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domenica 4 ottobre 2026

Nella radura

Ti prego, non disturbare quel vecchio che, seduto nella radura, guarda l'azzurro del cielo e piange. Ascolta silenzi che tu non potrai mai comprendere. Non ti accorgi che le sue lacrime, mentre cadono sull'erba verde, sono note di Chopin? Quando tornerà a casa non sarà più solo. Terrà per mano un angelo di nome Aisha. 

domenica 21 aprile 2024

Riprendevo il cammino

Ero solo e triste su una verde radura. Intorno a me, la pace dei boschi e il sorriso dei fiori. Dalle foglie addormentate, mosse da un timido vento, scorreva un ricordo lontano sotto cieli remoti. Su una rosa selvatica piangeva una falena.

Riprendevo il cammino per rivedere il borgo montano dove trascorsi l'infanzia. Non c'erano più voci, e anche il silenzio taceva. Erano rimaste soltanto ombre dallo sguardo mesto che cercavano il cielo. 

Tornavo nella città, dove gli uomini camminano stanchi e non sorridono più. 

domenica 15 gennaio 2023

Non far piangere le stelle

 

Mi sussurravi: "Questa notte, nel deserto, ascolta le parole del silenzio sotto lo sguardo attento delle stelle". Anche se il mio passo da tempo era incerto e pesante, con la forza della malinconia e del ricordo volevo salire su una radura che mi è cara per guardare il cielo. Mentre camminavo, si avvicinava una stella solitaria e l'eco di una voce mi diceva:"Antonio, sono Aisha. Non far piangere le stelle". 

domenica 2 maggio 2021

Liebes-lied (canto d'amore)

Camminavo solo sui sentieri che conducono lassù, nel regno del silenzio. Nel cielo blu, una nuvola solitaria, e nell'aria profumo di gelsomini e gigli selvatici. I verdi muschi, accarezzati da acqua azzurra, erano macchiati. Sui rampicanti volavano api e calabroni, alla ricerca del polline profumato di miele. In una radura nascosta, protetta da lunghi alberi neri, una luce divina colorata dagli angeli. Forse fu rifugio o altare degli dèi, da tutti dimenticati. 

Nel fogliame, mosso dal vento, un velo di nebbia e un concerto di flauti, violini e violoncelli. Un canto d'amore e una nenia triste rinnovavano un ricordo. Veniva la sera, e cercavo quella stella che riposa con te in un'oasi lontana e silenziosa. 

Ti chiamo, e forse piango. Mi sono smarrito in un mondo di sogni, e tu sei quell'ombra azzurra che mi accompagna. Perché mi vieni a cercare fin quassù? Non ferire la mia malinconia. 
 

domenica 26 luglio 2020

Autunno


Cercami lassù, quando il sole autunnale bacia le foglie dorate. Cercami quando il tramonto raccoglie ricordi e sogni, trascinandoli oltre la collina. Mi siederò su quella radura, e aspetterò che il vento mi porti la tua ombra, fuggita da un triste maniero. Lo sguardo dell'autunno mi cerca a Casa del Monte.

domenica 26 gennaio 2020

La radura

Da vecchio, solo e con fatica ero tornato come uno straniero, senza far rumore, su quella radura dove, un giorno di novembre e di nebbie, una mano ignota aveva nascosto i miei sogni di bambino. Al ritorno, nel sentiero il fogliame era mosso dal vento, e mi parlava di silenzi lontani. Nella sorgente, impronte azzurre, e su un ramo spezzato vecchie lacrime. A Casa del Monte gli orizzonti erano spenti.

domenica 12 gennaio 2020

Le parole del vento

A Casa del Monte, tra le macerie di quella dimora, era caduta la vecchia quercia. Aveva disperso sulle pietre nidi disfatti, e qua e là tracce di muschio. Camminavo in boschi ormai spogli, e, danzando, qualche foglia dorata si posava sulla mia spalla.Nei fossi, ombre bianche di brina e di foglie secche strapazzate dagli uccelli. Da una radura, mi sembrava di udire un lamento o forse un pianto. Niente di tutto questo. Era la voce del vento. Mi raccontava quella storia lontana, e mi diceva di non dimenticare quel sogno sepolto in una silenziosa duna. Al ritorno, scendeva la nebbia e si posava sonnecchiando sugli alberi spenti.
Nel mistico silenzio autunnale, tra la nebbia sempre più fitta, l'eco di un tragico flamenco.

