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domenica 24 maggio 2026

Il discorso interrotto

Vigneti che dipingono le colline ondulate delle Langhe, e stretti sentieri di fragile terra. Tra i filari, il respiro del cielo abbraccia una lieve foschia. Di notte, la luna si avvicina furtiva tra le cascine addormentate. Cattura sogni e ricordi di gente e poeti che tanto amarono queste colline. Poi se ne va, e piange di nascosto insieme agli angeli. Oggi, un dolce velo di malinconia dà luce al mio volto, segnato da numerosi autunni, e ritorno bambino. 

Rivedo la cascina dove viveva mio nonno e, nel pendio, le vigne. Di sera, nella piccola stanza che profumava di verderame, accendeva lo stoppino di un piccolo lume a petrolio. Si sedeva e, mentre mangiavamo, ricordava il suo appennino lontano, dove si cantava il Maggio e in autunno si raccoglievano le castagne, per portarle al metato e farle essiccare. Come sempre, prima che partissi, mio nonno mi diceva: "Antonio, mi raccomando: quando arrivi a Vitriola, non dimenticare di mettere un fiore di bosco e un cero sulla tomba della nonna che non hai conosciuto". 

Mi è rimasto un sogno impossibile, che non riesco ad allontanare: ritrovare quel piccolo lume  a petrolio, accendere lo stoppino e continuare quel discorso interrotto.  

domenica 9 febbraio 2025

Racconto sospeso

Come in un sogno, ricordo le vigne mentre si addormentano sulle colline delle Langhe, e i tramonti velati da pallida nebbia e da luci di malinconia. Rivedo mio nonno quando tornava alla cascina assieme al cane e odorava di verderame. Di sera, accendeva un piccolo lume a petrolio e la fiammella non violentava il buio della stanza. Mi raccontava storie e leggende del nostro appennino, e non aveva dimenticato il canto del maggio. 

Quando tornavo a casa, mi dava un bacio e, sussurrando, diceva: "Appena arrivi lassù, metti un cero alla nonna che non hai conosciuto, e dille una preghiera". 

Da sempre, porto con me un sogno impossibile: accendere lo stoppino di quel piccolo lume a petrolio nella stanza buia, e rivedere la luce di quella fiammella. Poi chiudere gli occhi e ascoltare quel lungo racconto rimasto sospeso. 

domenica 8 ottobre 2023

Mentre il sole si spegneva

Solitario, ero salito sulla collina per raccontare alla dolce tristezza dell'autunno un ricordo e una storia lontana, che mai m'abbandonava. Eravamo soli ed entrambi stranieri in una terra dove gli orizzonti si confondevano. 

Lei se ne andò al tramonto, mentre il sole si spegneva. Il cielo si colorò di malinconia e, nel silenzio, si udirono mistiche note e il coro degli angeli. Sussurravo il suo nome e chiedevo al Signore: "Ascolta il mio pianto". E cercavo la tua mano. 


domenica 8 gennaio 2023

Sulle colline

 

Sulle colline di Santo Stefano Belbo, tra le ombre riposano le luci della malinconia e lo sguardo azzurro del cielo. Nelle stoppie, qua e là, rimane sempre, sui fili d'erba verde, qualche foglia gialla che il vento ha trascinato dai vigneti. Al tramonto, i fiori mandano al cielo l'ultimo sorriso e, lentamente, si addormentato e sognano, mentre il Belbo scorre lento. Quando il buio è profondo, fra le stoppie cammina adagio un fantasma. È Cesare Pavese che ricorda. 

domenica 23 ottobre 2022

Il racconto sospeso

 

È ottobre. Come in un sogno, rivedo le vigne mentre si addormentano sulle colline delle Langhe e i tramonti velati da pallida nebbia, con sfumature di una lontana nostalgia. 

Ricordo mio nonno quando tornava alla cascina insieme al cane e odorava di verderame. Di sera, accendevo un piccolo lume a petrolio e la fiammella non violentava il buio della stanza. Mi raccontava storie e leggende del suo appennino, e ricordava il canto del maggio. Quando tornavo a casa, mentre mi baciava, sussurrava: "Appena arrivi lassù, metti un cero alla nonna che non hai conosciuto". 

