Amparo! Da quel giorno lontano e triste, quando ti ho perduta per sempre, i tuoi occhi neri di gitana, velati di mistero, mandano raggi di luce al trascorrere dei miei pallidi giorni. La città si colora di luci in attesa del Natale, e nei negozi si confezionano i regali. Ti prego, fammi un dono. Vienimi in sogno durante la notte di Natale, prendimi per mano e portami nel tuo villaggio sperduto in Andalusia, dove le gitane come te ballano il flamenco, e cantami quella canzone. Buon Natale, Amparo.
domenica 7 dicembre 2025
domenica 22 dicembre 2024
Visioni
Aisha! Questa notte vi ho sognato. Come in quel tempo lontano, mi prendevi per mano e, intorno a noi, la silenziosa musica del deserto. Baciandomi su una guancia, dicevi:"Buon Natale, Antonio", e la bambina batteva le mani di gioia. I tuoi occhi si coloravano di tristezza e mi sussurravi:"Nessuno si è accorto che sopra il cielo di Gerusalemme le stelle piangono".
Oggi, mentre cammino solo lungo i viali della città, sento la tua voce che ripete:"Ciao, Antonio, è tanto che mi aspetti?". Allora penso: quando ci rivedremo noi tre?
Buon Natale ai miei pazienti lettori e, assieme a voi, auguriamo momenti di serenità a tutte le persone che soffrono.
domenica 10 dicembre 2023
Buon Natale
Nel borgo montano, che fu il regno della mia infanzia solitaria, da tempo non ci sono più voci. I sentieri che portano lassù sono in rovina. Arbusti e tronchi caduti hanno ostruito il cammino. Nella piccola Maestà, il sorriso triste di una Madonna. Foglie dal colore del pianto, portate dal vento, le fanno compagnia.
Ma, nella notte di Natale, dal cielo scende un angelo celeste e le porta un fiore, e il sorriso si accende di luce divina. Gli ospiti delle tane le regalano una culla di verde muschio, e di erbe secche profumate. San Francesco porterà il bambino. Dalla fontana, che da sempre piange, si ode una dolce melodia. Buon Natale al mio indimenticato borgo montano senza voce. Buon Natale ai miei pazienti lettori e a chi soffre.
domenica 25 dicembre 2022
I nostri silenzi
Nella notte di Natale, le stelle cercano il silenzio del deserto: vogliono ascoltare i vagiti del Bambino divino cullato dagli angeli. Esistono uomini silenziosi sotto la cupola celeste di questa magica notte, e, nei loro sguardi, una storia nascosta. Ora so che il Bambino è accanto a noi e ascolta i nostri silenzi.
Le stelle si lasciano toccare.
domenica 12 dicembre 2021
L'amico
Ho un vero amico. È un francese conosciuto tanti anni fa in un luogo senza nome, lambito dal deserto. Da tempo vive nelle foreste della Garfagnana, ospite di folletti, fate, gnomi, e dai silenziosi abitanti delle tane. Tutti gli anni mi aspetta per trascorrere insieme la santa notte di Natale.
La sua casa è costruita con tronchi di legno, feriti dalle tempeste, e vicino scorre una melodiosa sorgente. È un luogo amato anche da San Francesco, e come sempre, a mezzanotte, scende dal cielo e depone il divino Bambino in quella dimora di tronchi feriti, dove è stata preparata la culla per il Salvatore, ornata di selvaggio muschio ed edere dal verde intenso.
Nella foresta inni di gioia, e nelle tane scorrono gli echi. Salutandomi ed emozionato, l'amico mi dice: "L'anno prossimo San Francesco, insieme al celeste Bambino, porterà anche Aisha col suo violoncello.
domenica 20 dicembre 2020
Preghiera di Natale
lunedì 23 dicembre 2019
domenica 9 dicembre 2018
Il sorriso
Chiuso nella mia camera di città, a mezzanotte sognerò quel lago e il sorriso di Gesù Bambino accompagnato dalle soavi note del tuo liuto.
domenica 2 dicembre 2018
L'eremita
Sono amico di un eremita. Un tempo, fummo compagni in un lontano deserto. Ora si è ritirato lassù, nelle mie montagne, in un verde rifugio. Ma ormai non posso più andarlo a trovare: ho le gambe stanche.
L'ultima volta che ci incontrammo, mi parlò della notte di Natale trascorsa insieme ai compagni in quel mare di sabbia. Là, le stelle erano talmente vicine che si poteva scorgere Gesù bambino.
Ora penso che a Natale, da quel rifugio sulle montagne lui potrà vedere le stelle vicine come allora. In quella magica notte, vorrei che si ricordasse di me, confuso tra le luci della città.
domenica 3 dicembre 2017
Favola di Natale
Nel disperato XXI secolo, Dio ha scelto questo luogo per ascoltare i canti di gioia provenire dalle tane.
domenica 18 dicembre 2016
A voce alta
Riapri la finestra domani: i cigni ti racconteranno di me.
lunedì 14 dicembre 2015
Dal cielo
domenica 14 dicembre 2014
L'alce a Natale
Dalle acque scure affiorerà il cigno dal collo nero. Ti fisserà, poi tornerà per sempre nel fondo a nascondere e proteggere i nostri ricordi e il dolore.
