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domenica 26 ottobre 2025

Il profumo delle rose

Nel mese delle rose scesero gli angeli e ti portarono in cielo. I fiori piangevano e non sentivi la mia voce, e di te rimaneva solo il profumo delle rose. A quando il tuo ritorno? O rimarrà spenta per sempre la luce dell'attesa? Lungo il muro della tua casa ho messo una sedia che ti aspetta, e nel cortile, vicino alla fontana, la vecchia quercia, attenta, scruta il cielo. 

Da sempre, in autunno, nei miei boschi silenziosi mi appare un'ombra malinconica che, improvvisa, scompare. Da un cipresso sento una voce o forse un'eco. Sei tu che mi chiami? Nell'orizzonte, sfumature di nebbia azzurra e nell'aria la melodia di un pianto.  

domenica 21 maggio 2023

Ma di notte

 

Conosco il pianto dei fiori e la malinconia delle rose selvatiche nella selva, che di notte i raggi della luna vanno a cercare. Rammento i racconti dei loro silenzi e l'eco di una voce lontana. Chiudevo gli occhi e tornava come allora la visione del tuo cielo, per sempre perduto. 

So dove si sono nascosti gli dèi, braccati e cacciati dall'uomo. Ma di notte scendono gli angeli e, silenziosi, li portano in cielo.

domenica 9 gennaio 2022

Quei fiori nell'angolo dell'orto

 

Da vecchio vorrei tornare sui pendii di Casa del Monte, dove qualcuno mi portò da bambino in un giorno d'autunno e di nebbie. Vorrei cercare quei fiori nell'angolo dell'orto, che mia madre curava con tanto amore, e da troppo tempo trascurati. Vorrei annaffiarli con lo sguardo del cielo azzurro, e di chi tanto li amava. Vorrei ascoltare il chiacchiericcio delle rondini sotto il tetto di quella casa senza più voci. Vorrei fermarmi davanti alla Maestà e rivedere come allora il sorriso della Madonna, e offrirle una rosa di macchia. Vorrei sedermi all'ombra di un antico castagno, dove in un giorno d'estate e di sole seppellii il mio adorato gatto tra il profumo della montagna. 

Nei lunghi inverni un ghiro gli fa compagnia.

domenica 26 dicembre 2021

Rose di macchia

 

Nell'incanto della selva e tra la dolcezza delle ombre, guardavo le rose di macchia, e tornavo a un'antica malinconia, e nell'aria il tuo profumo come una poesia d'amore. Dalle rose di macchia una voce mi diceva: "Hai dimenticato quella terra lontana? Non avevi ancora diciotto anni e forse, senza capire il perché, ti trovavi nel deserto. A volte qualcuno ti prendeva per mano, come una madre, e il vento vi seguiva e ascoltava".

Quando le rose di macchia perderanno i petali, torna nella selva. Ti aspetterà l'ombra di un angelo e sentirai la musica di Antonio Vivaldi, e in quel momento sarà dolce quell'antica malinconia. Il vento la rapirà e la porterà a chi ti teneva per mano. 

domenica 30 maggio 2021

I confini del cielo

 

Nuvole basse e grigie appese alle guglie snelle, e sopra il cielo spento. Tu, inginocchiata in una cappella della cattedrale, mi aspettavi. Sull'altare un vaso di rose rosse morenti, e una luce malinconica. Da un organo la musica di Bach. Mentre ti davo la mano per condurti a casa, la cattedrale s'illuminò. Dalle alte vetrate scesero gli angeli, e ti portarono via da me. 

Quando le nebbie d'autunno oscureranno i boschi di Casa del Monte, sarò lassù per cercare i confini del cielo.

domenica 24 gennaio 2021

Sotto il cielo

 

I miei lunghi autunni non permettevano più di aspettare altro tempo. Avevo bisogno di tornare sotto il cielo del mio piccolo regno, nascosto tra i pendii di un monte che custodiva gelosamente sogni e ricordi. I sentieri ascoltavano i silenzi di quei passi che venivano da lontano. Improvviso il soffio di un vento misterioso, e cadevano i fragili petali delle rose selvatiche, fragili e pallidi come il tuo viso; e si spegneva per sempre la tua voce. Un angelo mi sorrideva e catturava i sogni e i ricordi e volava in cielo. A Casa del Monte era scesa la nebbia. Qualcuno apriva una finestra, e si udiva il pianto di un bambino.

