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domenica 8 febbraio 2026

Sto scrivendo

Sto scrivendo una poesia dedicata a te, con parole di silenzi, ma su un foglio bianco cadono lacrime come il canto di un poeta dimenticato, e sul palmo della mia mano riposa una falena. Vorrei tornare nel sentiero sopra il lago che porta al maniero. Poi, prenderci per mano come un tempo, scendere e sederci sulla riva del Lemano, dove un cigno ci aspettava. Rammenti? Tra i rami penduli dei salici, accarezzati dalle acque ci specchiavamo e, dal cielo, scendevano note di Chopin. Non ho il coraggio di chiedertelo, ma se vuoi scrivi il tuo nome sul foglio bianco, che darà luce alla mia solitudine. 

Quando il tramonto posa l'ultimo sguardo sul maniero, scende qualche lacrima accanto ai cipressi. Sei tu che stai piangendo? Nel silenzio, l'eco di una preghiera. Cosa stai chiedendo? Una nebbia color madreperla sfiora l'orizzonte di sogni. 

domenica 6 ottobre 2024

I cipressi

Camminavo solo su quel sentiero che tu amavi tanto. Qua e là, sottile erba verde punteggiata da margherite bianche e azzurre, e qualche foglia secca che il vento aveva risparmiato. I miei occhi stanchi ti cercavano per dar luce alla mia tristezza. Mi fermavo per ascoltarti, ma i tuoi silenzi li aveva rapiti il cielo insieme a te. 

Riprendevo il cammino per giungere lassù, dove si spegne il sentiero. Grigi querceti come sentinelle occultavano un eremo di antiche pietre, e cipressi che contemplavano il cielo m'invitavano a un viaggio nell'infinito.

domenica 2 gennaio 2022

Il sogno

 

Su quelle dolci colline c'è un sentiero, dove vado a sognare e a ricordare, e sull'altura cipressi lunghi e snelli innamorati del cielo. Il tramonto colora di ombre e di nostalgie le colline, e per un attimo un vento che io solo conosco mi porta lo sguardo di Aisha. Rimango confuso e rivedo la sua casa tra le ombre delle palme. La sua voce si è persa tra le dune, e l'eco tace. 
Questa notte ascolta il silenzio del deserto: ti parlerà di me con parole antiche. Sull'altura i cipressi con ragnatele d'argento attendono il buio delle stelle. 

Una colomba bianca è volata sui cipressi.

domenica 10 maggio 2020

Se mi cerchi

Se cerchi quel ricordo, non salire su quella collina quando il sole l'illumina, e i cipressi guardano il cielo. Va' lassù a novembre. Le nebbie saranno dense e confonderanno le luci del tramonto, e anche il vento non ti tormenterà. Tra le nebbie di novembre, a Casa del Monte, si è spenta la voce di un bambino.

domenica 4 novembre 2018

A novembre

Non andrò lassù a novembre: disturberei gli angeli che vegliano sui cipressi. Non posso tornare lassù a novembre: ruberei lo sguardo alle stelle.
Aspetterò che un nebbia azzurra cancelli la tua ombra.

domenica 5 marzo 2017

I cipressi

I  cipressi  ascoltano  parole  e  versano  lacrime. Di  notte  scendono  gli  angeli  per  consegnarle  alle  stelle. Quando  giungono  le  fitte  nebbie  del  mesto  autunno, i  cipressi  rimangono  muti  per  udire  le  voci  delle  ombre  e  l'eco  delle  lacrime.

domenica 26 febbraio 2017

L'incontro

Vorrei  svegliarmi  un  mattino  tra  le  mie  perdute  montagne. Lassù, su  quei  sentieri  riposa  il  mio  ritorno. Fermarmi  sotto  l'ombra  di  quei  cipressi, incontrare  e  parlare  con  mia  madre, e  spegnere  quel  cero  da  sempre  acceso.

(Nell'immagine  il  dipinto La  madre, di  Silvestro  Lega)  )

sabato 7 maggio 2011

Vorrei tornare

Vorrei tornare lassù quando ancora qualche chiazza di neve resiste all'arrivo della primavera. Vorrei tornare lassù per guardare le timide violette e le tremolanti primule gialle. Vorrei tornare lassù per vedere gli scriccioli beccare muschio e portarlo nelle siepi ancora prive di foglie.

Vorrei tornare lassù per sentire battere le ore dal campanile lontano. Vorrei tornare lassù, ma non potrei alzare lo sguardo: vedrei cipressi che contemplano il cielo e fanno da guardia a un freddo marmo.

(L'immagine è tratta da: http://i98.photobucket.com/albums/l272/vitalba/neve-viole.jpg)

domenica 10 aprile 2011

Se ne andò

A primavera si fermava ai bordi delle siepi e raccoglieva primule o violette. La gente rideva. D'estate camminava per sentieri e per stoppie con occhi sognanti. La gente rideva. D'autunno guardava i pensosi cipressi, guardiani di quella lastra di marmo. E la gente sorrideva.
Se ne andò di notte, a novembre, quando la nebbia era più fitta. Ma nessuno se ne accorse.

domenica 23 agosto 2009

Il profumo di quel giardino

Una folata di vento mi porta il profumo di quel giardino. Dai cipressi rumori di nidiate, mentre il sole illumina le alture solitarie. Il campanile batte lentamente le ore, mi avverte che è tempo di ritornare. Una volta a casa avrò modo di ricordare.

venerdì 9 maggio 2008

Le stagioni

E' primavera: il giardino è fiorito, ma nessuno ti aspetta. D'estate la silenziosa edera abbraccia la tua casa col suo verde cupo, ma nessuno se ne accorge. In autunno le foglie cadono e ingialliscono, ma nessuno le raccoglie.
E' inverno, la campana suona lenta e triste per il tuo ultimo viaggio. Nascosto dai cipressi qualcuno osserva, ma non vuole farsi vedere. Tornerà in solitudine, forse con un fiore.