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domenica 24 maggio 2026

Il discorso interrotto

Vigneti che dipingono le colline ondulate delle Langhe, e stretti sentieri di fragile terra. Tra i filari, il respiro del cielo abbraccia una lieve foschia. Di notte, la luna si avvicina furtiva tra le cascine addormentate. Cattura sogni e ricordi di gente e poeti che tanto amarono queste colline. Poi se ne va, e piange di nascosto insieme agli angeli. Oggi, un dolce velo di malinconia dà luce al mio volto, segnato da numerosi autunni, e ritorno bambino. 

Rivedo la cascina dove viveva mio nonno e, nel pendio, le vigne. Di sera, nella piccola stanza che profumava di verderame, accendeva lo stoppino di un piccolo lume a petrolio. Si sedeva e, mentre mangiavamo, ricordava il suo appennino lontano, dove si cantava il Maggio e in autunno si raccoglievano le castagne, per portarle al metato e farle essiccare. Come sempre, prima che partissi, mio nonno mi diceva: "Antonio, mi raccomando: quando arrivi a Vitriola, non dimenticare di mettere un fiore di bosco e un cero sulla tomba della nonna che non hai conosciuto". 

Mi è rimasto un sogno impossibile, che non riesco ad allontanare: ritrovare quel piccolo lume  a petrolio, accendere lo stoppino e continuare quel discorso interrotto.  

domenica 3 maggio 2026

Lontani silenzi

 

Quando guardo il cielo, i tuoi silenzi ascoltano la mia solitudine e l'accompagnano sui sentieri del tramonto. Sul mio volto sono rimaste le ombre dei ricordi e il velo della malinconia, che cercano la luce delle tue lacrime. Di notte, la mia anima vola in alto per regalarti i miei pensieri. Ti chiamavi Aisha, eri bella e figlia del deserto. L'azzurro del cielo si specchiava nei tuoi occhi neri. Quella notte, le stelle non erano mai state così vicine. Scesero gli angeli e ti portarono in cielo, lontana da me per sempre. 

Aisha cara, rammenti? Dicevi: "Antonio, perché sei venuto fin qui da lontano?Come fai a vivere con uomini senza speranza? Sei ancora un ragazzo e molto timido". Io rispondevo:"Sapevo che mi stavi aspettando". Il suo sguardo s'illuminava di luce misteriosa, mentre il cielo ci sorrideva. Ora sono vecchio e, da sempre, ascolto il silenzio che mi racconta quel lontano passato e il volo degli angeli. 

domenica 15 giugno 2025

Spät nachts

Nei boschi di Casa del Monte, un cipresso ascolta silenzi di poesie mai scritte da un artista ignoto. Al tramonto ne parla agli angeli, che si commuovono. Quando il buio è più profondo e nasconde il volto dei cieli, un vecchio, avvolto da un tabarro nero, si avvicina al cipresso e grida un nome. 

domenica 18 maggio 2025

A Siviglia

 A Siviglia, una gitana dal volto segnato da numerosi autunni, aspetta il tramonto per ascoltare la melodia dei ricordi e, ansiosa, attende l'eco di un nome: Antonio. In quel preciso momento, in una città lontana, un vecchio apre la finestra e solleva lo sguardo al cielo, e per addolcire il dolore piange. Nessuno saprà mai perché. 

domenica 23 marzo 2025

Erinnern

Sentieri sommersi di memorie, tra solitudine e silenzi, piangono la nostra assenza. Il vento, quando passa, si ferma e ascolta echi lontani, poi piange e se ne va. Vorrei salire fin lassù e rivedere la tua casa, baciata dall'azzurro di un cielo che non ho dimenticato. Ma non posso. Sono troppo anziano e, sul mio volto, il sorriso del tramonto. A volte, ricordare m'intimorisce e sogno il cielo di primavera a farmi compagnia. 

Ci sono ancora, nel cortile sotto la quercia, quelle due sedie? Dimenticavo che quel piccolo borgo, nascosto sulle alture dell'appennino, ha un nome: I Boschi.

domenica 2 febbraio 2025

Un lontano ricordo

 

Sono un vecchio solo e un po' bambino, che vive di un lontano ricordo vissuto da straniero, in una terra senza echi, dove la luna sparge i suoi raggi. Da quando ti ho perduta, ho trovato rifugio nella solitudine e quindi non esisto. 

Sul volto porto il colore della tristezza, e gli occhi cercano il tuo sguardo, mentre racconto di te al silenzio. Aisha! Perché quando piango sento le tue lacrime? Dimmi se è vero. 

domenica 14 aprile 2024

Lo scrigno

Il mio volto è l'immagine di molti autunni. Spesso guardo le timide luci del tramonto, che abbandonano l'orizzonte e adagio si lasciano rapire dal buio, e vanno a riposare tra le solitudini dell'infinito. Il tempo ha dipinto il tuo ricordo di veli azzurri e pennellate di una silenziosa malinconia, che ho chiuso in uno scrigno. Le chiavi, con il nostro nome, le ho consegnate a un angelo. 

