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domenica 18 gennaio 2026

L'angelo

 

È maggio. Il sole è alto e, nei miei sentieri, i fiori cercano lo sguardo del cielo, mentre nell'azzurro volano gli angeli e mi guardano. Una falena colorata e timida si posa leggera sulla mia spalla. Mi fermo, osservo i fiori e penso: "Vorrei raccoglierli per regalarteli, anche se so che non ci sei più, e assieme ascoltare la melodia silenziosa del deserto". Mentre ti ricordo, si avvicina un angelo tenendo per mano Aisha. Mi guarda sorridendo e dice:"Antonio, tornerò al tramonto per riportarla in cielo".

(La foto è tratta da: https://www.fotocontest.it/contest/primavera-mood/foto/316858/il-bosco-in-primavera)

domenica 6 aprile 2025

Non fare rumore

È maggio e, sopra di te, la luce della montagna mentre cammini sul sentiero che porta alla tua casa. Fermati e ascolta. Non senti lamenti di dolore tra le viole di bosco cullate dal vento? Solleva lo sguardo al cielo e sentirai le parole di chi, un giorno, fu il tuo poeta, e tornerai a sognare ricordi senza tempo. Non andare via, rimani ancora un po'. C'è una pietra chiazzata di muschio verde, dove è cresciuto un fiore solitario che da sempre ti aspetta. Regalagli l'eco della tua voce, ha bisogno del pianto. 

Quando te andrai, non fare rumore. 

domenica 11 settembre 2022

Notte di stelle e di luna

 

Era la notte di un lontano mese di maggio. Camminavamo tenendoci per mano nell'infinito vuoto del deserto, regno di giganti ombre ed echi di silenzi d'amore. Sopra di noi, lo sguardo amico delle stelle e il sorriso della luna. Dal tetto celeste del cielo si aprì un balcone. Scesero gli angeli e portarono via Aisha per sempre. Apparteneva a loro perché era divina e profumava di cielo. Mentre nella sabbia cadevano le mie lacrime, si avvicinavano le stelle. Da allora, di anni ne sono trascorsi molti, ma mai dimentico quella notte di stelle e di luna, e l'angelica luce degli occhi di Aisha.

Aisha! Racconta la nostra storia agli angeli! Solo allora apriranno il balcone del cielo e potremo rivederci. 

domenica 16 maggio 2021

Un mondo per sempre azzurro

Su quei sentieri, baciati da cieli azzurri e dallo sguardo di Dio, e nell'azzurro i miei sogni. I mormorii di una sorgente, e tra le ombre un bianco, fragile giglio, e la tua luce, mentre le mie labbra sussurravano il tuo nome. La primavera aveva colorato di celeste i boschi dove erano esiliati gli dèi. Nell'aria, con sfumature d'azzurro, la melodia del tuo liuto rinnovava un ricordo, colorandolo di gioie lontane. Era maggio. Al tramonto una campana invitava alla preghiera, e tornava il sapore della fede. 
Ci rincontreremo come allora, in un mondo per sempre azzurro, dimora di Dio. 



 

domenica 6 settembre 2015

A primavera, talvolta

Volevo  salire  lassù, dove  sono  rimasti  i  nostri  sogni, ma  ormai  il  camminare  è  faticoso. Sono  arrivato  fino  alla  radura. Mi  sono  seduto  vicino  alla  maestà, ormai  quasi  in  rovina. Una  rosellina  selvatica  era  aggrappata  a  quei  sassi  traballanti: voleva  raggiungere  l'immagine  della  Vergine, sfumata  dalle  intemperie. Gli  occhi  erano  tristi  e  pensosi. Sentivo  il  fruscio  dei  rami  e  la  musica  delle  foglie. Dalla  sorgente  avvolta  nel  muschio  scorreva  lenta  un'acqua  verde  e  trasparente. Pensavo: "se  ci  sei  ancora, dove  sarai?Qualche  volta  ti  ricorderai  di  me?".
Ero  semi-addormentato  ed  era  un  giorno di  maggio. A  primavera, talvolta, tornano  i  ricordi  e  si  perdonano. Prima  di  partire  ho  annaffiato  quella  rosellina  selvatica. Gli  occhi  tristi  di  quell'immagine  sorridevano.


domenica 12 luglio 2015

Il vento si fermava

Quella  notte, notte  di  maggio, il  vento  passeggiava  nei  nostri  boschi  celesti  e  ti  cercava. La  luna  silenziosa  se  n'era  accorta  e  si  avvicinava  per  mandare  più  luce. Poi  il  vento  si  fermava  ad  ascoltare  un  notturno  di  Chopin, che  proveniva  dalla  nostra  radura. Tornerò  lassù, in  una  notte  di  luna  piena, e  assieme  al  vento  ti  cercherò.

domenica 29 marzo 2015

Il campanile

Era  maggio. Quel  giorno, ti  accompagnavano  assieme  al  lungo  e  lento  tocco  di  una  campana, e  io  non  volevo  esserci. Fuggivo  lassù, sul  nostro  sentiero, mentre  i  fiori  solitari  e  senza  nome  guardavano  il  cielo  e  i  petali  erano  bagnati  di  lacrime.
Sui  nostri  boschi  celesti  il  sole  si  addormentava, sulle  creste  il  vento  riposava  e  la  campana  taceva. Raggiungevo  la  piccola  radura, il  nostro  regno. Stranamente  erano  cresciute  roselline  selvatiche, timide  e  fragili. Dalla  selva, la  luce  profonda  dei  tuoi  occhi  mi  fissava, e  il  dolce, felice  sorriso  mi  faceva  capire  che  eri  per  sempre  quassù.