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domenica 29 marzo 2026

I silenzi

 

Nella notte, quando il silenzio è più vero e sei sola, non senti il mio pensiero bussare alla tua porta? Per ascoltare i silenzi e la tua voce dal deserto, vivo nella solitudine con il tuo ricordo. Oggi, vicino alla mia casa, c'è una grande confusione, gente che va e che viene. Sarà festa in paese? Fuggo nel bosco silenzioso prima che qualcuno mi cerchi o si ricordi di me. Dall'alto il cielo, che conosce i miei segreti, come sempre è paziente e benevolo. 

Sono molto stanco, e mi siedo nell'erba verde. Mi accorgo che una pallida e malinconica rosa di bosco cerca il mio sguardo, e per un attimo mi sento smarrito. Una falena dalle ali angeliche mi sfiora e si posa leggera sulla pallida rosa, che s'illumina di luce celeste, mentre intravedo gli occhi di Aisha e il sorriso di una bambina bruna. 

domenica 16 marzo 2025

War es wer

Quella notte di un lontano giorno di metà novembre, gravava una fitta, densa nebbia nel piccolo borgo di Casa del Monte. Solo una porta era aperta come un'attesa. Un uomo, o forse un monaco, con un lungo tabarro nero, entrava furtivo in quella casa. La porta veniva chiusa e il pianto di un bambino interrompeva lo strano, misterioso silenzio in quella notte di metà novembre. Forse è una leggenda, ma i montanari raccontano che, a metà novembre, quando la nebbia è fitta e densa a Casa del Monte, il fantasma di una nobile signora si aggira davanti a quella casa ormai in rovina e ascolta lamenti lontani. 

domenica 13 dicembre 2020

Le poesie dell'autunno

 

Vorrei tornare lassù quando la selva è spoglia e silenziosa. Poi costruire una capanna, chiudere la porta e ricordare cose lontane. Le poesie dell'autunno sono le foglie morte lungo i sentieri e nei fossi: ricordano, raccontano e di notte piangono. Le poesie dell'autunno sono le ultime foglie spente, che, accompagnate dal vento, cadono nelle sorgenti e, danzando, si lasciano trasportare alla ricerca di un ricordo. 
Ho perso la tua luce, e ti cerco tra le nebbie e le foschie, ma vedo solo ombre. Di notte, a Casa del Monte, si sente l'eco del tuo canto, e piangono gli dèi. 

domenica 15 dicembre 2019

La nebbia era

La nebbia era fitta e scura a Casa del Monte, quel giorno di metà novembre. In quel giorno di metà novembre, si chiudevano le porte e le finestre a Casa del Monte. Verso sera, a metà novembre, qualcuno apriva una porta a Casa del Monte. Un uomo, con un lungo tabarro nero, o forse un monaco varcava quella porta, ed era metà novembre a Casa del Monte. Di nuovo quella porta veniva chiusa, e il grande silenzio che regnava era interrotto dal pianto di un bambino, a Casa del Monte.

A metà novembre, quando la nebbia scende, chiudono ancora le finestre e le porte a Casa del Monte, e non si sente più il pianto di un bambino.

domenica 5 maggio 2019

La gitana

Camminavo lungo sentieri amici, e il cielo era vicino. Un'ombra, un'ombra divina mi prese per mano, e ricordai orizzonti lontani. Nell'azzurro si aprì una porta celeste. L'ombra mi abbandonò e la raggiunse danzando. Quella notte sognai l'ombra sottile di una duna, e una gitana che, confusa, camminava lungo una via di Granada.

domenica 10 febbraio 2019

Il gatto

Tutto è come allora, lassù. È rimasto solo il silenzio. Il cielo ha aperto una porta e un angelo mi sorride. Una nuvola rosa, dal fascino dolce e misterioso, riposa sulla cresta del monte. Un gatto, dagli occhi macchiati di ricordi, mi guarda, e incerto se ne va. Forse cercava una carezza.

domenica 28 agosto 2016

Eri tu

Mentre  vagavo  tra  i  nostri  boschi  celesti, dove  sono  nascosti  segreti, sogni  e  ricordi, nell'dilliaco  silenzio  il  cielo  si  era  avvicinato  ad  ascoltare. Nell'azzurro, da  una  porta  aperta  si  udivano  note  di  un  violoncello. Eri  tu, che  allietavi  gli  angeli. La  porta  si  chiudeva, e  sul  nostro  regno  restava  profumo  di  paradiso, la  tua  dolce  malinconia, e  l'eco  delle  note  del  tuo  violoncello.

domenica 26 giugno 2016

Il silenzio

C'è  silenzio  lassù. Un  silenzio  che  sale  verso  il  cielo  azzurro, azzurro  e  vicino: e  io  cerco  una  porta  aperta. La  dolcezza  della  malinconia  e  il  ricordo  di  quel  giorno  lontano  m'illudono  che  tu  scenda  a  prendermi.

lunedì 6 dicembre 2010

Racconto di Natale

Un lume a petrolio e la fiamma del camino donavano un po' di luce alla cucina di quella casa, dove una donna, con due grandi occhi colmi di sogni, stava preparando dolci con farina di castagne. Spesso, con ansia, guardava fuori dalla finestra: attendeva qualcuno.

Una signora di nobile aspetto, in compagnia d'un monaco avvolto da un lungo tabarro, percorreva un sentiero stretto, ricoperto da un manto di neve candida, per raggiungere la casa. All'arrivo, stranamente, trovò la porta spalancata. Dopo aver consegnato un fagotto a quella donna, uscì in fretta, muta com'era entrata.
Quando la donna aprì lentamente il fagotto, il suo sguardo diventò di madre. Mancava solo mezz'ora al Natale.

domenica 14 novembre 2010

La porta

Mi stavo addormentando tra sogni confusi, quando bussarono alla mia porta. Aprii con timore, da troppo tempo nessuno mi cercava. Comparve un fantasma che lentamente prese forma; mi pervase così una felicità mai conosciuta prima.
Ora è molto tempo che, di notte e in qualunque stagione, quella porta resta aperta.

domenica 6 giugno 2010

Nel cortile silenzioso

C'è un cortile silenzioso dove so io, un cortile in cui non corrono più bambini. La porta della casa è solo un grande buco e una sedia ormai logora si appoggia sbilenca al vecchio muro.
Un gatto silenzioso osserva il volo dei passeri. Una folata di vento fa cigolare la finestra: vado via, non ho il coraggio di guardarla.

(La foto è tratta da: http://www.gaudiarure.it/antico_casolare.htm)