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domenica 26 marzo 2023
Il grido
Lassù, nei miei boschi, le piante nere e nude, avvolte dalla nebbia novembrina, sembravano crocifissi abbandonati dal cielo. I sentieri una via crucis, e, sospesi nella foschia, i tuoi occhi colorati di tristezza mi cercavano. Lungo la riva di un fosso, un cipresso bianco solitario e, vicino, l'ombra dei miei passi. Da acque nascoste, la sinfonia dei ricordi e l'eco di un dolore. La nebbia si era placata, e il freddo si faceva intenso. Dal cielo scendeva una nuvola azzurra, e nell'azzurro il grido di Aisha: "Dove vai? Fermati e cerca la luce dell'autunno".
domenica 24 febbraio 2019
La siepe
Lassù, sotto cieli azzurri, vivono e riposano le ombre. I boschi, le piante, i fiori e le fonti custodiscono la mia anima. Lassù, è rimasto il nulla, cioè tutto: il mito, lo spirito e il volto della leggenda. E il cabaret della vita è lontano.
Non posso tornare lassù, farei troppo rumore e rimarrebbe un'eco triste, un'eco umana. I poeti scrivono che le stelle sono monache eterne. Penseranno loro a gettare uno sguardo su quel quadro di Madonna dagli occhi dolci, adagiato in un angolo di quella maestà in disfacimento. Vicino c'è un'intricata siepe, e a primavera si riempie di timide roselline bianche. È lì che da bambino ho sepolto il mio gatto, ed era aprile. Il vento, che lo sa, mi vuole bene e scuote dolcemente quei petali delicati che cadono leggeri sulla minuscola tomba.
A volte, tra la nebbia della città, torna la luce della tua immagine.
Non posso tornare lassù, farei troppo rumore e rimarrebbe un'eco triste, un'eco umana. I poeti scrivono che le stelle sono monache eterne. Penseranno loro a gettare uno sguardo su quel quadro di Madonna dagli occhi dolci, adagiato in un angolo di quella maestà in disfacimento. Vicino c'è un'intricata siepe, e a primavera si riempie di timide roselline bianche. È lì che da bambino ho sepolto il mio gatto, ed era aprile. Il vento, che lo sa, mi vuole bene e scuote dolcemente quei petali delicati che cadono leggeri sulla minuscola tomba.
A volte, tra la nebbia della città, torna la luce della tua immagine.
domenica 21 maggio 2017
In autunno riposano foglie
Lassù, sui nostri sentieri, in autunno riposano foglie umide e stanche, macchiate dal colore del crepuscolo. Una sorgente nascosta sussurra melodie. Tra le piante, ormai ridotte a scheletri, invano la tua ombra cerca riposo.
domenica 9 dicembre 2012
Le stelle d'improvviso
Anche di notte ritorno su quei sentieri, alla ricerca di un'ombra di luce. Le stelle passano curiose tra le piante immobili che hanno catturato il vento. Un ricordo perenne mi rincorre. Mi fermo, guardo intorno, ma le stelle d'improvviso appaiono spente.
mercoledì 23 maggio 2012
D'improvviso le stelle
Qualche volta, di notte ritorno su questi sentieri amici alla ricerca di un'ombra di luce.
Le stelle osservano le piante immobili che hanno catturato il vento; un perenne ricordo mi rincorre.
Mi fermo, guardo in alto, ma le stelle d'improvviso si sono spente.
(La foto è tratta da: http://www.caiarezzo.it/escursionismo/sabato-16-luglio-2011-escursione-notturna)
sabato 16 aprile 2011
Terra lontana
Si addormentò per sempre su queste montagne.Quel giorno la neve scendeva leggera e candida. All'ingresso del piccolo cimitero del paese i cipressi erano imbiancati e curvi. Pensosi. Arrivò primavera con cieli azzurri e orizzonti sconfinati. Di sera, un dolce vento ti regalerà i profumi della tua adorata terra lontana. Io solo conosco il suo nome.
sabato 18 dicembre 2010
Se ne andarono
Su quel crinale sono rimasti cumuli di sassi e case in rovina. Da tempo le sorgenti non hanno più acqua, le piante agonizzano, nelle siepi disadorne non ci sono più nidi, di notte non cantano più gli usignoli. Quei pochi fiori che tentano di vivere tra le erbacce ingiallite hanno colori spenti e tristi.In un angolo minuscolo crescono viole e primule che attendono il vento per sorridere al cielo: è una tomba di madre.