domenica 8 dicembre 2019

Visione

Solitario, vecchio e un poco stanco, raggiungevo quella radura silenziosa che guardava e ascoltava le parole del cielo. La luce del tramonto mi accompagnava. Nel silenzio cercavo una visione che il tempo non aveva cancellato.
Se ancora ci sei, ti vedo camminare, stanca e anonima, in una città vecchia e nobile, dove in ogni angolo è rimasto e rimarrà l'eco del tuo canto. Se mi ricordi, in quel luogo assolato e sperduto in cui c'incontrammo, sarai sorpresa. Sognerai un bambino seduto davanti al camino, assieme al suo inseparabile gatto, e Casa del Monte dipinta dalla neve, e la fontana con l'acqua gelata che tace.

domenica 28 luglio 2019

Quel borgo

Lassù è rimasta la tua ombra. Di giorno l'azzurro del cielo la cattura, e di notte riposa in una radura, cullata dagli dèi. Vorrei tornare di notte per vedere lo sguardo della luna mentre ti viene a cercare. Ma non posso: porterei malinconia, vecchi ricordi e forse dolore.
La città mi fa paura, ma devo rimanere. Le luci delle strade e dei viali sono milioni di scintille senz'anima, e le stelle piangono. Questa notte ho sognato nubi antiche su quel borgo montano, dove ho vissuto da bambino, quel borgo che chiamano Casa del Monte.

domenica 23 dicembre 2018

Le tracce

È tardo autunno, e nel sentiero muto calpesto le nostre tracce. Più salgo, più diventano immagini. Boccioli di fiori dai petali spenti e induriti cercano il cielo. Sull'orlo della radura, piangono brune foglie morenti, e tu per sempre lontana.

domenica 11 novembre 2018

Solo il vento

Lassù, le nebbie d'autunno hanno spento il cielo. I sentieri sono tombe per le disperate foglie, e piangono i rami neri. Ma le ombre sono rimaste tutte. Su un tronco scavato cadono lacrime, e il muschio è color ruggine. Dalla radura guardo il cielo, e cerco la luce dei tuoi occhi; ma le nubi si fanno più scure. E torna incessante come sempre un ricordo. Lo conosce solo il vento, e il vento sa dove portarlo. 


lunedì 23 maggio 2016

Salivo

Salivo  su  quei  sentieri  per  ricordare  quei  giorni  felici, separati  dal  mondo, e  il  sole  riposava  sulle  foglie  dei  boschi. Cercavo  il  tuo  sguardo  nel  cielo  dipinto  d'azzurro, ma  un'improvvisa  nebbia  oscurava  il  nostro  regno. Da  una  lontana  radura, il  pianto  di  un  lupo  interrompeva  il  silenzio.

domenica 24 aprile 2016

Lassù

Era  da  molto  tempo  che  la  nostalgia  di  tornare  lassù  non  mi  abbandonava: volevo  guardare  quel  pezzo  di  cielo. Mentre  salivo  su  quei  sentieri  amici,  i  silenzi  e  i  suoni  erano  quelli  di  allora, e  i  ricordi  più  intensi. Attraversavo  l'ultima  radura  ed  ero  lassù. Il  nostro  pezzo  di  cielo  era  azzurro, azzurro  come  non  mai. E  nell'azzurro  era  scritta  la  nostra  storia.
Al  ritorno, una  nuvola  chiara  mi  seguiva. E  dalla  selva  l'eco  della  tua  voce  e  la  sinfonia  delle  felci  mosse  dal  vento.

domenica 17 gennaio 2016

Quella radura

Di  giorno, la  tua  ombra  cammina e  mi  cerca  lassù,  tra  quei  pendii  scoscesi  e  silenziosi, dove  un  giorno  si  sono  allontanati  i  nostri  destini. Talvolta, il  vento  ti  sussurra  la  mia  voce, ma  non  sai  riconoscerla; e, dai  nostri  rifugi  abbandonati, si  avverte  l'eco. Ma,  di  notte, torni  e  riposi  in  quella  radura  dove  sono  rimaste  le  mie  tracce. Quando  me  ne  andrò, troverai  la  mia  ombra  in  quella  radura, dove  resteremo  per  sempre. Tutti  gli  anni, a  novembre, i  lupi  verranno  a  trovarci.

