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domenica 8 febbraio 2026

Sto scrivendo

Sto scrivendo una poesia dedicata a te, con parole di silenzi, ma su un foglio bianco cadono lacrime come il canto di un poeta dimenticato, e sul palmo della mia mano riposa una falena. Vorrei tornare nel sentiero sopra il lago che porta al maniero. Poi, prenderci per mano come un tempo, scendere e sederci sulla riva del Lemano, dove un cigno ci aspettava. Rammenti? Tra i rami penduli dei salici, accarezzati dalle acque ci specchiavamo e, dal cielo, scendevano note di Chopin. Non ho il coraggio di chiedertelo, ma se vuoi scrivi il tuo nome sul foglio bianco, che darà luce alla mia solitudine. 

Quando il tramonto posa l'ultimo sguardo sul maniero, scende qualche lacrima accanto ai cipressi. Sei tu che stai piangendo? Nel silenzio, l'eco di una preghiera. Cosa stai chiedendo? Una nebbia color madreperla sfiora l'orizzonte di sogni. 

domenica 1 gennaio 2023

Quella notte

 

Quella notte, ascoltavo il canto silenzioso del deserto. Le stelle erano fiammelle colorate di malinconia, e lo sguardo paziente e materno della luna mi sorrideva. Camminavo sotto la cupola celeste del cielo insieme ad Aisha, tenendo tra le braccia la bambina. Da quella notte, la mia vita appartiene soltanto a quel ricordo. 

I poeti muoiono sognando. 

domenica 17 ottobre 2021

La mistica luce dell'autunno

 

Finalmente, lontano dal frastuono e dalle idiozie del mondo, camminavo nella foresta. Dal fitto fogliame filtrava la luce degli dèi, e timida sfiorava i petali dei fiori. Nel silenzio e tra la luce divina, una dolce visione. Si avvicinava una nuvola azzurra, accompagnata dal canto degli angeli, e mi apparivi tu. Come eri bella nel blu! Tra le ombre della foresta, punteggiate da roselline bianche, l'eco del tuo canto, e il silenzio della tua malinconia. Nelle acque di una sorgente lo sguardo di una bambina mi fissava, e sulla mia spalla cadeva leggera una foglia bruna. Al ritorno una foschia luminosa macchiava il tramonto, e portavo con me la nostalgia di quella nuvola azzurra.  

Quando nella foresta riposerà la mistica luce dell'autunno, tornerò a cercarvi, e chiederò al vento dove ha raccolto quella foglia bruna. 

domenica 25 agosto 2019

La sorgente nascosta

Lassù, ad aspettare non c'è più nessuno, e da lontano il pianto di una campana. Tra i ruderi della nostra casa, qua e là cresce qualche fiore colorato da malinconia. Le nuvole della sera si fermano e versano lacrime in una misteriosa sorgente, e se ne vanno oltre la cima. Quel pezzo di cielo, che era tutto tuo, è rimasto come allora, e ti cerca. Di notte, il silenzio ascolta le note e il canto profondo di una gitana, che il vento porta da lontano, e l'eco sale verso le stelle che vogliono ascoltare.
Tu sei quel ricordo che riempie il tempo che va. Sui pendii di Casa del Monte sono esiliati gli dèi.

domenica 7 agosto 2016

La sorgente

Lassù, quando  è  notte  si  sente  il  canto  di  una  sorgente, e  la  luna  si  specchia  in  quella  fontana  che  piange. Lassù, quando  è  notte, i  sassi  ricordano  una  leggenda, e  aspettano  il  rumore  dei  tuoi  passi. Lassù, di  notte, nel  silenzio  folate  di  vento  portano  la  tua  voce, che  assieme  al  vento  fugge. Di  giorno, un  vecchio  lupo  claudicante  riposa  tra  le  rovine  di  quella  casa, e  di  notte  ascolta  la  melodia  della  sorgente.

domenica 21 giugno 2015

Il gatto

Vecchio  e  stanco, sedevo  nel  portico  su  una  sedia  bassa  e  traballante. Ogni  tanto, le  roselline  rampicanti  perdevano  petali  e  i  ricordi  mi  guardavano. Il  sole  abbandonava  l'orizzonte,  mentre  qualche  stella  si  era  già  accesa. Dalla  boscaglia  si  udiva  il  canto  delle  felci, mentre  gli  gnomi  si  preparavano  per  la  notte.
Con  passi  lenti  e  pesanti, entravo  nella  mia  camera. Ma  tu  vivevi  sotto  cieli  lontani  e  non  sentivi  quel  lento  camminare. Intanto, il  mio  amico  gatto  si  adagiava  vicino  a  me, guardandomi  di  nascosto  con  occhi  tristi.

domenica 13 ottobre 2013

Il cigno nero

Era  un  giorno  d'autunno. Un  giorno  d'autunno  lassù  nel  gelido  nord. Dal  cielo  grigio  scendeva  pioggia  scura: per  me, il  giorno del  pianto. L'ombra  di  luce, che  da  sempre  m'accompagnava, era  scomparsa. Semi-nascosto  da  un  indifferente  cipresso, osservavo  uomini  spostare  qualche  zolla  di  terra  nera. La  pioggerellina  maligna  e  continua  inzuppava  il  sudario ormai  chiuso. Dal  vicino  e  selvaggio  lago, un  malinconico  canto  del  cigno  nero  ricordava  cieli  lontani  ed  echi  di  morte.

Tornerò  a  trovarti  quando  non  ci  sarà  folla  e  il  cielo  sarà  chiaro. E  dal  lago  un  violoncello, insieme  al  cigno  nero, intonerà  un  sonetto  d'amore.

sabato 27 agosto 2011

I monti e la luna

I monti sono muti nella calura estiva. Il tocco d'una campana scuote il silenzio. Dai boschi, di tanto in tanto, il canto del cuculo.

Di sera, gli alberi allargheranno le braccia verso la terra. Questa notte la luna manderà per noi la luce più bella su quel sentiero oscuro: è la stagione che il vento tace, e non ti potrà raccontare di quella luce sul nostro sentiero.

(L'immagine è tratta da: http://ivanodellarmi-viaggionellanima.yolasite.com/resources/Tanzania_notte_g.jpg)

sabato 5 aprile 2008

Il viandante

In quello sperduto e lontano lago del nord, improvvisamente la foresta diventò muta. Un cigno nero intonò il canto d'amore. Un viandante pronunciò un nome, il cigno silenziosamente si dileguò.