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domenica 17 maggio 2026

La tua voce

Da molto tempo, la porta e le finestre di quella casa sdraiata sotto il monte, tra le nuvole, sono aperte. Di notte, sotto l'olmo piange la fontana, mentre il cielo ascolta. Nelle vuote stanze, sospesi tra le ombre delle pareti tacciono i ricordi abbandonati. Dagli armadi odori di muffe e cose mai dimenticate. Negli angoli dei soffitti riposa una luce silenziosa, dove i ragni hanno tessuto le loro sottili tele.

Di notte, una slavina ha trascinato la casa nel torrente. All'acqua che scorre le pietre della casa raccontano di te. Vorrei raggiungere il torrente per ascoltare, ma sono troppo vecchio e le mie gambe sono stanche. Il tuo silenzio è rimasto nel bosco. Perché non rispondi alle mie parole? Per non dimenticare la tua voce ascolto un lied del divino Schubert, e una dolce malinconia attenua il dolore. 

domenica 1 febbraio 2026

Le ultime foglie

È tardo autunno. Nel cupo silenzio, le ultime foglie cadono leggere e vanno a morire, e qualcuna, trascinata dal vento, danza disperata nei rigagnoli, mentre gli alberi spogli cercano il cielo. La brina ha ricamato l'erba pallida e triste nei miei boschi, che furono il mio rifugio da bambino. Qui è rimasta la mia voce di allora. Mi fermo per riascoltarla, dimentico il mondo, e un angelo mi guarda e sorride. Dal monte scendono nubi sfumate d'azzurro, e nell'azzurro il volto bruno e misterioso di Aisha. Chi è quell'angelo che mi prende per mano?

domenica 24 gennaio 2021

Sotto il cielo

 

I miei lunghi autunni non permettevano più di aspettare altro tempo. Avevo bisogno di tornare sotto il cielo del mio piccolo regno, nascosto tra i pendii di un monte che custodiva gelosamente sogni e ricordi. I sentieri ascoltavano i silenzi di quei passi che venivano da lontano. Improvviso il soffio di un vento misterioso, e cadevano i fragili petali delle rose selvatiche, fragili e pallidi come il tuo viso; e si spegneva per sempre la tua voce. Un angelo mi sorrideva e catturava i sogni e i ricordi e volava in cielo. A Casa del Monte era scesa la nebbia. Qualcuno apriva una finestra, e si udiva il pianto di un bambino.

domenica 3 novembre 2019

La nebbia di mezzanotte

C'è un borgo solitario e silenzioso, che chiamano "I boschi", sotto la curva di un monte, dove riposa l'azzurro del cielo. È un borgo che da tempo tace, ma non dimentica nulla. Mi aspetta nelle sere d'autunno, che preparano la notte ai sogni e colorano la tristezza. La nebbia di mezzanotte entra e fruga in quella casa vuota per trovare le lacrime da consegnare al cielo, e in quel momento la luce mi cerca. Nel borgo, di giorno, è rimasta l'eco di una campana.

domenica 9 giugno 2019

Rose di macchia

Sotto l'ombra del monte c'è un piccolo mondo, dove ho trascorso la mia infanzia. Sui sentieri si sono spenti i rumori dei passi, e una fontana piange di nascosto. Ora quel luogo appartiene solo al cielo. Di giorno assomiglia a un dipinto di Turner senza cornice. Di notte è una cattedrale sospesa nel cielo. Gli dèi, esiliati dagli uomini, vi hanno trovato dimora, e contemplano il volto di Dio. A primavera, sulle rose di macchia lacrime di una madre da sempre lontana.

domenica 10 febbraio 2019

Il gatto

Tutto è come allora, lassù. È rimasto solo il silenzio. Il cielo ha aperto una porta e un angelo mi sorride. Una nuvola rosa, dal fascino dolce e misterioso, riposa sulla cresta del monte. Un gatto, dagli occhi macchiati di ricordi, mi guarda, e incerto se ne va. Forse cercava una carezza.

