumina di una luce misteriosa e sale verso il cielo assieme a un angelo. Nel vuoto del silenzio, una voce:"Antonio, sono Aisha. Volevo vederti. Non piangere".

domenica 15 giugno 2025

Spät nachts

Nei boschi di Casa del Monte, un cipresso ascolta silenzi di poesie mai scritte da un artista ignoto. Al tramonto ne parla agli angeli, che si commuovono. Quando il buio è più profondo e nasconde il volto dei cieli, un vecchio, avvolto da un tabarro nero, si avvicina al cipresso e grida un nome. 

domenica 22 settembre 2024

Terra silenziosa

La luce delle mie lacrime accompagna lo scorrere dei tuoi giorni. Nei momenti di malinconia ti appare il mio volto sotto cieli lontani. Rivedi quella terra silenziosa dove un giorno ci siamo persi per sempre. Solo il deserto conosce la nostra storia, e di notte la racconta alle stelle che scendono per ascoltarla.

All'alba, quando il cielo le rapisce, le stelle piangono. Amparo! Perché, da quando sei tornata in Andalusia, i gitani come te raccontano di noi?

domenica 5 maggio 2024

Era d'autunno

Era d'autunno. Una foschia diafana meditava nel sentiero dei miei ricordi. Le rondini erano già partite per cieli lontani. Sul muschio molle qualche viola agonizzava. I tronchi erano scheletri neri e i rami braccia tese verso il cielo, in cerca di aiuto. 

E io ti cercavo ai bordi del sentiero, nelle siepi disadorne dove dorme l'eco del silenzio, nascosto dalle foglie morte. Un malinconico vento mi portava le note del Valse Triste di Sibelius. 

domenica 11 febbraio 2024

Mentre scorre

Mentre scorre il ricordo, il tuo nome ha i colori di cieli lontani e il silenzio del pianto. La fontana intona una preghiera e, nell'aria azzurra, lo sguardo di un angelo. Da una nube celeste una malinconica voce. In una sorgente danzano foglie erranti portate dal vento, e un fiore solitario sorride al cielo. 

Il sole è alto e tarda a morire, mentre attendo con ansia il tramonto. Sui sentieri riposano le nuvole. 

domenica 3 dicembre 2023

I fiori senza nome

Nei pendii e sui miei sentieri perduti, raggi di luce e la gioiosa melodia degli uccelli. Qua e là, anemoni selvatici di montagna e profumi di bosco e di muschio.

Da una sorgente, seminascosta da felci e verdi erbe, scorreva un ricordo accompagnato dalle note di Händel. Il cielo era colorato d'azzurro e, tra le ali celesti d'un angelo, mi appariva lo sguardo di Aisha. 

Solo io conosco un luogo dove crescono piccoli fiori  senza nome, che non muoiono mai e profumano di cielo. Il loro nome lo conosce soltanto un angelo. Di notte, ne raccoglie qualcuno da portare in cielo dove tutti attendono. 

Questa sera, un soave profumo invadeva la mia camera. Incredulo, sul mio comodino, uno di quei fiorellini nascosti senza nome. Sei tu, Aisha, quell'angelo che raccoglie i fiorellini nascosti senza nome? Hai detto al cielo che me ne avresti portato uno?


domenica 19 marzo 2023

La visione

 

Durante l'estate, quassù arrivava un vecchio. Nel piccolo borgo montano, nessuno sapeva da dove venisse e perché. Camminava solo nei boschi e conversava a lungo con le ombre, e piangeva di fronte alle timide rose di macchia e ai tronchi abbattuti dal vento e dalle tempeste. Tutto ciò m'incuriosiva ed ero ansioso di sapere. Dallo sguardo intuivo che sognava ricordi rimasti sotto cieli lontani e silenziosi.

Sorridendo, con lo sguardo sognante, rispondeva con garbo: "Soltanto quassù, al tramonto e nel silenzio di questi boschi, mi appare il volto di angelo. Il suo nome è Aisha, e solo il deserto conosce la nostra storia". 

domenica 18 dicembre 2022

Le ombre degli abeti

 

Avevo diciotto anni e, forse senza sapere perché, marciavo nel deserto. Da tempo vivo in città, dove gli orizzonti sono spenti e i sogni muoiono lentamente. Lo sguardo delle stelle è pensieroso e triste mentre, disperate, guardano altrove. Mi accompagna un ricordo, il volto di Aisha e il sorriso della bambina in quell'oasi silenziosa. Da sempre mi dà battiti di luce, visioni di cieli infiniti, la gioia del pianto e l'estasi della malinconia.

