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domenica 30 novembre 2025

È autunno

 

Gli angeli ascoltano i silenzi dei vecchi, e nessuno si accorge che, quando piangono, raccolgono le loro lacrime. È autunno. Le curve dei monti disegnano l'orizzonte e, da un lontano deserto, un vento tiepido mi porta la tua immagine. Sopra di me lo sguardo amico del cielo non ha dimenticato che è qui, dove sono nato e giocavo da bambino. 

La tenue luce di ottobre è velata di dolce malinconia e di lontani ricordi. Se tu fossi qui con me, ti regalerei il muschio azzurro. Dai rami si staccano docili foglie dorate e, cadendo, sono Notturni di Chopin. Pallidi e silenziosi fiori mi sorridono. Un angelo si avvicina e lentamente sussurra: "Antonio, ho raccolto le lacrime celesti di Aisha e le ho portate in cielo".

domenica 1 giugno 2025

I racconti delle stelle

Sotto l'ombra di un muto cipresso, improvvisa appare una visione: la malinconia azzurra, la luce degli occhi neri di Aisha, e lo sguardo dolce di una bambina bruna che ripete il mio nome. Incredulo, sotto voce, dico: "Come mai siete qui?". La risposta è uno strano rumore di echi tristi e lontani, e scompare la malinconia azzurra, e il sogno si spegne. Dai monti, scende lenta una foschia nera. Questa notte non potrò ascoltare i racconti delle stelle, e rimane la lunga agonia della vostra assenza. 

domenica 24 novembre 2024

La foschia azzurra

Luce di sole primaverile, mentre mi fermo nel sentiero che conduce lassù, alla tua casa protetta dai monti, e l'azzurro del cielo ascolta il tuo silenzio. Nelle ombre del fogliame verde e fitto, filtrano malinconiche luci di ricordi ed echi di poesia. Come allora, guardo intorno sperando che qualcuno mi chiami o mi cerchi. 

Dall'alto, scende lenta una foschia azzurra e un vento mite accompagna le note e le parole di un lied di Schubert.  

domenica 7 gennaio 2024

Sulle nere curve dei monti

Sulle nere curve dei monti, meditava la luce delle stelle. La notte profumava di mistero ed echi di silenzi, e dimenticavo il caos del mondo. Udivo le note di una viola e di un clavicembalo. Improvviso un soffio d'arpa sussurrava il tuo nome e si aprivano le porte dei ricordi: ti vedevo con il nostro angelo bruno fra le braccia sotto un cielo stanco, dove si perdevano gli orizzonti. 

Ora porto con me la dolce tristezza dei tuoi occhi e il sorriso della bambina, e sento le vostre voci in lontananza. 

domenica 15 maggio 2022

Nessuno deve sapere

 



Nubi bianche, velate d'azzurro, sfioravano l'arco dei monti, e avrei voluto perdermi lassù con loro. Abbandonavo il sentiero muto, e, solitario, m'inoltravo nei boschi tra la pace delle ombre. Sognavo cieli lontani e orizzonti sfumati.

Nel silenzio, m'illudevo che la melodia d'una sorgente mi portasse l'eco della tua voce. Quanto tempo è passato! Ho il cuore stanco, e a volte piango. Aisha, ricordi? Sono quel ragazzo che fuggiva nel deserto e mai le stelle erano state così vicine. Mi prendesti per mano, accompagnandomi alla tua casa, nascosta tra le palme. Ora sono vecchio e cerco ancora la tua mano. Nessuno deve saperlo. Riderebbero di me, e gli dèi si offenderebbero. 

domenica 6 dicembre 2020

Una volta sola

 

Rivedo le luci delle stelle sul deserto addormentato, e il volto di uomini dimenticati che conoscono i segreti della malinconia e i colori dei ricordi. Da tempo sono tornato lassù, sui miei monti. Nei giorni di sole guardo i tramonti e le agonie delle ombre. Ma in autunno, quando le nebbie sono grigie, vedo la tua ombra che cammina sgomenta, e io divento triste. Fermati e dimmi dove vai e cosa cerchi. Perché non mi appari in un giorno di sole nell'incanto del bosco? Basterebbe una volta sola, e avrei per sempre la gioia del pianto. 

