domenica 15 marzo 2026

Il tuo ricordo

 

Amparo! Il tuo ricordo rimane la luce di un'attesa, anche se invano resterò ad aspettare. Quando vago nei boschi del mio appennino, nelle penombre sento le note della tua chitarra flamenca e l'eco del cante jondo. Rimango confuso e tornano visioni di un lontano passato, e si rinnova un dolore. Tra le penombre vive la tua immagine a cui regalo la mia solitudine. 

Quando cammini tra le bianche case del tuo villaggio dell'Andalusia, sperduto e desolato, tutti ti fermano. Vogliono ascoltare quella storia strana e lontana, ma nessuno si accorge che, dalle tue guance, scendono lacrime assieme alle mie.


(L'immagine è tratta da qui: https://siviaggia.it/posti-incredibili/paesi-bianchi-sembrano-sogno/377226/)

domenica 8 marzo 2026

Le ultime luci del tramonto

Vecchio e solo, dalla finestra aperta osservo le ultime luci del tramonto. Una stella malinconica si avvicina e cerca il mio sguardo. Si fa buio e le montagne sono ombre nere e misteriose. Qualcuno entra nella mia camera e, senza far rumore, chiude la finestra. Mentre se ne va, mi augura la buona notte e io rispondo con un sorriso. 

Spengo la lampada, chiudo gli occhi e mi appare una visione: io con Aisha e una bambina riccia e bruna nell'oasi, e sopra di noi il sorriso del cielo. Il tempo passa e la vita continua in un mondo che non mi appartiene.

domenica 1 marzo 2026

La melodia infinita

Trascorrono gli anni, e tu da sempre lontana. Vorrei ascoltare i tuoi pensieri, la tua voce e prenderti per mano come fosse ieri. Di te è rimasto il respiro di un angelo e il ricordo del tuo nome: Aisha. Oggi, tra le ombre dei miei boschi solitari ascolto le parole del silenzio. A un fiore dal colore ignoto, cresciuto sotto l'ombra di un cipresso, ho regalato la mia eterna malinconia. A una sorgente che scorre azzurra ho raccontato la nostra storia vissuta nel muto deserto. 

In una notte d'estate, una stella antica illuminerà i miei boschi di luce divina, e gli angeli ti condurranno da me. Tra il fitto fogliame, la melodia infinita del Parsifal. 

domenica 22 febbraio 2026

Il bosco si fa scuro

Nei vuoti silenzi fuggono i ricordi. Guardo l'orizzonte e cerco la tua voce, ma si odono solo lamenti. Il cielo si sta rannuvolando, il bosco si fa scuro, mentre una tenera falena sfiora la mia mano e lentamente si allontana. Fra le nuvole sono rimasta tracce di sole che il tramonto cancellerà. 

domenica 15 febbraio 2026

Echi di silenzi

Mi fermavo per ascoltare, da una sorgente nascosta, una melodia che avevo dimenticato. Tra l'erba verde, timidi fiori colorati mi regalavano un sorriso, e, dall'orizzonte sfumato di blu, sentivo la tua voce lontana. 

Questi antichi boschi erano cattedrali dove angeli e dèi camminavano assieme tenendosi per mano. Le querce erano navate che filtravano la luce di Dio, e le sorgenti cantavano inni al cielo. Pronunciavo adagio e timoroso il tuo nome con la speranza di incontrarti. Echi di silenzi e spire di foschia scendevano dai monti. 

domenica 8 febbraio 2026

Sto scrivendo

Sto scrivendo una poesia dedicata a te, con parole di silenzi, ma su un foglio bianco cadono lacrime come il canto di un poeta dimenticato, e sul palmo della mia mano riposa una falena. Vorrei tornare nel sentiero sopra il lago che porta al maniero. Poi, prenderci per mano come un tempo, scendere e sederci sulla riva del Lemano, dove un cigno ci aspettava. Rammenti? Tra i rami penduli dei salici, accarezzati dalle acque ci specchiavamo e, dal cielo, scendevano note di Chopin. Non ho il coraggio di chiedertelo, ma se vuoi scrivi il tuo nome sul foglio bianco, che darà luce alla mia solitudine. 

Quando il tramonto posa l'ultimo sguardo sul maniero, scende qualche lacrima accanto ai cipressi. Sei tu che stai piangendo? Nel silenzio, l'eco di una preghiera. Cosa stai chiedendo? Una nebbia color madreperla sfiora l'orizzonte di sogni. 

domenica 1 febbraio 2026

Le ultime foglie

È tardo autunno. Nel cupo silenzio, le ultime foglie cadono leggere e vanno a morire, e qualcuna, trascinata dal vento, danza disperata nei rigagnoli, mentre gli alberi spogli cercano il cielo. La brina ha ricamato l'erba pallida e triste nei miei boschi, che furono il mio rifugio da bambino. Qui è rimasta la mia voce di allora. Mi fermo per riascoltarla, dimentico il mondo, e un angelo mi guarda e sorride. Dal monte scendono nubi sfumate d'azzurro, e nell'azzurro il volto bruno e misterioso di Aisha. Chi è quell'angelo che mi prende per mano?