Da sempre, porto con me un sogno impossibile: accendere lo stoppino di quel piccolo lume a petrolio nella stanza buia e rivedere la luce di quella fiammella. E, poi, chiudere gli occhi e ascoltare quel lungo racconto rimaso sospeso.

domenica 6 marzo 2022

L'eco di una voce lontana

 

Quel giorno d'estate, un vecchio poeta camminava lento e incerto sulle colline. Forse cercava un rifugio per sognare o dimenticare. Ma i poeti non si macchiano di peccato. Si sedette all'ombra di un cipresso, e le luci sembravano colorate da Cezanne. Improvviso arrivò un vento dolce e delicato, accompagnato da una Ciaccona di Bach, e per un attimo si udì la voce di una bambina lontana. 

So che a volte, in estate, torna lassù, sotto l'ombra di quel cipresso, e aspetta che il vento porti l'eco di quella voce lontana. 

domenica 2 gennaio 2022

Il sogno

 

Su quelle dolci colline c'è un sentiero, dove vado a sognare e a ricordare, e sull'altura cipressi lunghi e snelli innamorati del cielo. Il tramonto colora di ombre e di nostalgie le colline, e per un attimo un vento che io solo conosco mi porta lo sguardo di Aisha. Rimango confuso e rivedo la sua casa tra le ombre delle palme. La sua voce si è persa tra le dune, e l'eco tace. 
Questa notte ascolta il silenzio del deserto: ti parlerà di me con parole antiche. Sull'altura i cipressi con ragnatele d'argento attendono il buio delle stelle. 

Una colomba bianca è volata sui cipressi.

domenica 5 settembre 2021

Luci del tramonto

Da vecchio ho un sogno che non mi abbandona: vorrei tornare bambino per un giorno, in quella cascina tra i vigneti delle Langhe, e, come allora, camminare tra le stoppie insieme a mio nonno. Rivedere il sole che, accarezzandole, abbandona le colline, e sui dolci pendii si allungano le ombre, e le vigne si addormentano. 
Mentre tornavamo alla cascina, tra le ultime, quiete luci del tramonto qualche pennellata di Monet. Prima di coricarci, l'ultimo sguardo alle colline buie e silenziose, e si udiva il racconto del Belbo che scorreva lento. Forse aveva ragione un poeta di cui ora mi sfugge il nome, un poeta che scriveva: "È il paese che, se lo lasci, non puoi più tornare". Dimenticavo: sotto i tetti della cascina, di notte, mi parlavano le rondini. 

domenica 7 febbraio 2021

Amo i tramonti

 

Amo i tramonti quando spengono le luci sulle colline, e le vigne delle Langhe si addormentano. Nelle acque del Belbo si specchiano le stelle e, mentre scorrono, raccontano. Anche il cielo, silenzioso e attento, ascolta e cattura i ricordi. Sulle buie colline, rumori di passi lenti e pesanti di un poeta e di un emigrante tornato da lontano, che ripete: "Le Langhe non si perdono".

(Nell'immagine, Cesare Pavese)

domenica 27 dicembre 2020

Nel tardo autunno

 

Nel tardo autunno, le stoppie e le vigne delle Langhe sono silenziose e disadorne, e su di esse riposa una nebbia sottile. A notte fonda la nebbia si fa più densa, e nelle colline di Santo Stefano Belbo camminano le ombre di Cesare Pavese e di suo cugino. Parlano, raccontano e ricordano, e come allora ripetono: "La Langa non si perde". Sono le ombre di due giganti.

domenica 8 marzo 2020

Non sognarmi

Stavo sognando, e le ultime luci del tramonto abbandonavano le colline; e, nel cielo, qualche timida stella. Mi apparivi come allora, mentre ballavi il flamenco, e i tuoi occhi misteriosi di gitana mi cercavano. Se ancora ci sei, dimenticami. Quel sogno è sepolto dove gli orizzonti svaniscono e si confondono con il cielo. Non sognarmi: vedresti un vecchio che cammina in una città disperata, i cui fiumi scorrono stanchi. E il vento tace. Dimentica e non sognarmi.