Se ne andò per sempre a primavera.
(La foto è tratta da: http://www.sanmarcoargentano.it/guest/casino_laregina.jpg)
domenica 14 marzo 2010
Notturno
Il suono della campana era un arrivederci; gli alberi, le siepi e le erbe attendevano il crepuscolo per riposare. Quando scendeva la notte conoscevo il riposo dei fiori e dei sassi e le preghiere delle piante che guardavano il cielo. La dolce tristezza me la insegnarono abeti, muschi ed edere. E nel silenzio profondo della notte, dal cielo mi arrivava un'eco di una voce lontana.(La foto è tratta da: http://www.comune.monghidoro.bo.it/immagini/paesaggio.htm)
sabato 23 gennaio 2010
Luce d'estate
sabato 2 gennaio 2010
Lassù
lunedì 19 ottobre 2009
Lassù c'è una casa
Lassù c'è una casa che, quando sorge il sole, la illumina tutta, e davanti ha un prato con piante che, quando germogliano, si ricordano di me. Lassù, in quella casa, c'è un balcone dove si sedeva mia madre. Lassù c'è una casa di cui nessuno conosce la verità: nessuno sa, infatti, che qualcuno vorrebbe tornare, ma non può.(La foto è tratta da: http://www.sciamanager.com/?op=detailContenuto&sez=1&id=44)
sabato 3 ottobre 2009
L'autunno
E' autunno. Il sole illumina di timida luce questi boschi che si stanno spogliando. Mentre cammino alcune foglie si staccano leggere dalle piante, e danzando si posano su una minuscola pozza d'acqua, dipingendola con colori donati dal cielo. Gli ospiti, rovistando tra fogliame secco e cortecce di tronchi caduti, preparano le tane per l'inverno.E' sera, il silenzio è idilliaco. Un uomo dai capelli bianchi entra nel metato e osserva con attenzione se le castagne stanno seccando a dovere; poi va nella baracca preparata per l'occasione. S'addormenterà cullato da rumori amici, che non fanno paura, e sognerà quell'angelo che non tornerà mai più.
Sa che morire quassù d'autunno significa trovarsi già in paradiso.
venerdì 10 luglio 2009
Quella storia
Rigagnoli d'acqua, mentre scendete dal monte non raccontate a nessuno quella storia. Esili fiori che sorridete e guardate il cielo, raccontategli quella storia. E tu vento, quando scuoti le antiche piante, dimentica quella storia, altrimenti arriverebbe lontano.Un giorno tornerò lassù e ricorderemo insieme.
(La foto è tratta da www.parcodelfrignano.it)
sabato 29 novembre 2008
Oltre
Le nubi erano basse e scure, sfioravano piante e case, mentre la pioggia scendeva copiosa. Le siepi erano mute e rassegnate; le donne portavano all'asciutto il bucato steso.I contadini, sugli usci delle stalle, scrutavano pensierosi il cielo. Sotto il portico un gatto sonnecchiava disteso sulla schiena di un cane annoiato. Da una finestrella un uomo guardava lontano, e nonostante il buio mi parve sognasse un mondo a me sconosciuto.
venerdì 28 marzo 2008
Liquore di genziana
Occorrono: 500 grammi di radici di genziana spezzettate, 150 cc di alcol a 95°, 1 litro di vino bianco secco, la scorza di un limone, 500 grammi di zucchero.Mettete il tutto in infusione per quindici giorni, ricordandovi di agitare ogni giorno. Poi filtrare e fare stagionare per almeno un mese. Ottimo digestivo e regolatore del fegato.
