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domenica 28 dicembre 2025

Mentre il tempo passa

Sono solo. Ti ho amata e tu mi hai amato. Non si può fuggire dal sentimento. Mentre il tempo passa, continuo ad amarvi in silenzio, e mi accompagna la nostalgia. Affido al vento e alle stelle pensieri divini, sperando che vi arrivino. Quando cammino nel bosco azzurro, qua e là incontro il chiaroscuro di Rembrandt. Fra timidi arbusti, è cresciuto un nuovo fiore colorato di lontane malinconie. Su una tacita radura, il volo di un angelo. 

domenica 23 luglio 2023

La luce di un ricordo

 

Un vento maligno e dispettoso si divertiva a strapazzare le foglie dell'autunno, ormai scheletri senza difese. Le piante spoglie come crocifissi che ricordavano il Golgota. Da un cipresso solitario, echi di una dolorosa nostalgia e la luce di un ricordo. Nel cielo, il tuo volto triste come un'icona. Qua e là, sulle acque sorgive danzavano nervose foglie spente. 

Ma perché gli angeli ti hanno portata via da me?

domenica 12 marzo 2023

Sei tu che ascolti?

 

Camminavo solo nei boschi che furono gli amici della mia infanzia solitaria. I vecchi alberi non si erano dimenticati di me, e con fruscii lenti e faticosi mi salutavano. In un'ombra colorata di malinconia, il volto di un angelo è la luce dell'eterna nostalgia di te. 

Da una sorgente di acqua azzurra, accarezzata da verdi cespugli e da felci, udivo un Lied del divino Schubert, e come in un lieve soffio la voce di Aisha: "Sei tu, Antonio, che mi ascolti?".

domenica 29 gennaio 2023

L'eterna nostalgia

 

Ombre di vecchiaia sul mio volto, mentre vagavo da solo attraverso quei boschi, per me come un tempio e, di notte, rifugio degli dèi. Mi sedevo per ascoltare i racconti degli alberi. Da una sorgente nascosta, udivo il cante jondo dei gitani. Chiudevo gli occhi e ti vedevo camminare nel tuo bianco villaggio dell'Andalusia, mentre sognavi di avere le ali per volare da me. Amparo, tu sei la mia eterna nostalgia. 

domenica 6 novembre 2022

Lo sguardo

 

Come sempre, in un giorno d'estate tornavo nei boschi di Casa del Monte. Per me, sono come un tempio che ascolta silenzi che parlano d'amore  e di sogni smarriti in un deserto sotto cieli infiniti. Nella penombra, sfiorata da un raggio di sole, una rosellina selvatica, timida e delicata, mi guardava sgomenta. Temeva di essere raccolta, ma con un sorriso la rincuorai e, dai piccoli fiori, grida di gioia. 

Quando le ombre del tramonto oscuravano l'orizzonte mi appariva il volto di Aisha. Da un solitario cipresso, l'eco di una voce lontana mi chiamava. E tornavano ricordi del passato. Solo chi conosce il tormento della nostalgia, il profumo della malinconia e il dolore può assaporare momenti di gioia, ricordando lo sguardo di quella timida rosellina selvatica color del cielo. 

domenica 23 ottobre 2022

Il racconto sospeso

 

È ottobre. Come in un sogno, rivedo le vigne mentre si addormentano sulle colline delle Langhe e i tramonti velati da pallida nebbia, con sfumature di una lontana nostalgia. 

Ricordo mio nonno quando tornava alla cascina insieme al cane e odorava di verderame. Di sera, accendevo un piccolo lume a petrolio e la fiammella non violentava il buio della stanza. Mi raccontava storie e leggende del suo appennino, e ricordava il canto del maggio. Quando tornavo a casa, mentre mi baciava, sussurrava: "Appena arrivi lassù, metti un cero alla nonna che non hai conosciuto". 

Da sempre, porto con me un sogno impossibile: accendere lo stoppino di quel piccolo lume a petrolio nella stanza buia e rivedere la luce di quella fiammella. E, poi, chiudere gli occhi e ascoltare quel lungo racconto rimaso sospeso.

domenica 19 giugno 2022

Valse triste

 

Era metà novembre. I boschi, ormai senza foglie, per non raccontare al vento la loro tristezza tacevano. La montagna, tra le braccia di un sottile velo di nebbia, meditava silenziosa in quel giorno di metà novembre. Sull'umido muschio un fiore azzurrognolo e solitario cercava, sofferente, lo sguardo del cielo, ed era quel giorno esatto di metà novembre. Da un roveto si udiva una voce o forse un lamento. Un'ombra mi prendeva per mano, portandomi nel vicino borgo montano dove da tempo parla solo la voce del vento. 

