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domenica 23 agosto 2026

Il bosco nella neve


Il bosco sogna nella neve, e la luna ondeggia. Vuole portare sfere di luce nelle ombre del silenzio, dove è rimasto il tuo ricordo e la mia grande malinconia. Desidero chiamarti per nome, ma l'eco mi farebbe paura. 

domenica 18 ottobre 2020

Sul lago

 

Cadevano lenti e leggeri i fiocchi di neve sul lago desolato, e le finestre del maniero erano chiuse. Un uccello disperato su un ramo nero, e tristi silenzi. Di notte, echi come ferite, e il buio delle stelle. 

Nel fondo addormentato del lago riposa un ricordo.

domenica 5 aprile 2020

La quercia ferita

Cadevano stanchi fiocchi di neve pallidi come i miei sogni, e gli uccelli silenziosi volavano alla ricerca di bacche rosse. Tra gli alberi spenti e nei fossi, i lamenti di un gelido vento smorzavano l'eco della tua voce, e lo sguardo del cielo era assente. Il peso della neve aveva spezzato un grosso ramo da una vecchia quercia, già mutilata dalle tempeste. Ora è un'ombra nera sulla neve.
A Casa del Monte, nella notte, si ferma il vento a una finestra: ascolta il pianto di un bambino e lo porta lontano.

domenica 2 febbraio 2020

Il fantasma

Lassù, in una misteriosa sorgente, si specchia l'ombra di un fantasma, e nel silenzio della notte le stelle la cercano. Prima che la neve e il ghiaccio nascondano l'ombra di quel fantasma, arriva un vento da un lontano deserto, e la riporta in una duna.
Sulla piccola sorgente giace un ramo, che il peso della neve ha spezzato da un abete. Nelle notti di luna piena, si apre una finestra nel borgo di Casa del Monte, e qualcuno, assieme alle stelle, aspetta il ritorno di quel fantasma.

lunedì 14 dicembre 2015

Dal cielo

È  la  notte  di  Natale. Gli  abeti  rossi  sono  dipinti  di  bianco. So  che  dal  cielo  mi  ascolti. Voglio  dirti  che  i  nostri  amici  lupi  di  un  tempo  hanno  lasciato  una  traccia  sulla  neve  che  conduce  lassù, nella  nostra  radura  imbiancata, portando  per  noi  bacche  rosse  e  muschio  come  culla  per  il  bambino. San  Francesco  se  ne  è  accorto  ed  è  sceso  per  mostrare  ai  lupi  il  Salvatore  celeste, che, riconoscente, sorride. Nel  mistico  silenzio  si  sente  un  violoncello  intonare  Bach. Dalle  tane  dormienti, giungono  rumori  di  gioia.


domenica 11 ottobre 2015

L a nube luminosa

I  ginepri  erano  prigionieri  del  ghiaccio  e,  lontano,  i  pini  incorniciati  dalla  neve  facevano  l'inchino. Sul  manto  bianco, si  posava  qualche  foglia  orfana, e, nel  silenzio, l'eco  di  una  nota.
Avvolta  da  una  nube  luminosa, una  valchiria  si  avvicinava: sorrideva  e  mi  diceva  "arrivederci". Un  lieve  vento  la  trasportava  verso  il  cielo, accompagnata  dalla  melodia  infinita  del  Parsifal. Avevo  dimenticato  il  pantano  del  mondo.

lunedì 23 dicembre 2013

La culla di Natale


Nelle  foreste  spoglie  della  Garfagnana, la  neve  scende  in  silenzio, accompagnata  dalla  ninna-nanna  di  Brahms, per  non  disturbare  gli  abitanti  delle  tane. I  miei  amici  gnomi  e  lupi  scrutano  il  cielo e  ricordano  i  nostri  segreti. Sul  manto  bianco  cade  qualche  lacrima, mentre  scure  edere  perenni  abbelliscono  l'ingresso  di  una  grotta. All'interno  stanno  lavorando  di  gran  lena: presto  arriverà  il  santo  Natale.
Con  cortecce  di  tronchi  caduti, preparano  una  culla. Il  cuscino, fatto  con  foglie  dai  colori  dell'attesa  ed  erbe  secche  temprate  dalla  brina, sarà  il  dono  degli  ospiti  dormienti. Nella  notte  di  Natale, gnomi  e  lupi  siederanno  accanto  alla  culla  vuota.

