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domenica 18 dicembre 2022

Le ombre degli abeti

 

Avevo diciotto anni e, forse senza sapere perché, marciavo nel deserto. Da tempo vivo in città, dove gli orizzonti sono spenti e i sogni muoiono lentamente. Lo sguardo delle stelle è pensieroso e triste mentre, disperate, guardano altrove. Mi accompagna un ricordo, il volto di Aisha e il sorriso della bambina in quell'oasi silenziosa. Da sempre mi dà battiti di luce, visioni di cieli infiniti, la gioia del pianto e l'estasi della malinconia.

Vecchio e un po' bambino e speranzoso, sono salito fin lassù, sotto le ombre di cupi abeti. In quel luogo, il silenzo ascolta le parole e il vento risponde. Ho chiesto di Aisha e della bambina, ma il vento taceva. Da un abete si scioglieva la resina e, gocciolando, cadeva sulle mie spalle. 

lunedì 14 dicembre 2015

Dal cielo

È  la  notte  di  Natale. Gli  abeti  rossi  sono  dipinti  di  bianco. So  che  dal  cielo  mi  ascolti. Voglio  dirti  che  i  nostri  amici  lupi  di  un  tempo  hanno  lasciato  una  traccia  sulla  neve  che  conduce  lassù, nella  nostra  radura  imbiancata, portando  per  noi  bacche  rosse  e  muschio  come  culla  per  il  bambino. San  Francesco  se  ne  è  accorto  ed  è  sceso  per  mostrare  ai  lupi  il  Salvatore  celeste, che, riconoscente, sorride. Nel  mistico  silenzio  si  sente  un  violoncello  intonare  Bach. Dalle  tane  dormienti, giungono  rumori  di  gioia.


sabato 16 luglio 2011

Il fiore azzurro

Sono solo, seduto sulla riva di quel lago lontano e nascosto da vecchi abeti, che riconoscono l'amico d'un tempo e che, come me, fingono di aspettare chi non passerà più.
Mi alzo e cammino nel fitto delle abetaie, mentre ogni tanto rampicanti d'un verde cupo mi sfiorano le braccia.
D'improvviso un fiore solitario, con corolle di un azzurro intenso, mi ricorda due occhi. Il lungo viaggio non è stato vano.