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domenica 8 febbraio 2026

Sto scrivendo

Sto scrivendo una poesia dedicata a te, con parole di silenzi, ma su un foglio bianco cadono lacrime come il canto di un poeta dimenticato, e sul palmo della mia mano riposa una falena. Vorrei tornare nel sentiero sopra il lago che porta al maniero. Poi, prenderci per mano come un tempo, scendere e sederci sulla riva del Lemano, dove un cigno ci aspettava. Rammenti? Tra i rami penduli dei salici, accarezzati dalle acque ci specchiavamo e, dal cielo, scendevano note di Chopin. Non ho il coraggio di chiedertelo, ma se vuoi scrivi il tuo nome sul foglio bianco, che darà luce alla mia solitudine. 

Quando il tramonto posa l'ultimo sguardo sul maniero, scende qualche lacrima accanto ai cipressi. Sei tu che stai piangendo? Nel silenzio, l'eco di una preghiera. Cosa stai chiedendo? Una nebbia color madreperla sfiora l'orizzonte di sogni. 

domenica 23 febbraio 2025

Meine einzige liebe


Sono solo, seduto sulle rive del Lemano, e il maniero si specchia nelle calme, profonde acque del lago. È qui che ho scritto quella poesia che tu amavi tanto. In questo luogo, è rimasta la mia anima,che mi rammenta momenti e giorni felici di un passato lontano. Cosa resta di tutto questo? Mentre ricordo, una falena si posa leggera sulla mia spalla e ascolta il mio dolore. Con lo sguardo, vago lontano e cerco quel viso tanto amato, ma rimane soltanto la luce del tuo ricordo. Chiudo gli occhi e tento di catturare la tua immagine, e nel silenzio ti sento piangere. 

Sul mio volto, sostano le ombre della sera.

domenica 5 novembre 2023

Der herbst

Era un giorno del dorato ottobre, e nelle acque del Lemano l'ombra nera e cupa del maniero come l'annuncio della fine. Silenziosi veli di nubi sul tuo sguardo colmo di malinconia ti facevano ancora più bella. Forse, cercavi di lenire il dolore e la mia tristezza. 

Scendi ancora come un tempo dal maniero solitario sulla riva del lago, dove c'incontrammo? C'è ancora il cigno ad aspettare? Sono vecchio, e anche il mio cuore è invecchiato, e sono solo.

Lassù, nel folto dei boschi, ho costruito una capanna come dimora di quel sogno. Quando entro nella capanna, arriva un vento che mi porta le luci del passato e la melodia infinita di Wagner ripete il tuo nome di valkiria. 

domenica 23 gennaio 2022

Le ultime foglie dell'autunno

 

Il vento gioca con le ultime foglie dell'autunno, e le accompagna sulle tormentate acque del lago. E tu, affacciata a una finestra del maniero, guardi, pensi e ricordi un autunno lontano. In quel momento sorridi e abbracci la mia ombra, perché non riesci a dimenticare un passato che non vuole morire. 

Io vago solo, nell'eremo dei boschi, dimora silenziosa e custode di quel ricordo. Le felci amano i segreti, e ascoltano le parole dei silenzi e gli echi senza voci. Nei fossi, regni delle ombre, nascosti dalle foglie spente dei tanti autunni, dormono pallidi e timidi fiori. Qualcuno li cerca.

domenica 26 settembre 2021

Il lago e le foglie rosse

 



Il maniero si specchiava nelle acque del lago desolato, macchiato di foglie rosse. Ripercorrevo il sentiero che piangeva un ricordo, e nella mia mente scorrevano luci e visioni di un passato lontano. Il sussurro di un lungo cipresso con lo sguardo verso il cielo, e tra le ombre due gigli bianchi. 
Il maniero chiuso giaceva nel sonno. Volevo chiamarvi, ma un velo di nebbia e misteriosi silenzi me l'impedivano.
So che quando tu e la bambina piangete, gli dei vi cullano e vi raccontano di me. 

domenica 18 ottobre 2020

Sul lago

 

Cadevano lenti e leggeri i fiocchi di neve sul lago desolato, e le finestre del maniero erano chiuse. Un uccello disperato su un ramo nero, e tristi silenzi. Di notte, echi come ferite, e il buio delle stelle. 