In  un  angolo  sul  muschio  gelato, un  cestino, colmo  di  bacche  rosse, profuma  di  selva. A  mezzanotte, come  sempre, dal  cielo  scende  San  Francesco  col  Bambino  Gesù  avvolto  in  un  saio  e  lo  depone  delicatamente  nella  culla  vuota, mentre  dalle  tane  si  avvertono  esplosioni  di  gioia. San  Francesco  ringrazia  e  benedice, poi  riprende  il  Bambino  Gesù  che  sorride  e  batte  le  manine. Dopo  arriva  una  luce  misteriosa,  li avvolge  e  li  riporta  in  cielo.

Un'estate, i  miei  amici  gnomi  e  lupi, presso  i  quali  ero  ospite  gradito, mi  confidarono  che  nessun  essere  umano  avrebbe  mai  potuto  partecipare  a  quell'evento. Questo  è  un  segreto  che  mi  è  stato concesso  di  poter  raccontare.

domenica 10 novembre 2013

Il cipresso muto

L'usignolo  non  canta  più. Il  cielo  cupo  suscita  il  desiderio  di  meditare. I  rami  della  selva  sono  spogli, e  disperatamente  cercano  il  cielo. Gli  ospiti, protetti  dal  silenzio  della  neve, riposano  nelle  loro  tane. Mentre  cammino, qualche  sasso  scoperto  piange. Mi  fermo  accanto  a  un  cipresso  innevato, che  ascolta  insieme  a  me  parole  portate  dal  vento. Mi  allontano  e  un  campanile  batte  le  ore.

domenica 3 novembre 2013

I colori dell'addio

Lassù,  in  autunno,  i  tramonti  si  confondono  con  il  cielo, assieme  a  un  volto triste. A  volte, le  nebbie  avvolgono  il  nostro  regno  fino  alla  cresta  del  monte  con  i  colori  dell'addio. Arriverà  la  neve  e  il  silenzio  sarà  profondo. Di  notte  la  luna  fisserà  lo  sguardo  su  quel  bianco  desolato. I  sassi  e  i  lupi  ascolteranno  sogni  e  leggende  da  gente  lontana. La  speranza  è  di  tornare  lassù  a  primavera.
I  sassi  e  i  lupi  attendono  per  raccontarmi  una  storia  che  non  conosco.

domenica 21 aprile 2013

Ho atteso l'estate

La  neve  ha  seppellito  ogni  cosa  su  quei  stretti  sentieri. A  primavera, quando  si  scioglie, le  pietre  ricordano  al  sole  i  nostri  nomi. Ho  atteso  l'estate  per  tornare  lassù  in  compagnia  d'un  vecchio  sogno: a  tratti  cespugli  e  alberi  antichi  nascondono  il  sole.

Ho  chiamato  un  nome, grande  il  silenzio e  senza  eco. Io  conosco  questi  monti: di  notte  accarezzano  il  cielo.

lunedì 5 novembre 2012

La dama

L'ultima  stella,  che  si  stava  spegnendo, mi  raccontò  di  una  dama  che  cammina  nel  vento  e  riposa  sulla  neve.

Un  giorno, un  triste  giorno, giunse  da  lontano  una  nebbia  nera  che  cinse  per  sempre  quelle  alture. E  rimase  solo  tristezza. Continuerò  a  stringere  fra  le  braccia  quell'ombra.

Nelle  notti  più  buie  un  lupo  guarda  lassù  e  piange.

(L'immagine  è  tratta  da: http://politicainrete.it/forum/religioni-filosofia-e-spiritualita/esoterismo-e-tradizione/106690-il-lupo-nella-simbologia-e-nella-tradizione.html)

sabato 8 settembre 2012

Un lupo d'inverno

La  memoria  non  riesce  a  scacciare  questa  malinconia: è  un  morire  lento, un  quando  e  un  dove  lontani. Lo  sguardo  della  luna  e  il  silenzio  delle  stelle  talvolta  addolciscono  i  pensieri. Vorrei  riattraversare  quegli  stretti  sentieri  per  giungere  lassù  e  camminare  insieme, mentre,  attraverso  un  vento  dolce, ascoltiamo  un  suono di  campane;  e  vorrei  ragalarti  un  fiore  che  nasce  fra  tiepidi  sassi  accarezzati  dal  sole.

Vorrei  dirti  che  d'inverno, quando  la  neve  nasconde  i  nostri  amati  sentieri, un  lupo  li  ripercorre  lasciando  le  orme  fin  lassù. 

domenica 5 agosto 2012

Era d'autunno

Era  tardo  autunno. Qualche  foglia  ogni  tanto  scendeva  danzando  e  giocando  con  le  note  di  Debussy. Il  cielo  era  azzurro  intenso, l'aria  come  cristallo. Sullo  sfondo, le  selve  quasi  nude.