Chiuderai la finestra: in quel momento, i nostri pensieri si incontreranno e un'improvvisa luce blu cingerà la luna.
Un'alce dagli occhi miti e tristi sale faticosamente il nostro sentiero.
lunedì 7 ottobre 2013
L'eterna notte
domenica 23 dicembre 2012
Sogno di Natale
Vedo le case semi-diroccate del borgo: sembrano in attesa di fantasmi e di impossibili ritorni. Sulle mura, tra le fessure dei sassi, sono rimasti i colori del rimpianto e della mia malinconia. Sul portico, rivedo il ginepro addobbato con qualche mandarino e torroncini colorati, e ripenso al camino, in cui il grosso ciocco, posato dal mattino presto, bruciava lentamente. Rivedo anche il mio amato gatto, felice vicino al calore, spalancare gli occhi a ogni scoppiettio di scintille; sul tavolo, profumo di castagnaccio e mistocche ancora calde.
Ripenso al sentiero ripido che conduceva al sagrato della chiesa: lo percorrevamo lentamente per andare ad ascoltare la messa nella santa notte di Natale. Al ritorno, un freddo intenso ci accompagnava fino a casa. Poi ci coricavamo inseguiti da una magica visione e da rumori di mamma. E le stelle erano un po' più vicine.
(Le mistocche sono forme di pane fatte con farina di castagne)
venerdì 24 dicembre 2010
mercoledì 23 dicembre 2009
Buon Natale
Sono tante le stelle fredde in questa magica notte. Le campane suonano a festa; sul piccolo sagrato innevato la gente passa in fretta ed entra in chiesa. Un piccolo coro accompagnato dall'organo prova i canti del grande evento, mentre qua e là s'incrociano sorrisi e si stringono mani.Quando inizia la cerimonia entro anch'io, ma nessuno si accorge della mia presenza; complice una colonna che mi ripara, osservo banco per banco. Poi esco lentamente e mi dirigo verso casa.
Tornava sempre a Natale.
mercoledì 24 dicembre 2008
domenica 23 dicembre 2007
venerdì 30 novembre 2007
Il Natale degli gnomi
Sul finire di settembre ero solito fare visita ai miei amici gnomi. Appena arrivato e dopo un'accoglienza sempre calorosa, mi conducevano subito nell'infermeria, luogo da me particolarmente amato a causa del garbo e della cura con cui trattavano gli ospiti, feriti o ammalati, di queste meravigliose foreste della Garfagnana.Una volta mi capitò di notare una presenza sconosciuta: un lupacchiotto, che mi osservava con occhi più che umani, e che addirittura mi sorrideva. Vedendo la mia sorpresa, uno gnomo mi spiegò:"L'ha portato una lupa perché era ferito. Fra qualche giorno tornerà a prenderlo, essendo ormai guarito". Poi precisò: "Prima che la neve copra tutto viene il branco, e ci accompagna in luoghi persino a noi sconosciuti, indicandoci legni, radici, cortecce, bacche dai colori mai visti, e muschi con bellissime sfumature di verde. Tutte cose che ci sono utili durante il lungo inverno. E' la ricompensa dei lupi per le cure che prestiamo loro quando ne hanno bisogno".
In seguito iniziammo a parlare del Natale. Io feci notare che questa festa è uno straordinario avvenimento, celebrato su tutta la Terra, e chiesi se anche loro lo festeggiassero. Sorridendo, con occhi sognanti, lo gnomo mi spiegò: "Nella sala comune viene allestito il presepe; raccogliamo, sul grande tappeto formato da cortecce e da muschio, una foglia per ogni varietà di piante. Con le diverse sterpaglie, le erbe quasi secche e la terra leggera, facciamo la capanna e vi poniamo una culla di erbe profumate. Qui adagiamo, al tramonto, il bambino Gesù, e lo contempliamo tutti insieme. Poco dopo arrivano i lupi, che si accovacciano vicino a noi con lo sguardo rivolto al bambinello. A mezzanotte avviene il celestiale evento. San Franceso d'Assisi entra con un bambino Gesù di terracotta in mano, toglie il nostro dalla culla e vi depone il suo. Questo è lo scambio dei nostri doni. Dopo, San Francesco benedice tutti a uno a uno, saluta e se ne va accompagnato, per un breve tratto, dai lupi. E torna in Paradiso".
Ascoltato questo racconto, compresi che San Francesco scendeva dal Cielo solo per loro, perché lo meritavano. E capii che la mia presenza avrebbe impedito, quell'anno, la sua venuta. Per un attimo desiderai essere uno gnomo.
Quando lasciai i miei amici del bosco, durante il cammino vidi nuvole biancastre rincorrersi in cielo, e ogni tanto montagne candide. Sembrava quasi che una figura angelica mi conducesse, per mano, verso quelle montagne innevate, alte e maestosamente solitarie: era forse un sogno?
Un ultimo sguardo; ma dopo, mestamente, cominciai a scendere per tornare a casa.

















