La luna è alta, e il maniero si specchia nelle acque sognanti del lago. C'è silenzio, un mistico silenzio che parla di attesa. Scende lenta la luce divina nella notte di Natale, e cerca un rifugio tra il soffice muschio per il Salvatore. Quella notte, come sempre i cigni guardano il cielo e ti parlano di me. Il nostro Natale è rimasto là.
Chiuso nella mia camera di città, a mezzanotte sognerò quel lago e il sorriso di Gesù Bambino accompagnato dalle soavi note del tuo liuto.
Visualizzazione post con etichetta Gesù. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gesù. Mostra tutti i post
domenica 9 dicembre 2018
domenica 2 dicembre 2018
L'eremita
Si avvicina il Santo Natale. Le strade e i viali della città sono illuminati come non mai. Dai negozi sfavillanti di luci, esce gente con pacchetti colorati. Nelle chiese è silenzio, mentre Gesù bambino aspetta. Perché nessuno guarda il cielo? Le stelle ci sono ancora, e cercano i nostri occhi.
Sono amico di un eremita. Un tempo, fummo compagni in un lontano deserto. Ora si è ritirato lassù, nelle mie montagne, in un verde rifugio. Ma ormai non posso più andarlo a trovare: ho le gambe stanche.
L'ultima volta che ci incontrammo, mi parlò della notte di Natale trascorsa insieme ai compagni in quel mare di sabbia. Là, le stelle erano talmente vicine che si poteva scorgere Gesù bambino.
Ora penso che a Natale, da quel rifugio sulle montagne lui potrà vedere le stelle vicine come allora. In quella magica notte, vorrei che si ricordasse di me, confuso tra le luci della città.
Sono amico di un eremita. Un tempo, fummo compagni in un lontano deserto. Ora si è ritirato lassù, nelle mie montagne, in un verde rifugio. Ma ormai non posso più andarlo a trovare: ho le gambe stanche.
L'ultima volta che ci incontrammo, mi parlò della notte di Natale trascorsa insieme ai compagni in quel mare di sabbia. Là, le stelle erano talmente vicine che si poteva scorgere Gesù bambino.
Ora penso che a Natale, da quel rifugio sulle montagne lui potrà vedere le stelle vicine come allora. In quella magica notte, vorrei che si ricordasse di me, confuso tra le luci della città.
lunedì 23 dicembre 2013
La culla di Natale
Nelle foreste spoglie della Garfagnana, la neve scende in silenzio, accompagnata dalla ninna-nanna di Brahms, per non disturbare gli abitanti delle tane. I miei amici gnomi e lupi scrutano il cielo e ricordano i nostri segreti. Sul manto bianco cade qualche lacrima, mentre scure edere perenni abbelliscono l'ingresso di una grotta. All'interno stanno lavorando di gran lena: presto arriverà il santo Natale.
Con cortecce di tronchi caduti, preparano una culla. Il cuscino, fatto con foglie dai colori dell'attesa ed erbe secche temprate dalla brina, sarà il dono degli ospiti dormienti. Nella notte di Natale, gnomi e lupi siederanno accanto alla culla vuota.
In un angolo sul muschio gelato, un cestino, colmo di bacche rosse, profuma di selva. A mezzanotte, come sempre, dal cielo scende San Francesco col Bambino Gesù avvolto in un saio e lo depone delicatamente nella culla vuota, mentre dalle tane si avvertono esplosioni di gioia. San Francesco ringrazia e benedice, poi riprende il Bambino Gesù che sorride e batte le manine. Dopo arriva una luce misteriosa, li avvolge e li riporta in cielo.
Un'estate, i miei amici gnomi e lupi, presso i quali ero ospite gradito, mi confidarono che nessun essere umano avrebbe mai potuto partecipare a quell'evento. Questo è un segreto che mi è stato concesso di poter raccontare.
Iscriviti a:
Post (Atom)