Nel fondo addormentato del lago riposa un ricordo.

domenica 14 giugno 2020

Ombre nere



Le nuvole si erano addormentate nelle acque del lago, e sul maniero riposavano i corvi, ombre nere. Una voce, o forse un'eco, violava il misterioso silenzio, e scomparivano le nuvole. Tu non saprai mai che, quel giorno, mentre camminavo solo sulle rive del lago, mi tenevi per mano. E non saprai mai che, durante le ore della malinconia che accompagnano il tramonto, torni e mi allunghi la mano. Perché non apri le finestre del maniero?

domenica 19 aprile 2020

Il cipresso

In un angolo buio di un maniero lontano e solitario, sono rimaste impronte azzurre dove dormono i ricordi. Nelle acque del vicino lago un'ombra si sta spegnendo, in attesa che qualcuno apra le finestre del maniero, e nel cielo passano lente nuvole antiche.
A Casa del Monte il vento ha sradicato il vecchio cipresso.

domenica 23 febbraio 2020

Il maniero

Tu vivi sola in un lontano maniero, nel quale conservi i ricordi, e non apri mai le finestre. Spalancale, e ascolta la voce del vento. Sentirai parole antiche ed echi lontani. Di notte, guarda il cielo, e vedrai quella stella che illumina una memoria sepolta nel deserto. Io salirò lassù, a Casa del Monte, per cercare quella stella e sognare assieme come allora.

domenica 29 dicembre 2019

A novembre

In un lago solitario e selvaggio, quando arrivano le nebbie di novembre si sente il pianto di un cigno nero. A novembre, in una cattedrale, da un organo note di Bach, e la presenza di Dio, e il profumo del cielo. Dalle alte vetrate gli angeli che ti videro a novembre ora ti cercano. C'è qualcuno che arranca su un sentiero, dove una nuvola si è persa tra alberi cupi e neri. Ed è novembre.
A novembre, in un maniero, un'ombra mi cerca.

domenica 6 ottobre 2019

Il cero

Cantava nel coro di una cattedrale. La sua voce soave oltrepassava la volta, e le guglie la facevano salire al cielo, mentre gli angeli attendevano. Quando si spegnevano le luci, usciva. I suoi nobili parenti l'aspettavano per riportarla al maniero, che si specchiava nelle acque tristi del lago. In quel luogo sacro, presso un angolo nascosto, qualcuno ha posato un cero, la cui fiammella azzurrognola rimane sempre accesa. Di notte, dal maniero esce il fantasma di una divina fanciulla, fasciata da seta celeste, alla ricerca di quella fiamma azzurrognola.

domenica 29 gennaio 2017

Da tempo

Nelle  gelide  acque  del  lago, s'inchinano  rami  imbiancati  e  spogli. Sul  sentiero  innevato  che  porta  al  maniero  dove  vivi  sola  e  chiusa, non  c'è  alcuna  traccia. Adagio, con  gli  occhi  tristi, tristi  e  pensosi, cammini  lentamente  tra  le  misteriose  e  antiche  mura  di  quella  dimora. A  volte  ti  fermi, pronunci  un  nome, aspetti  l'eco  e  la  ripeti. Spalanca  le  finestre: fuori  il  sole  è  freddo, freddo  di  luce. C'è  un  vento  arrivato  da  lontano  che  da  tempo  ti  aspetta. Ti  accarezzerà  e  tornerà  da  dove  è  partito.

domenica 18 dicembre 2016

A voce alta

È  la  notte  di  Natale. Un'anziana  e  nobile  signora  cammina  con  passi  incerti  in  un  buio  maniero. Sa  che  nessuno  la  sente  e  pronuncia  a  voce  alta  parole  che  nasconde  da  sempre. A  mezzanotte, apre  la  finestra  che  si  affaccia  sul  triste  lago  dove  sono  celati  i  nostri  cuori, e  mi  chiama. Da  una  lontana  città  di  pianura, la  sento.
Riapri  la  finestra  domani: i  cigni  ti  racconteranno  di  me.