Liquore di foglie d'alloro
Occorrono: 25 grammi di foglie d'alloro, 255 cc di succo di limone, 500 cc di acquavite a 40°, 500 cc di acqua, 400 grammi di zucchero.Portate a ebollizione l'acqua, toglietela dal fuoco e lasciatevi in infusione le foglie d'alloro per quindici minuti. Filtrate ed unite agli altri ingredienti. Si può consumare già dopo un'ora.
giovedì 28 febbraio 2008
La donna sola
Di anni ne aveva tanti. Da sempre viveva sola in una casupola di sasso. Un fico coi rami verde cupo faceva da sentinella a quella rustica dimora, e ne sfiorava le mura. Quando tosavano le pecore, un po' di lana era a lei riservata, essendo benvoluta da tutti.Durante la bella stagione metteva la panca di legno vicino al fico, e filava la lana con la rocca per confezionarne calze, e ricevere così in cambio uova, latte e tutto ciò che questa magra terra di montagna offriva. In una dolce giornata primaverile, passando da quelle parti andai a trovarla portandole un piccolo regalo. Dormiva con i ferri della lana in mano, mentre il gatto giocava con il gomitolo. Posai il dono sulla panca, guardai il vecchio fico e me ne andai.
Il giorno dopo venni sapere che, proprio su quella panca, era morta. E il gatto, giocando, aveva sciolto l'intero gomitolo.
domenica 28 ottobre 2007
Tisana di agrifoglio
Ingredienti:foglie e corteccia di agrifoglio
Preparazione:
decotto di foglie: 15 minuti
infuso di corteccia: 12 ore
Indicazioni: reumatismi, febbri intermittenti, cattiva digestione, epilessia.
L'agrifoglio è un alberello sempre verde dalle foglie coriacee e spinose, un tempo comune nei boschi del nostro Paese (ora assai meno per il saccheggio delle piante allo scopo di preparare decorazioni natalizie).
Questa specie è stata apprezzata fin dall'antichità, sia per l'ottimo legno che per le proprietà terapeutiche delle foglie (antispasmodiche, antireumatiche, stomachiche e febbrifughe) e della corteccia (antiepilettica). I frutti, potenzialmente tossici, hanno proprietà purgative, ma devono essere trattati da esperti fitoterapeuti. Le foglie si preparano in decotto, bollendole per due minuti un cucchiaio per tazza.
Lasciate in infusione per dieci minuti e bevetene due-tre tazze al giorno, tra i pasti.
La corteccia, una manciata per litro d'acqua, deve restare in infusione per una notte (due-tre tazze al giorno, tra i pasti). Lasciando infine macerare un pugno di foglie in alcool da liquori e allungando quest'infuso con vino bianco si ottiene un vino curativo delle febbri intermittenti.
mercoledì 17 ottobre 2007
Tisana di erbe aromatiche
Ingredienti: foglie di salvia, timo, rosmarino, issopo, origano e menta.Preparazione: 15 minuti.
Indicazioni: buona per tutte le occasioni.
Mettete in infusione 25 grammi di erbe (in quantità uguali) per litro e bevetene una tazza ogni sera. Per uso esterno (bagni e lozioni) aumentate la dose a 50 grammi. Se non avete tutti gli ingredienti, non scoraggiatevi. La tisana sarà comunque buona.
Tisana di malva
Ingredienti:fiori e foglie di malva (Malva silvestris)
Preparazione
Infuso: 10 minuti
Decotto: 15 minuti
Indicazioni: stitichezza cronica, enterocolite, stomatiti, asma, influenza e afte.
La malva è una pianta erbacea, dai fiori violacei, tipica degli incolti. Le sue proprietà sono note fin dall'antichità: emolliente, lassativa, calmante, pettorale e diuretica. L'infuso si prepara con una manciata di fiori e di foglie, ma anche di entrambi, per ogni litro d'acqua.
Il decotto, invece, si ottiene mediante bollitura delle sole foglie (una manciata per litro). Usatelo per lavaggi oculari e nella cura delle ferite infette.
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