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domenica 12 aprile 2026

Mi stava cercando

La nostra è una storia faticosa e triste da raccontare. Invano cerco di allontanare il dolore. Tra le alture boscose del mio amato appennino, a un cipresso alto e solitario ho confidato i nostri segreti. Di notte, quando il silenzio diventa più vero, dialoga con un angelo. Vorrei tornare su quelle alture boscose mentre fa buio, e chiedere al malinconico cipresso e all'angelo misterioso se ancora ci sei e se, qualche volta, mi pensi. Ma non posso, sono troppo vecchio e troppo stanco. Come farei a salire fin lassù? Mi è rimasta la melodia del tuo nome, Aisha, e vedo i tuoi occhi che cercano orizzonti lontani, mentre ascolti i silenzi del muto deserto. 

Questa notte ho sognato una bambina bruna, che aveva uno sguardo sognante e i capelli neri e ricci come i tuoi. Mi stava forse cercando?

domenica 16 novembre 2025

Il discorso interrotto

Vigneti che dipingono le colline ondulate delle Langhe, e stretti sentieri di fragile terra e, tra i filari, il respiro del sole bacia la lieve foschia. Di notte, la luna si avvicina e, timida, ascolta segreti, sogni e ricordi di gente e poeti che tanto amarono queste colline; e a volte piange di nascosto insieme agli angeli. 

Oggi un dolce velo di malinconia dà luce al mio viso segnato da numerosi autunni, e ritorno bambino. Rivedo la cascina in cui viveva mio nonno, e nel pendio le vigne. Di sera mio nonno, nella piccola stanza che odorava di verderame, accendeva lo stoppino di un piccolo lume a petrolio. Si sedeva e ricordava il suo lontano appennino, dove cantavano il " maggio" e dove, in autunno, si raccoglievano le castagne da portare nel metato ad essiccare. Come sempre, prima di partire diceva: "Antonio, mi raccomando, quando torni a Vitriola metti un fiore di bosco e un cero sulla tomba della nonna che non hai conosciuto". 

Mi resta un sogno impossibile: ritrovare quel piccolo lume a petrolio, accendere lo stoppino, sederci e continuare quel discorso interrotto. 

mercoledì 27 dicembre 2023

L'antico pianto

La nebbia era scesa fitta e nera come non mai. Silenziosa, avvolgeva un cipresso per carpire segreti e silenzi nascosti. Udivo una voce e, a tratti, un pianto antico. Eri tu, Aisha, che raccontavi la nostra storia? 

In un giorno di sole arriverà il vento. Si fermerà e scuoterà il cipresso. Ascolterà e riporterà in cielo quella storia e l'antico pianto. Aisha! Non mi cercare.

domenica 5 giugno 2022

Le ultime luci del tramonto

 



In quella casa, dove avrei voluto portarti, vive il silenzio, che di notte ascolta la voce di una stella. Aisha! Quando le ultime luci del tramonto abbandonano la tua casa tra le palme, cercami. Io guarderò l'orizzonte nelle pieghe buie delle mie montagne, sotto un fragile cielo che nasconde misteri e segreti, e cercherò la luce del tuo sguardo. Solo allora avrò attimi di felicità. 

Lassù si è spento il respiro della mia casa. A primavera, sotto i tetti, le rondini raccontano, e qualcuno ascolta. Tace la melodia della fontana. 



domenica 3 aprile 2022

La luce misteriosa

 

Il sole della dolce primavera illumina con luce divina le cime e i pendii, e nell'aria profumo di cielo. Nei quieti boschi, grati al ritorno di aprile, gli uccelli intonano inni di gioia. Edere abbracciano alte querce antiche. Tra gli umidi muschi dal verde cupo, erbe profumate e piccoli fiori colorati dagli angeli. Esce acqua pura da una piccola sorgente, che di notte racconta segreti e leggende alle stelle. Mi siedo, e guardo intorno. Pare di essere in una grande cattedrale senza soffitto. Dall'alto scende una luce misteriosa. Piano piano scompare, e vicino a me siede l'ombra di Aisha. 

Solo chi conosce la nostalgia prova momenti di gioia.  

domenica 20 marzo 2022

Visione

 

Scorrevano rigagnoli d'acqua montana, nel silenzioso sentiero che arriva lassù, dove il cielo è più azzurro e vicino. Qua e là piccoli fiori macchiavano le ombre di timide luci. Nel verde delle siepi, l'agonia di qualche foglia morta, e la melodia degli uccelli. Nel fondo dei fossi riposavano foglie secche e fiori nascosti. Nel silenzio, apparivi tu sotto cieli lontani con un angelo, tra le braccia, che ti sorrideva. Improvviso, un tuono portò via quella dolce visione, e si risvegliarono segreti e tragedie che avrei voluto dimenticare. 

domenica 14 marzo 2021

Un vento

 

Qualcuno la portò lassù, e nessuno sa da dove. I suoi occhi erano macchiati dalle stelle e da segreti di malinconia. Temeva le nebbie gelide e i silenzi delle radure. In estate si sedeva sola sotto le ombre delle vecchie querce, e sorrideva. In inverno, quando nevicava, guardava il cielo e piangeva. Osservava l'azzurro del cielo e cercava orizzonti lontani. Ma le montagne lo impedivano e baciavano i tramonti. Lei diventava triste, e nei suoi occhi la malinconia delle stelle. 

Un giorno sparì. Nessuno seppe come e perché. A volte, un vento che viene da lontano si ferma alla sua finestra chiusa. Quando se ne va, rimane profumo di gigli, e l'eco melodiosa di una sorgente, e l'ombra triste di un poeta solitario. 


domenica 22 novembre 2020

Sotto un cielo

 

Da vecchio, con passi lenti e faticosi, sono salito fin lassù, a Casa del Monte, dove vissi da bambino. Dopo tanto tempo, volevo ascoltare le porte del silenzio. Trovavo solo lo sguardo duro e muto delle pietre, che conservano segreti, misteri e ricordi. Tra gli sterpeti, un fiore solitario sotto un cielo pensieroso, e lo sguardo curioso di un gatto.

domenica 1 novembre 2020

Ti rivedrò?

 

Quel giorno ti dicevo: "Camminiamo adagio. I fiorellini della selva appartengono al cielo, e solo il cielo conosce il loro nome. Non pestiamoli, piangerebbero gli angeli. Amano la luce timida delle ombre, e le edere che ascoltano i silenzi dei tramonti. Quassù vivono gli dèi fuggiti dagli uomini. Sono invisibili, e in questo momento ci guardano. Lo sai che conosco i segreti dei fiori, la melodia delle sorgenti, e i racconti dei cipressi. La tua luce me la rubò il tramonto, e piansero le rose. Ti rivedrò?"

domenica 28 agosto 2016

Eri tu

Mentre  vagavo  tra  i  nostri  boschi  celesti, dove  sono  nascosti  segreti, sogni  e  ricordi, nell'dilliaco  silenzio  il  cielo  si  era  avvicinato  ad  ascoltare. Nell'azzurro, da  una  porta  aperta  si  udivano  note  di  un  violoncello. Eri  tu, che  allietavi  gli  angeli. La  porta  si  chiudeva, e  sul  nostro  regno  restava  profumo  di  paradiso, la  tua  dolce  malinconia, e  l'eco  delle  note  del  tuo  violoncello.