Oggi, mentre cammino sui verdi sentieri dei monti, un'aria antica mi accarezza e, tra i gigli silenziosi, si nascondono le ombre. Una falena riposa su un fiore solitario senza nome e lo illumina della tua luce. 

domenica 29 gennaio 2023

L'eterna nostalgia

 

Ombre di vecchiaia sul mio volto, mentre vagavo da solo attraverso quei boschi, per me come un tempio e, di notte, rifugio degli dèi. Mi sedevo per ascoltare i racconti degli alberi. Da una sorgente nascosta, udivo il cante jondo dei gitani. Chiudevo gli occhi e ti vedevo camminare nel tuo bianco villaggio dell'Andalusia, mentre sognavi di avere le ali per volare da me. Amparo, tu sei la mia eterna nostalgia. 

domenica 18 dicembre 2022

Le ombre degli abeti

 

Avevo diciotto anni e, forse senza sapere perché, marciavo nel deserto. Da tempo vivo in città, dove gli orizzonti sono spenti e i sogni muoiono lentamente. Lo sguardo delle stelle è pensieroso e triste mentre, disperate, guardano altrove. Mi accompagna un ricordo, il volto di Aisha e il sorriso della bambina in quell'oasi silenziosa. Da sempre mi dà battiti di luce, visioni di cieli infiniti, la gioia del pianto e l'estasi della malinconia.

Vecchio e un po' bambino e speranzoso, sono salito fin lassù, sotto le ombre di cupi abeti. In quel luogo, il silenzo ascolta le parole e il vento risponde. Ho chiesto di Aisha e della bambina, ma il vento taceva. Da un abete si scioglieva la resina e, gocciolando, cadeva sulle mie spalle. 

domenica 14 novembre 2021

Dalla cattedrale del cielo

 

Nel borgo muto la nebbia del tardo autunno riposava e sognava. In quel che fu un giardino, era rimasta una rosa cosparsa da lacrime di brina. Dal cielo venivano le parole dei silenzi e onde di malinconie. Una sorgente raccontava la storia di un paese lontano e di sogni sepolti in una duna. Tra le nere foschie delle alture, la tua voce, e in una fugace visione accarezzavo il tuo volto. La perenne tristezza si colorava di ricordi dorati. Dalla cattedrale del cielo, echi del tuo violoncello. 

domenica 6 dicembre 2020

Una volta sola

 

Rivedo le luci delle stelle sul deserto addormentato, e il volto di uomini dimenticati che conoscono i segreti della malinconia e i colori dei ricordi. Da tempo sono tornato lassù, sui miei monti. Nei giorni di sole guardo i tramonti e le agonie delle ombre. Ma in autunno, quando le nebbie sono grigie, vedo la tua ombra che cammina sgomenta, e io divento triste. Fermati e dimmi dove vai e cosa cerchi. Perché non mi appari in un giorno di sole nell'incanto del bosco? Basterebbe una volta sola, e avrei per sempre la gioia del pianto. 

domenica 4 dicembre 2016

Tra quelle pietre

Il  sole  d'estate  riposava  su  quelle  mura  cadenti, e  ascoltava  le  voci  dei  silenzi  nascosti  fra  le  ombre. Qua  e  là, qualche  fiore  solitario  ed  erbe  incolte. Da  lontano, lo  sguardo  misterioso  di  un  gatto  mi  fissava. In  quel  momento, la  memoria  generava  sofferenza  e  sogno. Una  zona  d'ombra, tra  quelle  pietre, attirava  la  mia  attenzione.
Mentre  andavo  verso  l'angolo  più  buio, un  volto  luminoso,  scolpito  come  nelle  cattedrali,  mi  guardava. Capivo  che  non  avrei  mai  più  potuto  tenerti  per  mano.

martedì 6 settembre 2011

Fantasma

Straniero il tuo volto,
bianca la tua pelle,
color oro i tuoi capelli.
La tua anima lontana
è in cammino,
cerca la mia.
Questa notte un fantasma
raccoglierà
le nostre parole
da sempre taciute
e le sussurrerà.
E saremo meno lontani.

(L'immagine è tratta da: http://farm4.static.flickr.com/3645/3356422916_a1b95a20ec_o.jpg)

sabato 5 febbraio 2011

Il segreto

Era arrivata su queste montagne, ma non si sapeva da dove. Comprò una vecchia casa solitaria e abbandonata da troppo tempo. La sistemò e la circondò di fiori. Al paese dicevano che custodisse un segreto, ma era difficile scoprirlo. Aveva un volto dolce e gli occhi colmi di malinconia.

Un giorno, un anziano del luogo si mise a osservarla di nascosto. All'improvviso uno strano vento, proveniente da nord, le mosse i capelli dorati, mentre dagli occhi colore del cielo iniziò a scendere qualche lacrima. Così il vecchio s'allontanò lentamente e comprese da dove proveniva quell'esile figura. Avrebbe mantenuto il segreto. Poi si fermò per pensare e ricordò che, da quella casa, molti anni prima era partito un ragazzo ormai dimenticato da tutti.

giovedì 11 febbraio 2010

Racconto dal cielo

Il sole amava sorgere per illuminare il suo volto.
Di notte la luna e le stelle la scrutavano, desiderando rapirla. I cigni di quel lago l'avevano vista tante volte passeggiare insieme a un uomo proveniente da lontano.
Un giorno scesero le valchirie e la condussero nel Valhalla. Ora sorride ai pochi fortunati ospiti di quel luogo, e racconta felice, con occhi sognanti, di attendere qualcuno che conobbe durante la sua vita terrena.