Vecchio e un po' bambino e speranzoso, sono salito fin lassù, sotto le ombre di cupi abeti. In quel luogo, il silenzo ascolta le parole e il vento risponde. Ho chiesto di Aisha e della bambina, ma il vento taceva. Da un abete si scioglieva la resina e, gocciolando, cadeva sulle mie spalle. 

domenica 20 novembre 2022

Vorrei

 

Aisha! Tra gli sprazzi di luce nelle ombre della selva è cresciuto un fiore che ti somiglia. Profuma di malinconia e ha i colori di cieli lontani. Lo contemplo e vedo il tuo sguardo, e tornano attimi di felicità. Vorrei chiedere al vento di portarmi l'eco della tua voce e il sorriso della bambina. Ma non posso farlo: vi farei piangere. Alle rondini non chiederò di raccontarvi la mia tristezza: vi farei soffrire. A volte, sogno di prendervi per mano e condurvi nella mia vecchia dimora a Casa del Monte, da tempo diventata un rudere. Nelle notti autunnali dense di nebbia siete con me. Vorrei che l'autunno non finisse mai per vivere lontano dalla realtà del mondo. 

domenica 17 luglio 2022

Ottobre

 

Aisha! I tuoi occhi hanno i colori di cieli nascosti! Tu sei il mio rifugio e un'oasi in cui vado ad ascoltare silenzi d'amore e le parole del vento. Sono momenti di gioia, e per un giorno sarò lontano dalla realtà di un mondo sempre più buio. 

È ottobre. I boschi sono poesia e i poeti sognano. Tra le ultime luci del tramonto, il tuo sguardo e il sorriso di una bambina, mentre Beato Angelico vi ritrae. Voi siete la mia infinita malinconia. 

domenica 31 ottobre 2021

Nei boschi invasi dalla nebbia

 

Da ragazzo abbandonai quel borgo montano: sognavo altri cieli. Da vecchio sono tornato lassù. Non ci sono più voci. Guardo intorno e mi accorgo che sono rimasti soltanto disegni di ombre. 

È autunno. M'inoltro nei boschi invasi dalla nebbia, per assaporare la gioia della malinconia e la melodia del ricordo. Tra la foschia appare il tuo volto, e la luce dei tuoi occhi mi consola. Nella dolce, mistica tristezza di novembre sussurro il tuo nome. Ti chiamavi Aisha ed eri l'ultima stella che scomparve all'alba nel deserto, sotto un cielo infinito. 

Ora torno nella pianura, e le luci e le ombre sono opache.

domenica 16 maggio 2021

Un mondo per sempre azzurro

Su quei sentieri, baciati da cieli azzurri e dallo sguardo di Dio, e nell'azzurro i miei sogni. I mormorii di una sorgente, e tra le ombre un bianco, fragile giglio, e la tua luce, mentre le mie labbra sussurravano il tuo nome. La primavera aveva colorato di celeste i boschi dove erano esiliati gli dèi. Nell'aria, con sfumature d'azzurro, la melodia del tuo liuto rinnovava un ricordo, colorandolo di gioie lontane. Era maggio. Al tramonto una campana invitava alla preghiera, e tornava il sapore della fede. 
Ci rincontreremo come allora, in un mondo per sempre azzurro, dimora di Dio. 



 

domenica 24 marzo 2019

I corvi

Nell'Olimpo vivono e nidificano i corvi. Hanno steso una cappa invisibile sui cieli d'Europa, e si è spento lo sguardo di Dio. Ora volano liberi. Gli dèi si sono suicidati, e quei pochi rimasti vagano senza speranza.

domenica 24 febbraio 2019

La siepe

Lassù, sotto cieli azzurri, vivono e riposano le ombre. I boschi, le piante, i fiori e le fonti custodiscono la mia anima. Lassù, è rimasto il nulla, cioè tutto: il mito, lo spirito e il volto della leggenda. E il cabaret della vita è lontano.
Non posso tornare lassù, farei troppo rumore e rimarrebbe un'eco triste, un'eco umana. I poeti scrivono che le stelle sono monache eterne. Penseranno loro a gettare uno sguardo su quel quadro di Madonna dagli occhi dolci, adagiato in un angolo di quella maestà in disfacimento. Vicino c'è un'intricata siepe, e a primavera si riempie di timide roselline bianche. È lì che da bambino ho sepolto il mio gatto, ed era aprile. Il vento, che lo sa, mi vuole bene e scuote dolcemente quei petali delicati che cadono leggeri sulla minuscola tomba.
A volte, tra la nebbia della città, torna la luce della tua immagine.

domenica 21 giugno 2015

Il gatto

Vecchio  e  stanco, sedevo  nel  portico  su  una  sedia  bassa  e  traballante. Ogni  tanto, le  roselline  rampicanti  perdevano  petali  e  i  ricordi  mi  guardavano. Il  sole  abbandonava  l'orizzonte,  mentre  qualche  stella  si  era  già  accesa. Dalla  boscaglia  si  udiva  il  canto  delle  felci, mentre  gli  gnomi  si  preparavano  per  la  notte.
Con  passi  lenti  e  pesanti, entravo  nella  mia  camera. Ma  tu  vivevi  sotto  cieli  lontani  e  non  sentivi  quel  lento  camminare. Intanto, il  mio  amico  gatto  si  adagiava  vicino  a  me, guardandomi  di  nascosto  con  occhi  tristi.

