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domenica 30 agosto 2026

Le nebbie d'autunno

In autunno, quando le nebbie sono fitte e dense, amo camminare lungo i viali della città e scivolare tra le foglie morte, per ascoltare la tua voce. La malinconica luce dei lampioni, offuscati dalla nebbia, mi ricorda che i sogni si stanno spegnendo. Cerco di fuggire da visioni mai dimenticate, e chiudo gli occhi. Ascolto il silenzio, e qualcuno piange da lontano. Sei tu, Aisha?

domenica 4 maggio 2025

Ricordi

A volte, nella vecchiaia, ritornano visioni della mia infanzia solitaria. Giocavo tra il verde dei boschi e respiravo aria di cielo, e ogni tanto inciampavo nelle pietre rivestite di verde muschio. Agli alberi e alle ombre dei fiori affidavo i miei sogni, e dal tremolio delle foglie strani echi. Scendevo nei fossi per ascoltare il silenzio delle foglie spente, e dai rami ricurvi scendeva una preghiera. 

domenica 17 dicembre 2023

Visioni

Non avevo mai dimenticato i boschi di Casa del Monte, che furono compagni della mia infanzia. Con il passo lento e incerto, e i capelli color neve, tornavo lassù in un giorno di primavera. Gli alberi erano quelli di allora e, nei fossi, qualche tronco ammuffito per la gioia degli insetti. 

Nel misterioso silenzio, le luci della malinconia e l'eco di un triste segreto. Tra le ombre, voci e visioni di volti dispersi in deserti vuoti e lontani. Mentre cadevano foglie morenti, rivedevo amici senza volto e senza lapidi, che riposavano protetti da cattedrali di sabbia. 

Quando passa, il vento si ferma, guarda il cielo e poi adagio se ne va. È l'ora del tramonto. Un pallido sole abbandona le creste e mi regala una visione: Aisha e la bambina fra le palme mi aspettano. 

domenica 5 febbraio 2023

Tornerò lassù

 

Tornerò lassù, in quel luogo che apparteneva a noi due. Ora è rifugio di ricordi e di visioni. I silenzi mi parleranno di te. Cercherò la tua immagine nell'azzurro del cielo, come in un sogno. Solo gli angeli conoscono il tuo nome. 

domenica 27 ottobre 2019

In un giorno di sole

Spesso piango al tuo ricordo. In un giorno di sole ero tornato lassù, a Casa del Monte. La dimora in cui avrei voluto portarti era un cumulo di macerie e di travi affumicate, e le foglie dell'autunno, inumidite dalle nebbie, vi trovavano rifugio. La luce della malinconia era macchiata da visioni di un lontano dolore. Salivo su una radura conosciuta da pochi, e che un tempo fu una celeste dimora degli dèi e di fantastiche leggende. Intorno a me fiori azzurri e gialli cercavano il volto del cielo, e il triste mondo degli uomini era lontano.
Al ritorno, tra le ombre del sentiero silenzioso, una voce. Eri tu che mi chiamavi?