domenica 25 settembre 2016

D'autunno

Le  nebbie, le  pensanti  e  mistiche  nebbie  d'autunno, hanno  ammantato di  mistero il  nostro  regno  lassù. Ma,  lontano, gelidi  venti  e  altre  nebbie  avvolgono  il  maniero, dove  tu  cammini  per  lenire  un'antica  sofferenza.
A  primavera, tornerà  il  timido  e  malinconico  sole  del  nord. Apri  le  finestre: un  vento  gentile  proveniente  dal  sud  accompagnerà  il  nostro  dolore  su  quelle  vette. E  lo  riporterà  in  autunno.

domenica 11 settembre 2016

L'eco

Un  uomo  con  occhi  sognanti  sale  faticosamente  un  sentiero, dove  i  ricordi  parlano. È  sveglio, ma  sogna  chi  non  verrà, e  cammina  cercando  l'infinito. Su  quel  sentiero, si  avverte  l'eco  della  voce  di  un  poeta. Talvolta, di  notte, un  vento  misterioso  rapisce  quell'eco  e  la  trascina  a  una  finestra  sempre  aperta, una  finestra  di  un  maniero  che  si  specchia  nelle  acque  di  quel  lago  solo  e  disperato.

martedì 16 agosto 2016

Visioni

Dalla  finestra  aperta  del  maniero, aspetti  che  il  vento  accarezzi  le  acque  del  desolato  lago, e  ti  porti  ricordi  e  visioni. Nel  cielo, una  perenne  nuvola  solitaria  ti  guarda. Sono  io: la  tua  tristezza.

domenica 12 giugno 2016

Una musica

Tu  vivi  lontano, dove  il  sole  è  pallido, e  le  stelle  sono  fredde. Da  una  finestra  del  maniero, guardi  il  malinconico  lago. Il  vento  fa  danzare  gli  aghi  dei  pini  e  porta  una  musica  che  ti  fa  pensare  a  un  luogo  remoto. Sul  lago, i  cigni  ascoltano  silenziosi. Vicino  a  casa  mia, gli  usignoli  hanno  costruito  un  nido.

domenica 15 maggio 2016

Ascolterai

Le  malinconiche  e  dolci  tinte  autunnali  fanno  da  cornice  a  quel  lago  nascosto, in  cui  si  specchiano  guglie  di  pini. Sull'altura, è  muto  l'antico  maniero. Ma  di  notte, quando  le  nebbie  novembrine  sono  dense  e  buie, sola  e  nel  maniero  ascolterai  risuonare  i  miei  passi.

lunedì 6 aprile 2015

Il cielo blu scuro

Quella  notte, il  cielo  era  blu  scuro, chiare  le  stelle; e  dal  maniero  buio  un  lungo  grido  di  un  angelo  mentre  lei  si  spegneva. Poi  la  fecero  scivolare  nel  lago, quando  nessuno  vedeva, mentre  dall'alto  piovevano  stelle.
Lassù, sul  quel  sentiero, un  lupo  non  riusciva  a  trovarla, e  la  selva  era  muta. Da  una  pianura  lontana  e  desolata, giungeva  il  vento  che  increspava  le  acque. E  il  cigno  nero  ricordava  una  leggenda  d'amore.

domenica 15 febbraio 2015

Sulle acque

Il  cielo  era  azzurro, e  chiare  le  acque  del  piccolo  lago  dove  si  specchiava  il  maniero. Da  una  finestra  aperta, entrava  il  malinconico  sole  autunnale  e  garbatamente  ti  cercava. Sulle  acque  lievemente  mosse, danzava  un'ombra  accompagnata  da  una  melodia  lontana, che  mi  riempiva  la  mente  di  ricordi  e  di  sogni.
Di  notte, un  raggio  di  luna, con  la  luce  dei  tuoi  occhi, scendeva  nel  profondo  delle  tristi  acque  dove  c'era  una  tomba. Poi, passava  veloce  il  vento  sottile, e  lasciava  sulle  mie  spalle  foglie  spente  e  antiche.