(La foto è tratta da qui: https://www.fotocommunity.it/photo/tramonto-invernale-sulle-colline-pa-andrea-belicchi/30240976)

domenica 25 marzo 2018

L'ombra

Aspettami: ti devo pensare. Aspettami: voglio ascoltare la musica del vuoto. Aspettami: il vento deve disperdere i petali dei fiori sulle colline. Aspettami: devo cercare le vie del cielo.
Un'ombra riposa su un letto di gigli, e incessante mi segue.

domenica 4 marzo 2018

Venivi da lontano

Venivi da lontano. Ma tu non ci sei più. La nebbia ti cerca sulle colline. Ma tu non ci sei più. La luce delle stelle ti cerca sui nostri sentieri. Ma tu non ci sei più. Un vecchio cammina confuso tra le luci di una città. Ma tu non ci sei più.
Lassù, nell'antico borgo di Casa del Monte, c'è una piccola Maestà. Nel volto di quella Madonna è riflessa la tua immagine.

domenica 26 ottobre 2014

Strano silenzio

C'è  uno  strano  silenzio  sulle  tue  colline. Il  sole  d'autunno,  offuscato  da  una  nebbia  leggera,  entra  in  quel  luogo  nascosto  e  cerca  la  luce  dei  tuoi  occhi. Un'aria  improvvisa  scuote  le  bacche  rosse. La  malinconica  luce  si  allontana, si  fa  intensa  e, quando  illumina  i  dirupi, si  sente  l'eco  di  una  voce.
A  metà  costa, c'è  una  cascina  con  le  finestre  chiuse  e  una  fitta  nebbia  intorno.

lunedì 23 settembre 2013

D'autunno

Non  c'è  più  il  sole  dell'estate  che  violenta  le  colline  e  offende  le  cime  dei  monti. È  autunno, i  colori  sono  tutt'uno  con  il  cielo. Il  vento  stacca  adagio  dagli  alberi  foglie  gialle, rossicce, marroni, e  le  accompagna  in  quella  radura  che  sembra  un  tabernacolo. Nella  notte  di  Natale  i  lupi  lo  veglieranno.

lunedì 12 agosto 2013

Riflessi di luce

Era  un  giorno  di  metà  luglio. In  quel  giorno di  metà  luglio, dalle  colline  scendevano  profumi  mediterranei, profumi  particolari  che  si  mescolavano  alla  brezza  del  mare. Una  signora, una  gentile  signora  in  compagnia  di  un  angelo  e  di  un cane  tranquillo, si  avvicinarono  a  quelle  acque. Attesero  la  lenta  onda  affidandole un  amato  e  dolce  ricordo. In  quel  momento, riflessi  di  luci  dorate  colorarono  quelle  acque, mentre  il  cielo  curioso  si  avvicinava, e  una  luce  misteriosa  inondava  i  sentieri  sulle  vicine  colline.

lunedì 13 febbraio 2012

Foglie morte

Quando se ne è andata, l'orizzonte era immobile: la stava aspettando.

Foglie morte al suo passaggio sulle colline. Io conoscevo il suo pensiero. Tutto scomparve in quel tiepido giorno d'autunno. Ora il tuo nome giungerà da lontano come un alito di vento nella notte d'estate.

domenica 24 aprile 2011

La stella

D'estate, su queste deliziose colline, ogni notte lascio la finestra aperta. Ho un'amica che, curiosa, mi osserva: è una stella. Sento che vuol dirmi o mostrarmi qualcosa, vorrei dialogare ma non so che parole usare.

Una notte ci fissammo intensamente, e, in un momento d'infinita tristezza, pronunciai il suo nome. La stella si avvicinò colorandosi d'azzurro di cieli lontani e sconosciuti. Per un attimo, mi apparve il volto e il sorriso di quella fragile e divina creatura, fuggita da un vecchio maniero per raggiungere colui che non trovò. Fu così che si lasciò inabissare nelle oscure acque di quel lago maledetto.

Adesso, quando la chiamo, mi guarda e mi sorride compiaciuta, mentre io le dico grazie.

(La foto è tratta da: http://www.bloggers.it/IlChiacchierario/itcommenti/stelle.jpg)

sabato 23 gennaio 2010

Luce d'estate

Luce calda dell'estate, penetri tra il fogliame di antiche piante, cerchi pace.
Luce calda dell'estate, zittisci le colline.
Luce calda dell'estate, vorresti entrare nelle finestre chiuse di quella cascina.
Luce calda dell'estate, riscalderai solo le mura.

domenica 21 giugno 2009

Attesa

La luce tremenda e la calura dell'estate rendono mute queste colline, che disperate guardano il cielo. Le vigne silenziose attendono. Le finestre della cascina solitaria sono chiuse, l'aia è deserta. Io aspetto che s'apra la porta, e allora potrò entrare.

(La foto è tratta da: http://www.tuttoggi.info/articolo-11855.php)