domenica 7 giugno 2026

Su un pendio

 

Sono qui, solo nella mia camera, e la finestra è aperta. Mi affaccio, scruto l'orizzonte e cerco il tuo cielo. Appaiono essenze di sogni e luci d'ombra. Ascolto la tua voce, che adagio ripete le parole che mi dicesti in quel giorno lontano e triste:"Antonio, à bientôt". Ed entrambi sapevamo che non ci saremmo mai più incontrati. Dal deserto, una flebile, timida voce:"Aisha, non piangere". 

Su un pendio ripido e sassoso del mio appennino c'è un cipresso, cresciuto lì per caso. Ascolta i segreti del vento, e di notte nasconde le lacrime. 

domenica 31 maggio 2026

Il ricordo

Nella quieta e silenziosa oasi del deserto, Aisha teneva fra le braccia il nostro angelo bruno, e sembrava una Madonna dipinta da Raffaello. Il ricordo di quel lontano giorno è un'icona, che accompagna il trascorrere del tempo. A volte, ansioso e un po' confuso domando: "Dove siete? Rivedrò quei volti amati?".

Era notte e l'aria profumava di tigli. Chiudevo la finestra, mi sdraiavo sul letto e ripetevo:"Vi rivedrò?Dove siete?".

domenica 24 maggio 2026

Il discorso interrotto

Vigneti che dipingono le colline ondulate delle Langhe, e stretti sentieri di fragile terra. Tra i filari, il respiro del cielo abbraccia una lieve foschia. Di notte, la luna si avvicina furtiva tra le cascine addormentate. Cattura sogni e ricordi di gente e poeti che tanto amarono queste colline. Poi se ne va, e piange di nascosto insieme agli angeli. Oggi, un dolce velo di malinconia dà luce al mio volto, segnato da numerosi autunni, e ritorno bambino. 

Rivedo la cascina dove viveva mio nonno e, nel pendio, le vigne. Di sera, nella piccola stanza che profumava di verderame, accendeva lo stoppino di un piccolo lume a petrolio. Si sedeva e, mentre mangiavamo, ricordava il suo appennino lontano, dove si cantava il Maggio e in autunno si raccoglievano le castagne, per portarle al metato e farle essiccare. Come sempre, prima che partissi, mio nonno mi diceva: "Antonio, mi raccomando: quando arrivi a Vitriola, non dimenticare di mettere un fiore di bosco e un cero sulla tomba della nonna che non hai conosciuto". 

Mi è rimasto un sogno impossibile, che non riesco ad allontanare: ritrovare quel piccolo lume  a petrolio, accendere lo stoppino e continuare quel discorso interrotto.  

domenica 17 maggio 2026

La tua voce

Da molto tempo, la porta e le finestre di quella casa sdraiata sotto il monte, tra le nuvole, sono aperte. Di notte, sotto l'olmo piange la fontana, mentre il cielo ascolta. Nelle vuote stanze, sospesi tra le ombre delle pareti tacciono i ricordi abbandonati. Dagli armadi odori di muffe e cose mai dimenticate. Negli angoli dei soffitti riposa una luce silenziosa, dove i ragni hanno tessuto le loro sottili tele.

Di notte, una slavina ha trascinato la casa nel torrente. All'acqua che scorre le pietre della casa raccontano di te. Vorrei raggiungere il torrente per ascoltare, ma sono troppo vecchio e le mie gambe sono stanche. Il tuo silenzio è rimasto nel bosco. Perché non rispondi alle mie parole? Per non dimenticare la tua voce ascolto un lied del divino Schubert, e una dolce malinconia attenua il dolore. 

domenica 10 maggio 2026

Nel verde e fitto fogliame

Era azzurro il cielo mentre ti pensavo. Nel verde e fitto fogliame dei castagni, si era nascosto un vento giunto da lontano. Raggi di sole tremolavano tra i delicati cespugli, e cercavano nelle ombre un remoto ricordo, ma si spegnevano. Dall'alto, una voce pronunciava il mio nome. Poi un misterioso silenzio, e il volo di un angelo. 

Dal fitto e verde fogliame fuggiva il vento arrivato da lontano, e udivo l'eco di una chitarra flamenca. Eri tu, Amparo, che mi cercavi?

domenica 3 maggio 2026

Lontani silenzi

 

Quando guardo il cielo, i tuoi silenzi ascoltano la mia solitudine e l'accompagnano sui sentieri del tramonto. Sul mio volto sono rimaste le ombre dei ricordi e il velo della malinconia, che cercano la luce delle tue lacrime. Di notte, la mia anima vola in alto per regalarti i miei pensieri. Ti chiamavi Aisha, eri bella e figlia del deserto. L'azzurro del cielo si specchiava nei tuoi occhi neri. Quella notte, le stelle non erano mai state così vicine. Scesero gli angeli e ti portarono in cielo, lontana da me per sempre. 

Aisha cara, rammenti? Dicevi: "Antonio, perché sei venuto fin qui da lontano?Come fai a vivere con uomini senza speranza? Sei ancora un ragazzo e molto timido". Io rispondevo:"Sapevo che mi stavi aspettando". Il suo sguardo s'illuminava di luce misteriosa, mentre il cielo ci sorrideva. Ora sono vecchio e, da sempre, ascolto il silenzio che mi racconta quel lontano passato e il volo degli angeli. 

domenica 26 aprile 2026

Quando nel cielo

Di notte, quando nel cielo meditano le stelle, mi affaccio ansioso alla finestra per catturare la luce di quella cometa solitaria, che ci fu amica in lunghe notti trascorse nel deserto. Nel silenzio del buio, le ore scivolano via e all'alba non rimane che la malinconia. Non senti l'eco dei miei pensieri divini? 

Aisha cara, quando ti penso la tua ombra cerca il mio sguardo, e piangiamo insieme. Ci rincontreremo per sempre nel Valhalla.