domenica 23 settembre 2018

Lente foglie ingiallite

Lassù, sul monte, riposa lo splendore del divino autunno. Cammino tra le pietre ricoperte di muschio, ed echeggiano antichi passi. Volano lente foglie ingiallite, e chiedo al vento di non portare via quel ricordo.
Sulla radura spoglia, la sagoma di un nido disfatto.

domenica 2 settembre 2018

La luce

Lassù, tutto era rimasto come allora. Solo il silenzio respirava i colori della memoria e della mia infanzia. Un gatto mi guardava, poi fuggiva. Forse cercava una carezza, ma non aveva fiducia negli umani. Il cielo era chiaro, e sulla cresta del monte una nuvola nera.
Non volendo turbare quel silenzio, camminavo adagio. Ed eccomi di fronte a quella piccola Maestà invasa da pietre crollate. Del quadro della Madonna, solo il volto era scoperto e un po' scheggiato. Gli occhi sorridevano, colmi di una luce misteriosa e rassicurante. Forse voleva dirmi grazie.

domenica 26 agosto 2018

Una lunga ombra

Non so se questa è una storia vera o una leggenda. Raccontano che lassù, sotto al monte, tra quelle quattro case abbandonate e cadenti, accada un fatto strano: in uno di quei ruderi, dove ho vissuto da bambino, di notte entra una lunga ombra, e si sente l'eco di una chitarra andalusa. Le stelle non mancano mai di avvicinarsi per ascoltare.

lunedì 17 agosto 2015

L'attesa

Prima  di  partire, fissò  a  lungo  quella  casa  sotto  il  monte. Mentre  scendeva, ai  lati  del  sentiero  fiori  fragili  e  colorati  le  sorridevano. Guardò  in  alto, e  vide  le  nostre  montagne  scontrarsi  con  l'azzurro  del  cielo. Poi andò  a  vivere  in  una  città  grande  e  inutile. Con  il  tempo, nessuno  si  ricordò  più  di  lei.

In  un  mattino  pieno  di  sole, dalle  nostre  montagne  scendeva  una  gradevole  brezza, e  il  lento  suono  di  una  campana  l'accompagnava. Era  tornata  per  sempre. Un  vecchio, che  non  aveva  mai  smesso  di  aspettarla, sotto  l'ombra  di  un  cipresso  piangeva.

martedì 17 dicembre 2013

La poesia del silenzio

Era  primavera, un  giorno  di  primavera,  quando  scendevi  da  quella  casa  sotto  l'ombra  del  monte, e  il  sole  ti  sorrideva. Dimenticavi  di  salutare  gli  alberi, di  guardare  il  profilo  dei  monti, e  non  ascoltavi  il  canto  dalle  siepi  e  la  melodia  delle  sorgenti. I  sassi, i  nostri  sassi, capivano  che  i  tuoi  passi  erano  senza  ritorno. Gli  amici  delle  tane  ti  osservavano  pensosi  e  silenziosi.

Quando  arriverà  la  notte, nella  casa  sotto  l'ombra  del  monte,  dal  cielo  scenderanno  gli  angeli  e  ricorderanno  agli  ospiti  dei  boschi  il  tuo  sorriso  e  lo  sguardo  dei  tuoi  occhi  lontani. Ora  la  luce  della  luna, nella  casa  sotto  l'ombra  del  monte, dove  il  tetto  è  crollato, penetra  senza  ostacoli. La  fontana, nel  cortile  fatiscente, tace. Il  vento  entra, ascolta  memorie, leggende  e  nostalgie  lontane, e  le  accompagna  oltre  le  cime  di  quei  monti. Raccontano  che  nelle  notti  buie  e  nebbiose  un  fantasma  entra  in  quella  casa  sotto  l'ombra  del  monte, alla  ricerca  della  poesia  del  silenzio.