Da quel momento, la nostalgia e il ricordo della tua ombra non si separano mai da me. Di notte, silenziose e malinconiche stelle, e curiosi raggi di luna, ci cercano. Lo sai che amo i giardini di novembre, perché hanno i colori del passato e la tristezza del tuo sguardo. E mi parlano di te. 

domenica 3 aprile 2022

La luce misteriosa

 

Il sole della dolce primavera illumina con luce divina le cime e i pendii, e nell'aria profumo di cielo. Nei quieti boschi, grati al ritorno di aprile, gli uccelli intonano inni di gioia. Edere abbracciano alte querce antiche. Tra gli umidi muschi dal verde cupo, erbe profumate e piccoli fiori colorati dagli angeli. Esce acqua pura da una piccola sorgente, che di notte racconta segreti e leggende alle stelle. Mi siedo, e guardo intorno. Pare di essere in una grande cattedrale senza soffitto. Dall'alto scende una luce misteriosa. Piano piano scompare, e vicino a me siede l'ombra di Aisha. 

Solo chi conosce la nostalgia prova momenti di gioia.  

domenica 12 agosto 2018

I sogni nella sabbia

Eri di Siviglia. Con gli occhi colorati di nostalgia, mi raccontavi dell'Andalusia, di arene e di toreri. Un giorno mi prendesti per mano. Attenta come non ti avevo vista mai, volevi che ti parlassi ancora dei boschi, dei torrenti, delle nebbie e delle leggende delle mie montagne. Quel giorno, arrivammo fino all'ombra sottile di una duna, e mi dicesti: "Nascondiamo i nostri sogni nella sabbia". Quella notte, come sempre, ballasti il flamenco,  mentre il canto jondo ti accompagnava.
Io camminavo nel deserto e guardavo tutte le ombre sottili delle dune.
Ora sono vecchio e un poco stanco. A volte, quando mi siedo sulla poltrona, ascolto Andaluza di Granados. Poi chiudo gli occhi e ti vedo cercare l'ombra sottile di quella duna.

martedì 15 agosto 2017

Le nuvole

Questo  è  un  luogo  rimasto  solo, orfano. Profuma  di  nostalgia. Di  giorno  ascolta  e  aspetta. Nel  silenzio  della  notte  piange  assieme  all'eco  delle  lacrime  che  porta  il  vento. Ma  quando  il  cielo  si  fa  grigio, scorrono  nuvole  che  trasportano  ombre  lontane: solo  allora  la  mia  terra  sorride.

domenica 4 settembre 2016

Ero lassù

Finalmente  ero  lassù. Avevo  nostalgia  del  nostro  cielo, delle  sue  vie  azzurre. Volevo  riascoltare  le  sinfonie  delle  sorgenti, scendere  nei  fossi, e  guardare  quei  fiori  nascosti  che  il  sole  non  poteva  illuminare. Gli  occhi  si  chiudevano  e  nel  mistico  silenzio  sentivo  la  tua  voce.


(Nell'immagine, il  dipinto  Giovane  signora, di  Vittorio  Matteo  Corcos)

domenica 24 aprile 2016

Lassù

Era  da  molto  tempo  che  la  nostalgia  di  tornare  lassù  non  mi  abbandonava: volevo  guardare  quel  pezzo  di  cielo. Mentre  salivo  su  quei  sentieri  amici,  i  silenzi  e  i  suoni  erano  quelli  di  allora, e  i  ricordi  più  intensi. Attraversavo  l'ultima  radura  ed  ero  lassù. Il  nostro  pezzo  di  cielo  era  azzurro, azzurro  come  non  mai. E  nell'azzurro  era  scritta  la  nostra  storia.
Al  ritorno, una  nuvola  chiara  mi  seguiva. E  dalla  selva  l'eco  della  tua  voce  e  la  sinfonia  delle  felci  mosse  dal  vento.