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domenica 9 febbraio 2025

Racconto sospeso

Come in un sogno, ricordo le vigne mentre si addormentano sulle colline delle Langhe, e i tramonti velati da pallida nebbia e da luci di malinconia. Rivedo mio nonno quando tornava alla cascina assieme al cane e odorava di verderame. Di sera, accendeva un piccolo lume a petrolio e la fiammella non violentava il buio della stanza. Mi raccontava storie e leggende del nostro appennino, e non aveva dimenticato il canto del maggio. 

Quando tornavo a casa, mi dava un bacio e, sussurrando, diceva: "Appena arrivi lassù, metti un cero alla nonna che non hai conosciuto, e dille una preghiera". 

Da sempre, porto con me un sogno impossibile: accendere lo stoppino di quel piccolo lume a petrolio nella stanza buia, e rivedere la luce di quella fiammella. Poi chiudere gli occhi e ascoltare quel lungo racconto rimasto sospeso. 

domenica 23 ottobre 2022

Il racconto sospeso

 

È ottobre. Come in un sogno, rivedo le vigne mentre si addormentano sulle colline delle Langhe e i tramonti velati da pallida nebbia, con sfumature di una lontana nostalgia. 

Ricordo mio nonno quando tornava alla cascina insieme al cane e odorava di verderame. Di sera, accendevo un piccolo lume a petrolio e la fiammella non violentava il buio della stanza. Mi raccontava storie e leggende del suo appennino, e ricordava il canto del maggio. Quando tornavo a casa, mentre mi baciava, sussurrava: "Appena arrivi lassù, metti un cero alla nonna che non hai conosciuto". 

Da sempre, porto con me un sogno impossibile: accendere lo stoppino di quel piccolo lume a petrolio nella stanza buia e rivedere la luce di quella fiammella. E, poi, chiudere gli occhi e ascoltare quel lungo racconto rimaso sospeso.

domenica 5 luglio 2020

Quel ragazzo


C'eravamo incontrati in quella terra, dove il deserto spegneva gli orizzonti. Io ero un ragazzo straniero, e tu già donna dallo sguardo un po' materno. Ascoltavi con interesse le storie e le leggende del mio appennino, dove sognavo di camminare tenendoci per mano sulle coste di Casa del Monte. Ma ti ho persa per sempre in un giorno di sole. Non c'erano né amici né parenti ad accompagnarti. Il cielo era muto, e anche il vento taceva. 
Ora sono vecchio, i capelli sono radi e bianchi, il passo è lento e un poco stanco. Quando cammino per la città, spesso sussurro il tuo nome. Quando qualcuno sente, mi sorride, scuote la testa e se ne va.

domenica 31 marzo 2019

Un mondo sospeso

Lassù c'è un piccolo mondo sospeso tra cielo e terra. Vive d'aria, di sole, di venti, di silenzi, e i temporali vi passano stanchi. Custodisce ricordi, storie e leggende che agli uomini non importano più, ma che il cielo vuole ascoltare. C'è una fontana che lo sa, e non ha mai dimenticato. Da tempo dialoga con l'infinito, e chiede che questo lembo di mondo sospeso venga rapito dal cielo.

domenica 28 ottobre 2018

Quei fiori

Mi aspettavi in quel bistrot, e, lontano, era il deserto. Come sempre, volevi ascoltare le leggende e le storie delle mie montagne. Ma quel giorno ti parlai di un sentiero che conduce a un borgo di nome Casa del Monte, dove fiori spontanei profumano le ombre. Mi avvicinai e, sotto voce, ti dissi: "Quei fiori li raccoglieremo assieme". Nei tuoi occhi sbocciò il colore dell'attesa.
Da quel giorno ti ho persa per sempre. Ma ho la certezza che lassù, sul sentiero, quei fiori cresceranno ogni primavera.

(L'immagine è presa da: http://www.majellando.it/panorami-miniere-fioritura-sulla-majella-in-abruzzo/meraviglioso-panorma-della-majella-in-abruzzo/)

domenica 22 luglio 2012

Il respiro delle foglie


Sono  tornato  sulle  mie  montagne. Mentre  cammino  tra  i  boschi, riconosco  i  fiori  segreti  di  un  tempo. Finalmente  posso  immergermi  nei  misteri, nelle  leggende  e  nella  poesia  che  vive  tutt'intorno.
Un  vento  docile  mi  porta  l'immagine  di  una  dama  lontana, un  dolce  volto  che  mi  cancella  le  lacrime. E  il  ricordo  diventa  meno  triste.

È  notte. La  montagna  è  in  compagnia  di  alberi  neri. Appare  la  luna  e  vedo  i  tuoi  occhi. Nel  buio  profondo  della  selva, un  lupo  mi  ricorda. Il  respiro  delle  foglie  è  una  voce  conosciuta.

giovedì 18 marzo 2010

Ruderi

Il fico si aggrappa disperato alle mura cadenti di quella casa. Prima di soccombere vorrebbe raccontare storie vere e leggende del borgo, dove sono rimasti soltanto ruderi. Io che le conosco non andrò lassù: piangeremmo insieme.

(La foto è tratta da: http://www.abitur.it/vendita_ruderi_casali/Arezzo_rudere_casale_vendita.asp)