È tardo autunno. Nel cupo silenzio, le ultime foglie cadono leggere e vanno a morire, e qualcuna, trascinata dal vento, danza disperata nei rigagnoli, mentre gli alberi spogli cercano il cielo. La brina ha ricamato l'erba pallida e triste nei miei boschi, che furono il mio rifugio da bambino. Qui è rimasta la mia voce di allora. Mi fermo per riascoltarla, dimentico il mondo, e un angelo mi guarda e sorride. Dal monte scendono nubi sfumate d'azzurro, e nell'azzurro il volto bruno e misterioso di Aisha. Chi è quell'angelo che mi prende per mano?
domenica 1 febbraio 2026
domenica 5 novembre 2023
Der herbst
Era un giorno del dorato ottobre, e nelle acque del Lemano l'ombra nera e cupa del maniero come l'annuncio della fine. Silenziosi veli di nubi sul tuo sguardo colmo di malinconia ti facevano ancora più bella. Forse, cercavi di lenire il dolore e la mia tristezza.
Scendi ancora come un tempo dal maniero solitario sulla riva del lago, dove c'incontrammo? C'è ancora il cigno ad aspettare? Sono vecchio, e anche il mio cuore è invecchiato, e sono solo.
Lassù, nel folto dei boschi, ho costruito una capanna come dimora di quel sogno. Quando entro nella capanna, arriva un vento che mi porta le luci del passato e la melodia infinita di Wagner ripete il tuo nome di valkiria.
domenica 15 maggio 2022
Nessuno deve sapere
Nel silenzio, m'illudevo che la melodia d'una sorgente mi portasse l'eco della tua voce. Quanto tempo è passato! Ho il cuore stanco, e a volte piango. Aisha, ricordi? Sono quel ragazzo che fuggiva nel deserto e mai le stelle erano state così vicine. Mi prendesti per mano, accompagnandomi alla tua casa, nascosta tra le palme. Ora sono vecchio e cerco ancora la tua mano. Nessuno deve saperlo. Riderebbero di me, e gli dèi si offenderebbero.
domenica 27 marzo 2022
La tua mano
Era un giorno di primavera. Con l'aiuto del mio bastone ero salito a Casa del Monte, dove qualcuno mi aveva portato da bambino. Della casa era rimasto ben poco. Un gatto mi guardava con gli occhi tristi. Sulle alture, cumuli di nubi bianche, bianche come i miei capelli. Nel cielo voli di uccelli e, tra le erbacce incolte, la luce di piccoli fiori.
Mentre camminavo nel silenzio del bosco, scorrevano ricordi di quando, bambino, bevevo alla sorgente che scorre tra foglie dal profumo di menta e di limone. Da una lunga ombra, mi chiamava una voce lontana. Chiudevo gli occhi e rivedevo lo sguardo amico della luna nel deserto sconfinato. Smarrito e confuso, mi prendevi per mano e mi portavi alla tua casa. Aisha: se ancora ci sei, fermati e guarda l'acqua che scorre nell'oasi. Vedrai l'ombra di un ragazzo diciottenne che da sempre cerca la tua mano.
domenica 3 gennaio 2021
Ora so
domenica 2 agosto 2020
L'antica malinconia
domenica 26 aprile 2020
Scendeva la nebbia
A Casa del Monte scendeva la nebbia.
domenica 13 gennaio 2019
Il lupo
Torno in città e cerco la luce dei tuoi occhi tra le nubi.
domenica 30 settembre 2018
Non piangere
domenica 27 marzo 2016
La pianura
sabato 16 gennaio 2010
Aspetterò la notte
domenica 30 agosto 2009
Il pensiero vola
Quassù le nubi giocano con il sole e il cielo. A sera se ne vanno, e lasciano spazio alle stelle. I nostri amici delle boscaglie riposano senza timori. Tu sedevi nell'aia su una vecchia panca di quercia, e le stelle si allontanavano dal cielo per esserti più vicine; quando il gatto ti veniva in braccio era ora d'andare a dormire.Adesso la panca è sbilenca, di sera le stelle sembrano più lontane, la casa è uno scheletro di mura e di gatti inselvatichiti. Vorrei portarti un fiore, ma non so dove. Il pensiero vola.
lunedì 17 agosto 2009
Le nubi
Le nubi erano basse e veloci, si erano staccate dal cielo e non si capiva quale direzione volessero prendere. Io osservavo curioso. Diventarono più scure; lontano una sottile luce calava dai monti e per un attimo mi mostrò un luogo da sempre sognato.(La foto è tratta da: http://maurosmocovich.splinder.com/)
sabato 29 novembre 2008
Oltre
Le nubi erano basse e scure, sfioravano piante e case, mentre la pioggia scendeva copiosa. Le siepi erano mute e rassegnate; le donne portavano all'asciutto il bucato steso.I contadini, sugli usci delle stalle, scrutavano pensierosi il cielo. Sotto il portico un gatto sonnecchiava disteso sulla schiena di un cane annoiato. Da una finestrella un uomo guardava lontano, e nonostante il buio mi parve sognasse un mondo a me sconosciuto.










