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domenica 28 settembre 2025

Nebbie sospese

È autunno e, sull'orlo della montagna, dormono nebbie sospese. Nei boschi, dove da bambino camminavo solo, vedo rami grigi e foglie gialle di luce. Una farfalla aleggia stanca e sgomenta su un pallido fiore. La nebbia scesa ha invaso boschi e sentieri, e regna uno strano silenzio. Mi siedo su un nero tronco d'albero, dimora d'insetti, che giace tra foglie spente, e sento la voce di Aisha. Quando le rondini torneranno nella tua oasi assolata, ti parleranno di me.

domenica 22 agosto 2021

L'ultima foglia

 

In quel giorno di tardo autunno l'orizzonte era pallido. Tra un velo di nebbia, rintocchi di antiche ore da una campana. Dai rami denudati e neri cadeva stanca e lenta qualche foglia. Nella dolce tristezza dei boschi spenti, cercavo la tua ombra, e aspettavo le parole del vento. La nebbia s'infittiva, e sui sentieri ammorbidiva le dure pietre. Agli uccelli che volavano per tornare alle loro terre assolate ho chiesto di raccontarti la mia nostalgia, e il pianto di chi ricorda cose lontane. Da una grigia quercia cadeva l'ultima foglia color ruggine. 

domenica 12 luglio 2020

La nebbia


Quando arrivano le grigie e silenziose nebbie dell'autunno, salgo lassù per cercare la luce della tua ombra, e ascoltare la tua voce tra le foglie spente. Al ritorno, sui sentieri, gli echi di un'antica malinconia illuminano l'anima. I rami spogli macchiano la nebbia con sfumature di sogni.

domenica 11 novembre 2018

Solo il vento

Lassù, le nebbie d'autunno hanno spento il cielo. I sentieri sono tombe per le disperate foglie, e piangono i rami neri. Ma le ombre sono rimaste tutte. Su un tronco scavato cadono lacrime, e il muschio è color ruggine. Dalla radura guardo il cielo, e cerco la luce dei tuoi occhi; ma le nubi si fanno più scure. E torna incessante come sempre un ricordo. Lo conosce solo il vento, e il vento sa dove portarlo. 


domenica 10 aprile 2016

Non temere

Io  ero  tornato  lassù  per  guardare  il  cielo  da  vicino. Mentre  salivo, dai  rami  cadeva  qualche  foglia, e  il  lieve  rumore  mi  riempiva  di  ricordi; e  le  falene  e  le  api  danzavano  sui  timidi  fiori  della  selva.

Per  una  volta, torna  lassù: il  vento  ti  racconterà  una  storia  sconosciuta. E  non  temere: i  lupi  ti  faranno  compagnia.

domenica 6 settembre 2015

A primavera, talvolta

Volevo  salire  lassù, dove  sono  rimasti  i  nostri  sogni, ma  ormai  il  camminare  è  faticoso. Sono  arrivato  fino  alla  radura. Mi  sono  seduto  vicino  alla  maestà, ormai  quasi  in  rovina. Una  rosellina  selvatica  era  aggrappata  a  quei  sassi  traballanti: voleva  raggiungere  l'immagine  della  Vergine, sfumata  dalle  intemperie. Gli  occhi  erano  tristi  e  pensosi. Sentivo  il  fruscio  dei  rami  e  la  musica  delle  foglie. Dalla  sorgente  avvolta  nel  muschio  scorreva  lenta  un'acqua  verde  e  trasparente. Pensavo: "se  ci  sei  ancora, dove  sarai?Qualche  volta  ti  ricorderai  di  me?".
Ero  semi-addormentato  ed  era  un  giorno di  maggio. A  primavera, talvolta, tornano  i  ricordi  e  si  perdonano. Prima  di  partire  ho  annaffiato  quella  rosellina  selvatica. Gli  occhi  tristi  di  quell'immagine  sorridevano.


sabato 13 giugno 2015

Notte d'estate

Era  una  notte  d'estate. Un  vecchio  lupo  saliva  faticosamente  quel  sentiero  dove  erano  rimasti  i  tuoi sguardi. Le  stelle  erano  vicine  e  l'accompagnavano  con  luce  divina. Stremato, raggiungeva  la  nostra  radura; poi  si  sdraiava  e  alzava  lo  sguardo  verso  il  cielo. Mentre  i  suoi  occhi  si  chiudevano  per  sempre, scendeva  San  Francesco  e  lo  benediceva.
Sui  rami  della  selva  si  aggirava  un'ombra  azzurra: osservava  e  sorrideva.


(L'immagine  è  tratta  da: http://www.italiaparchi.it/parchi-naturalistici/parco-natura.aspx?title=Parco+Nazionale+d%27Abruzzo+Lazio+e+Molise&typecod=dati&cod=5B23118EBB0BAA85BA9471030602AC&order=0&type=paramurl)

lunedì 25 maggio 2015

Era quel giorno

Tra  i  rami  spogli  dei  nostri  boschi  celesti, scorreva  una  luce  velata; e  sui  sentieri, gli arbusti  erano  avvizziti, avvizziti  e  tristi  come  i  miei  pensieri. Alta  nel  cielo  vagava  una  nube, e  spargeva  lacrime. Era  quel  giorno  che  ti  portarono  via  da  me. Lassù, il  vento  del  nord  spogliava  il  tuo  giardino. A  me  restava  la  luce  dei  tuoi  occhi.

domenica 18 settembre 2011

Dal cielo

Dal cielo vuoto scende la neve: l'umido muschio per un po' la scioglierà. Nelle siepi innevate gli scriccioli cercano di nascondersi. Gli animali sono sereni nel tepore delle stalle e finalmente riposano.
Nella selva imbiancata, una principessa bionda dorme per sempre, e i rami spogli sembrano croci nere che guardano il cielo. Divina creatura, non temere: nelle gelide notti i lupi ti faranno compagnia. Poi arriverà primavera e rinasceranno i fiori che tanto amavi.

Sarebbe dolce smarrirsi tra quei sentieri che di notte assomigliano a nuvole scure. Al mattino, scompariranno e la tristezza di quel ricordo lontano tornerà.

sabato 16 gennaio 2010

Ai castagneti

Con i bambini attraversavano sentieri stretti per arrivare ai castagneti. Con una lunga pertica munita di uncino, depositata sul luogo, staccavano i rami secchi dei castagni calmi e generosi; preparate la fascine, tornavano a casa: servivano a scaldare l'unico forno del piccolo borgo.
A metà cammino riposavano dissetandosi a una sorgente nascosta da fitte erbe, vicino a una Maestà. Come sempre, il vaso di coccio veniva riempito d'acqua e di fiori di bosco freschi, e il volto di quel solitario quadro di Madonna sembrava gradirlo. La mattina successiva avrebbero acceso il forno e cotto pagnotte a turno, per risparmiare legna, e fino a sera si sarebbe sentito profumo di pane.

Ora quel forno è quasi crollato e il borgo è da tempo abbandonato. Tutta la zona si è inselvatichita. Un caro amico ogni tanto raggiunge la Maestà, e mi assicura che dai castagneti si sentono voci di mamme. E la più chiara è la voce di un bambino che cerca sua madre.

(La foto è tratta da: http://www.comune.marradi.fi.it/foto.htm, ed è di Franco Billi)