(L'immagine  è  tratta  da: http://ilibrisonoviaggi.blogspot.it/2011/02/con-ungaretti-in-una-domenica-di-nebbia.htm)

domenica 3 novembre 2013

I colori dell'addio

Lassù,  in  autunno,  i  tramonti  si  confondono  con  il  cielo, assieme  a  un  volto triste. A  volte, le  nebbie  avvolgono  il  nostro  regno  fino  alla  cresta  del  monte  con  i  colori  dell'addio. Arriverà  la  neve  e  il  silenzio  sarà  profondo. Di  notte  la  luna  fisserà  lo  sguardo  su  quel  bianco  desolato. I  sassi  e  i  lupi  ascolteranno  sogni  e  leggende  da  gente  lontana. La  speranza  è  di  tornare  lassù  a  primavera.
I  sassi  e  i  lupi  attendono  per  raccontarmi  una  storia  che  non  conosco.

domenica 6 gennaio 2013

C'è un paese

È  un  paese  adagiato  su  un  monte, un  paese  dove  le  parole  e  i  messaggi  li  porta  il  vento. Il  cielo  nasce  e  muore  tra  i  rami  dei  fitti  boschi. Scendono  acque  tra  sassi  e  fragili  fiori, e  saltellando  ricordano  una  musica  lontana. 
Il  campanile  tace  da  tempo. A  ridosso  della  campana  grande  un  barbagianni  ha  preso  residenza. A  primavera, le  rondini  sfrecciano  veloci  sfiorando  i  finestroni  aperti. Di  notte  la  luna  ha  lo  sguardo  triste, e  da  una  stella  arriva  una  flebile  luce  alla  mia  malinconia. Di  giorno  il  cielo  ha  il  colore  della  speranza: conosce  chi  se  ne  è  andato  e  sorride  a  chi  ritorna.
Ho  difficoltà  a  camminare.

(http://www.meteomontagnavaltellina.it/montagna_in_valtellina.htm)

domenica 11 marzo 2012

In attesa

Lassù tra le boscaglie - le nostre boscaglie - il vento non ha più voce, l'erba è silenziosa. Sono in attesa di un grido da una terra lontana. Il sole dal monte manda raggi tra i folti rami e luce ad altre valli.
Io ascolto, ma forse il mio cuore è spento.

sabato 12 novembre 2011

Felici i venti

Felici sono le pietre sul sentiero che porta al monte.
Felici sono le piogge che rumoreggiano sulle foglie.
Felici i venti che percorrono le selve,
cercando un Dio vagante.
Sarà felice l'uomo che mai sfuggirà
a dolore e vita?
Sarà felice l'uomo condannato a vita eterna?

lunedì 26 settembre 2011

Il mio nome

Salii sul monte per vedere il castello di una fata sospeso tra le nuvole. Mentre scendevo, il rumore delle foglie ricordava nostalgie e sogni perduti. Nel cantuccio più nascosto del bosco il silenzio era strano, come d'attesa; il vento voleva parlarmi, poi, improvvisamente, tacque.

Dopo lungo viaggio, finalmente l'autunno tornò portando pace al cuore. Attraversando l'antico borgo, guardavo il portico fatiscente che conduceva alla casa diroccata, e sentivo odore di vecchie piogge. Il mio nome è Ricordo.

(L'immagine è tratta da: http://media-cdn.tripadvisor.com/media/photo-s/01/49/87/95/il-castello-di-hochschwangau.jpg)

domenica 14 giugno 2009

Terra sognata

Sotto la cresta di quel monte, c'è una terra che appartiene a gente lontana. Scheletri di case e acque profumate da rive erbose attendono. Di notte gli usignoli continuano a cantare, sperando di essere uditi. Il vento passa veloce, portando in luoghi remoti echi e nostalgie di un tempo perduto. C'è chi si sveglierà nella grande città sperando che la notte rinnovi il sogno.

(La foto è tratta da qui)

giovedì 29 gennaio 2009

L'incontro

Io salivo lungo la mulattiera che conduce a quelle quattro case quasi alla sommità del monte, e tu scendevi per incontrarmi. Eri tornata a casa da lontano, era il primo appuntamento. C'incontrammo a metà cammino e ci guardammo felici, mentre selvatici fiori profumati e un rivolo d'acqua ci facevano compagnia. Poi te ne andasti.
Oggi al villaggio una campana suona adagio: ti riportavano a casa da lontano.