Mi  hanno  detto  che  d'inverno  un  fantasma  cammina  sulla  neve, e  qualche  volta  si  avvicina  al  borgo  da  tempo  abbandonato. Tornerò  quando  sarà  luna  piena,  e  insieme  lo  aspetteremo.

(L'immagine  è  tratta  da: http://espress451.wordpress.com/2011/09/23/e-autunno-2/)

domenica 19 febbraio 2012

Il cancello

La neve ha coperto di bianca malinconia il piccolo cimitero di montagna. Ombre di croci nere la macchiano. Non c'è cancello, non entrerò. Mia madre sta dormendo.

domenica 18 settembre 2011

Dal cielo

Dal cielo vuoto scende la neve: l'umido muschio per un po' la scioglierà. Nelle siepi innevate gli scriccioli cercano di nascondersi. Gli animali sono sereni nel tepore delle stalle e finalmente riposano.
Nella selva imbiancata, una principessa bionda dorme per sempre, e i rami spogli sembrano croci nere che guardano il cielo. Divina creatura, non temere: nelle gelide notti i lupi ti faranno compagnia. Poi arriverà primavera e rinasceranno i fiori che tanto amavi.

Sarebbe dolce smarrirsi tra quei sentieri che di notte assomigliano a nuvole scure. Al mattino, scompariranno e la tristezza di quel ricordo lontano tornerà.

sabato 7 maggio 2011

Vorrei tornare

Vorrei tornare lassù quando ancora qualche chiazza di neve resiste all'arrivo della primavera. Vorrei tornare lassù per guardare le timide violette e le tremolanti primule gialle. Vorrei tornare lassù per vedere gli scriccioli beccare muschio e portarlo nelle siepi ancora prive di foglie.

Vorrei tornare lassù per sentire battere le ore dal campanile lontano. Vorrei tornare lassù, ma non potrei alzare lo sguardo: vedrei cipressi che contemplano il cielo e fanno da guardia a un freddo marmo.

(L'immagine è tratta da: http://i98.photobucket.com/albums/l272/vitalba/neve-viole.jpg)

sabato 16 aprile 2011

Terra lontana

Si addormentò per sempre su queste montagne.
Quel giorno la neve scendeva leggera e candida. All'ingresso del piccolo cimitero del paese i cipressi erano imbiancati e curvi. Pensosi. Arrivò primavera con cieli azzurri e orizzonti sconfinati. Di sera, un dolce vento ti regalerà i profumi della tua adorata terra lontana. Io solo conosco il suo nome.

lunedì 6 dicembre 2010

Racconto di Natale

Un lume a petrolio e la fiamma del camino donavano un po' di luce alla cucina di quella casa, dove una donna, con due grandi occhi colmi di sogni, stava preparando dolci con farina di castagne. Spesso, con ansia, guardava fuori dalla finestra: attendeva qualcuno.

Una signora di nobile aspetto, in compagnia d'un monaco avvolto da un lungo tabarro, percorreva un sentiero stretto, ricoperto da un manto di neve candida, per raggiungere la casa. All'arrivo, stranamente, trovò la porta spalancata. Dopo aver consegnato un fagotto a quella donna, uscì in fretta, muta com'era entrata.
Quando la donna aprì lentamente il fagotto, il suo sguardo diventò di madre. Mancava solo mezz'ora al Natale.

sabato 16 ottobre 2010

Nel lungo inverno

Nel lungo inverno, lo spesso manto della neve sarà macchiato da ombre lugubri e spettrali. Il vento gelido, che arriverà dal nord, ti porterà l'urlo soffocato di una voce disperata che pronuncia il tuo nome. Solo le fredde stelle e la luna ti faranno compagnia. Dalla chiesa vicina, ogni tanto sentirai quel cupo tocco di campana che accompagna chi sprofonda dove non vi è ritorno.

In un lago lontano e sconosciuto, protetto da fitte pinete e rocce scoscese, a primavera il cigno nero non intonerà il canto d'amore: sta morendo di malinconia, perché il freddo è già arrivato e non ci rivedrà più.

sabato 21 agosto 2010

Appena la neve se ne va

Lassù, appena la neve se ne va, in una minuscola radura tutti gli anni nasce un giglio. Di giorno sorride al cielo, aspettando che quella mano amica lo raccolga.
Sfiorirà come sempre di notte all'inizio della primavera.

(La foto è tratta da: http://digilander.libero.it/erbavoglio/GIGLIO1.htm)