domenica 29 novembre 2015

Quella notte

Il  cielo  era  blu  intenso, e  le  stelle  lo  dipingevano  di  luce  divina: vicine  e  pensierose, ascoltavano  il  silenzio  del  deserto, dove  si  confondevano  gli  orizzonti. Quella  notte, come  sempre, camminavamo  con  passo  lento  e  continuo. Una  stella  mi  seguiva, e  una  voce  sussurrava  che  lassù, nella  lontana  radura, erano  sbocciati  i  nostri  fiori, e, tra  i  fitti  rami  verde  scuro  dell'intricata  boscaglia, era  nascosto  un  solco. La  stella  e  la  voce  si  spensero, e  in  quel  momento  sentii  i  rintocchi  delle  campane  del  mio  paese.
Al  mattino, a  un  mio  compagno  chiesi  se  avesse  udito  quel  suono. Mi  guardò  con  occhi  tristi  e  colmi  di  compassione, dicendomi  con  garbo: "Amico  mio, qua  non  ci  sono  campane, preparati  perché  fra  un  quarto  d'ora  dobbiamo  ripartire". Non  insistetti; eppure  era  vero.

domenica 6 settembre 2015

A primavera, talvolta

Volevo  salire  lassù, dove  sono  rimasti  i  nostri  sogni, ma  ormai  il  camminare  è  faticoso. Sono  arrivato  fino  alla  radura. Mi  sono  seduto  vicino  alla  maestà, ormai  quasi  in  rovina. Una  rosellina  selvatica  era  aggrappata  a  quei  sassi  traballanti: voleva  raggiungere  l'immagine  della  Vergine, sfumata  dalle  intemperie. Gli  occhi  erano  tristi  e  pensosi. Sentivo  il  fruscio  dei  rami  e  la  musica  delle  foglie. Dalla  sorgente  avvolta  nel  muschio  scorreva  lenta  un'acqua  verde  e  trasparente. Pensavo: "se  ci  sei  ancora, dove  sarai?Qualche  volta  ti  ricorderai  di  me?".
Ero  semi-addormentato  ed  era  un  giorno di  maggio. A  primavera, talvolta, tornano  i  ricordi  e  si  perdonano. Prima  di  partire  ho  annaffiato  quella  rosellina  selvatica. Gli  occhi  tristi  di  quell'immagine  sorridevano.


martedì 25 agosto 2015

I cuccioli

Lassù, nei  nostri  boschi  celesti, c'è  una  radura  in  cui  abbiamo  scavato  una  tana  e  nascosto  i  nostri  sogni. Il  vento  d'autunno  la  copre  di  foglie  dai  colori  spenti. Quando  la  foschia  macchia  i  boschi  celesti, a  valle  arriva  l'eco  delle  grida  degli  angeli. D'inverno, i  lupi  trovano  riparo  nella  nostra  tana, e  i  cuccioli  cullano  i  nostri  ricordi.

domenica 12 luglio 2015

Il vento si fermava

Quella  notte, notte  di  maggio, il  vento  passeggiava  nei  nostri  boschi  celesti  e  ti  cercava. La  luna  silenziosa  se  n'era  accorta  e  si  avvicinava  per  mandare  più  luce. Poi  il  vento  si  fermava  ad  ascoltare  un  notturno  di  Chopin, che  proveniva  dalla  nostra  radura. Tornerò  lassù, in  una  notte  di  luna  piena, e  assieme  al  vento  ti  cercherò.

domenica 29 marzo 2015

Il campanile

Era  maggio. Quel  giorno, ti  accompagnavano  assieme  al  lungo  e  lento  tocco  di  una  campana, e  io  non  volevo  esserci. Fuggivo  lassù, sul  nostro  sentiero, mentre  i  fiori  solitari  e  senza  nome  guardavano  il  cielo  e  i  petali  erano  bagnati  di  lacrime.
Sui  nostri  boschi  celesti  il  sole  si  addormentava, sulle  creste  il  vento  riposava  e  la  campana  taceva. Raggiungevo  la  piccola  radura, il  nostro  regno. Stranamente  erano  cresciute  roselline  selvatiche, timide  e  fragili. Dalla  selva, la  luce  profonda  dei  tuoi  occhi  mi  fissava, e  il  dolce, felice  sorriso  mi  faceva  capire  che  eri  per  sempre  quassù.

lunedì 23 settembre 2013

D'autunno

Non  c'è  più  il  sole  dell'estate  che  violenta  le  colline  e  offende  le  cime  dei  monti. È  autunno, i  colori  sono  tutt'uno  con  il  cielo. Il  vento  stacca  adagio  dagli  alberi  foglie  gialle, rossicce, marroni, e  le  accompagna  in  quella  radura  che  sembra  un  tabernacolo. Nella  notte  di  Natale  i  lupi  lo  veglieranno.