domenica 9 giugno 2019

Rose di macchia

Sotto l'ombra del monte c'è un piccolo mondo, dove ho trascorso la mia infanzia. Sui sentieri si sono spenti i rumori dei passi, e una fontana piange di nascosto. Ora quel luogo appartiene solo al cielo. Di giorno assomiglia a un dipinto di Turner senza cornice. Di notte è una cattedrale sospesa nel cielo. Gli dèi, esiliati dagli uomini, vi hanno trovato dimora, e contemplano il volto di Dio. A primavera, sulle rose di macchia lacrime di una madre da sempre lontana.

domenica 16 febbraio 2014

All'alba

Quel  giorno, nella  mia  mente  correvano  i  ricordi, veloci  come  acqua  di  cascata. Intravedevo  i  silenziosi  deserti  che  conobbi  in  un  tempo  lontano, e  la  luna  limpida,  sospesa  in  cielo, che  fissava  le  dune, e  il  lento  passo  di  uomini  in  cammino. Poi  un  volto,  sugli  orizzonti  irraggiungibili, che  mi  fissava.

Ora  sono  solo  su  queste  montagne, e  quando  giunge  la  notte  la  mia  anima  piange. Mi  affaccio  alla  finestra, e  la  foresta  tace  alla  luce  della  luna  mentre  ascolta  un  canto  triste  di  usignolo  e  un  flauto  le  fa  da  eco. Le  roselline  selvatiche  sono  chiuse, aspettano  l'alba  per  aprirsi. Al  mattino, quando  il  sole  le  bacia, si  alza  un  vento  profumato  che  conduce  una  dolce  malinconia  lontana, strappando  qualche  petalo: insieme, guardiamo  il  cielo.

martedì 19 febbraio 2013

La voce dei monti

D'improvviso  arrivò  un'eco. Era  la  voce  dei  monti  che  chiamava  un   figlio. Mentre  risalivo  quei  sentieri, ascoltavo  il  sussurro  degli  alberi, le  melodie  degli  uccelli - e  le  rose  selvatiche  sorridevano  al  sole. Mi  arrivavano  suoni  impercettibili. Bevevo  acqua  che, scendendo, bagnava  gelsomini  e  gigli  bianchi, e  dissetava  le  creature  di  quei  luoghi  silenziosi. Poi  attendevo  la  notte  per  dialogare  con  la  luna  e  le  stelle: ero  sicuro  che  mi  avrebbero  indicato  roveti  e  grandi  radici  di  alberi  troppo  vecchi.

sabato 4 giugno 2011

La leggenda

La tua testa avrà il colore dell'autunno. Sogno di averla sulle mie ginocchia, mentre mi parli di amici che riposano molto lontano, dove il silenzio regna per sempre. Se tornassero, gli vorremmo bene. Poi, guardandomi negli occhi, mi racconteresti la leggenda di due innamorati, non ancora dimenticata là dove tu vivi.
Siamo in maggio: mese delle rose, della luna e dei ricordi. Basterebbe un nulla per tornare a sorridere.

(Nell'immagine, il dipinto Ritratto di fanciulla con fiore di Federico Zandomeneghi)

domenica 12 ottobre 2008

Petali di rose

Il vento è passato scuotendo i fiori del tuo giardino. Il vento è passato e sul prato sono rimasti petali di rose. Il vento, passando, ha portato via i tuoi ricordi.

(La foto è tratta da questo sito)

mercoledì 12 marzo 2008

Petali di rose

In un piccolo spiazzo, nel folto della boscaglia, rose bianche s'inerpicano su un faggio ormai cadente. Gli abitanti di questa valle s'inoltrano spesso per osservare quest'anomalia, senza però mai permettersi di cogliere una rosa.
Agli escursionisti raccontano una leggenda. Sotto quell'allora rigoglioso faggio si sedevano spesso due innamorati. Un giorno, mentre la giovane leggeva poesie, dal libro caddero due petali che lei usava per segnare le pagine, e così iniziarono a fiorire le rose. Purtroppo il suo ragazzo, inviso ai genitori di lei, partì dal borgo e non diede più notizie di sé.
Fino a qualche tempo fa, ogni anno, a maggio, un'elegante e nobile signora si faceva accompagnare dal maggiordomo in quel luogo particolare, e coglieva due rose ponendole sui resti di una casa diroccata, un tempo residenza del ragazzo scomparso nel nulla.