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domenica 27 settembre 2026

Nei lunghi inverni

Nei lunghi e freddi inverni di montagna, mentre eravamo seduti vicino al camino, un vecchio, che un tempo visse in lontane terre straniere e marciò in deserti assolati, raccontava storie e leggende che ci facevano sognare. Ogni tanto, si interrompeva per prendere un tizzone e rinforzare la pipa. Il mio adorato gatto di nome Ghefo, accovacciato sulle mie ginocchia, a ogni scoppiettio del ciocco apriva gli occhi, mi guardava e, rassicurato, li richiudeva. 

Sul tavolo, che profumava d'abete, accendevamo lo stoppino di un piccolo lume a petrolio per far luce e salire sulla scala a pioli, che portava alle camere. Poi come sempre una preghiera, il segno della croce e la buonanotte. 

Oggi, con il volto macchiato da innumerevoli autunni e abituato a vivere in città, per un momento ritorno bambino. Penso che quel vecchio fosse un poeta senza saperlo. Mi resta una certezza: l'uomo non aveva ancora distrutto i sogni. 

lunedì 6 dicembre 2010

Racconto di Natale

Un lume a petrolio e la fiamma del camino donavano un po' di luce alla cucina di quella casa, dove una donna, con due grandi occhi colmi di sogni, stava preparando dolci con farina di castagne. Spesso, con ansia, guardava fuori dalla finestra: attendeva qualcuno.

Una signora di nobile aspetto, in compagnia d'un monaco avvolto da un lungo tabarro, percorreva un sentiero stretto, ricoperto da un manto di neve candida, per raggiungere la casa. All'arrivo, stranamente, trovò la porta spalancata. Dopo aver consegnato un fagotto a quella donna, uscì in fretta, muta com'era entrata.
Quando la donna aprì lentamente il fagotto, il suo sguardo diventò di madre. Mancava solo mezz'ora al Natale.