domenica 16 dicembre 2012

La mia solitudine

Lassù  la  mia  casa  è  vuota  da  tempo. Conosce  i  tramonti, lo  sguardo  delle  montagne, e  le  parole  sussurrate  da  un  vento  misterioso.
Mentre  cammino  lungo  un  viale  della  mia  città, la  gente  passa  in  fretta, i  sorrisi  sono  forzati, e  si  avvertono  rumori  e  sgradevoli  cigolii  ai  semafori. Mi  accorgo  che  gli  uomini  sono  soli, forse  disperati.
Gli  alberi  sono  pieni  di  ferite, non  s'incontrano  angeli.
Ma  io  cerco  la  mia  solitudine,  perché  costantemente  seguita  da  un'ombra  amata. Viene  da  lontano, dove  i  cieli  riposano  insieme  a  deserti  silenziosi  e  sconfinati. È  un'ombra  che  esce  da  una  duna dove, un  tempo  lontano, fu  gettato  un  fiore.

(La  foto  è  tratta  da: http://marcoernst.wordpress.com/tag/lacrime/)

domenica 21 ottobre 2012

Sogno a novembre

Eri  straniera, straniera  e  misteriosa. I  tuoi  occhi  avevano  i  colori  dei  cieli  lontani  e  della  mia  malinconia.

Io  assomiglio  a  un  giardino  di  novembre  in  cui  il  vento  muove  le  foglie, e  un'aria  sottile  colma  di  ricordi  mi  accarezza. Chiudo  gli  occhi  e  vedo  quel  piccolo  lago, dove  sognavamo  in  compagnia dei  cigni  e  delle  ninfee  che  avevano  il  tuo  profumo.

Vorrei  che  il  sogno  non  avesse  fine. Ma  passa  un'ombra  che  lentamente  s'allontana  insieme  alle  valchirie.

(L'immagine  è  tratta  da: http://www.fotografieitalia.it/foto.cfm?idfoto=711)

domenica 7 ottobre 2012

Il fiore nel deserto

Conosco  cieli  lontani, cieli  che  amano  il  silenzio  notturno  del  deserto. Ricordo  stelle  che  si  specchiano, compiaciute, nelle  oasi. Scheletri  di  fortini  guardano  verso  l'alto  circondati  da  cumuli  di  sabbia
C'è  una  duna  che  assomiglia  a  una  piramide. Di  notte  la  sabbia  sottile  trasportata  dal  vento  la  sfiora  adagio,  per  non  disturbare  il  sonno  di  uomini  che  riposano  dimenticati  per  sempre.

Durante  una  notte  di  luna  piena, una  carovana  passava  accanto  a  quella  piramide  di  sabbia. Furtivamente, una  mano  delicata  e  gentile  gettò  un  fiore.

(La  foto  è  tratta  da: http://turistipercaso.it/marocco/image/53883/notte-nel-deserto.html)

sabato 8 ottobre 2011

Di fragile nebbia

È autunno. La città è avvolta da una fragile parete di nebbia. Tu vivi lontana da tempo, e i tuoi cieli sono sgombri da foschie. Chiudo gli occhi e ti vedo mentre raggiungi quel lago nascosto.
Quando sei sicura di non essere osservata, ti specchi in quelle acque chiare senza ombre e, vicino al tuo viso, appare il mio volto sfumato. Sorridi sola, mentre la tua malinconia mai sopita raggiungerà quella parete di nebbia lontana, e s'incontrerà con la mia.

(La foto è tratta: http://www.ilcannocchiale.it/bloggerarchimg/nuvolediparole/Nebbia2.bmp)

domenica 24 aprile 2011

La stella

D'estate, su queste deliziose colline, ogni notte lascio la finestra aperta. Ho un'amica che, curiosa, mi osserva: è una stella. Sento che vuol dirmi o mostrarmi qualcosa, vorrei dialogare ma non so che parole usare.

Una notte ci fissammo intensamente, e, in un momento d'infinita tristezza, pronunciai il suo nome. La stella si avvicinò colorandosi d'azzurro di cieli lontani e sconosciuti. Per un attimo, mi apparve il volto e il sorriso di quella fragile e divina creatura, fuggita da un vecchio maniero per raggiungere colui che non trovò. Fu così che si lasciò inabissare nelle oscure acque di quel lago maledetto.

Adesso, quando la chiamo, mi guarda e mi sorride compiaciuta, mentre io le dico grazie.

(La foto è tratta da: http://www.bloggers.it/IlChiacchierario/itcommenti/stelle.jpg)