lunedì 13 aprile 2020

A Granada

Io so dove trovarti. C'è un vento solitario che io solo conosco, e mi aspetta lassù. Quando il sole dà l'ultimo bacio alle curve dei monti e se ne va, e i fiori cominciano a sognare, mi racconta di te. È un vento discreto e rispettoso dei miei autunni. Lentamente e con garbo diceva: "Non posso più parlarti di lei". Un notte, in quel muto deserto, raggi di luce celeste illuminavano l'ombra sepolta in una duna, e gli angeli la portavano in cielo.
Quella notte, nelle vie di Granada, si udiva l'eco del Cante jondo.

domenica 15 settembre 2019

Casa del Monte

Lassù, sui pendii e nei boschi di Casa del Monte, la nebbia d'autunno riposa sui tronchi muti e spogli, e lontano dormono i monti, ombre nere. Sulla nuda terra tappeti di foglie morte, in balia dei venti, non hanno più lacrime. Scivola silenziosa tra giunchi, pallidi muschi ed erbe giallognole un'acqua chiara. In quel luogo sono rimasti soltanto due vecchi custodi della memoria. Raccontano che, di notte, una nebbia macchiata da un'ombra d'amore si ferma tra i giunchi per ascoltare il pianto di un bambino, e una nenia triste e sognante di una gitana. Forse è una leggenda, ma quei vecchi saggi giurano che sia vera.

domenica 30 giugno 2019

Nell'incanto di ottobre

Nell'incanto di ottobre, tra questi boschi di ombre celesti, un tempo riposavano gli dèi. Una leggenda racconta che raccoglievano fiori da sorgenti nascoste, invise a noi mortali, e li offrivano al cielo. Oggi, sotto un cielo mite e paziente, cammino in questi luoghi. Sono quel ragazzo ormai vecchio che tu, già donna, incontrasti in quella città lambita dal deserto. Le querce, amate dai monti, mi invitavano ad ascoltare il silenzio del cielo.

domenica 1 luglio 2018

Le querce

Non rivedrò più i miei monti che respirano l'azzurro del cielo. Non sentirò più il calpestio dei sassi, e la melodia delle sorgenti. Non camminerò più sui sentieri solitari, compagni e amici. Vivranno come sempre, tra le rive dei fossi, quei timidi fiori che il sole illuminerà. Antiche querce, sentinelle del silenzio e guide del vento, conoscono quella storia e la racconteranno alle stelle.
Tu mi cercherai tra nuvole rosa, ma non potrò vederti. In questa città, lo sguardo non riesce a catturare il cielo: è un cielo spento e assente, e anche le stelle non sanno brillare.

lunedì 2 aprile 2018

I passi

Il deserto è stato un buon maestro. Mi ha insegnato la dolcezza della malinconia, e la gioia delle lacrime.

La sabbia cancellava i passi lenti di uomini che, durante il giorno, marciavano con lo sguardo altrove. Nelle ombre delle dune, vedevo muschi montani. Di notte, la luna era vicina, vicina e amica, e le stelle piccole lanterne in cerca di Dio.
Di notte, lo stesso sogno: davanti a quella casa, che guardava il profilo dei monti, c'era un vaso di fiori e, sotto di esso, una chiave. Io la presi. Ma quel giorno, sotto a quel vaso, trovai anche un biglietto. C'era scritto: "Torno presto. Ciao".

Ora cammino sui marciapiedi affollati di una città, e il rumore dei miei passi m'incute paura.

domenica 19 febbraio 2017

I girasoli

Uomini  che  hanno  scelto  un  esilio  per  motivi  imperscrutabili  marciano  nel  silenzioso, misterioso  deserto, e  la  sabbia  cancella  quei  passi. Intanto, si  sente  l'eco  di  lacrime  nascoste, e  i  miei  ricordi  profumano  di  sentieri  montani.
Dalle  ombre  delle  dune, suoni  di  flauti. Mentre  nella  notte  riposo  nel  deserto  vuoto, un  sogno  s'impossessa  di  me. Vedo  campi  di  girasoli  e  Van Gogh  mi  sorride. Il  vento  li  scuote  dolcemente, sussurrando  note  di  Chopin. Tra  le  gobbe  di  quei  monti  lontani, occhi  smarriti  mi  cercano.

domenica 8 gennaio 2017

Quel giorno

Quel  giorno  di  primavera, i  fiori  donavano  luce  ai  sentieri, dove  era  rimasto  il  tuo  profumo  e  risuonavano  i  tuoi  passi. Il  vento  muoveva  le  foglie  e  si  trastullava  con  l'eco  del  tuo  violoncello. Lassù, in  quella  casa  protetta  dai  monti, gli  alberi  erano  antichi, antichi  e  fragili. Quel  giorno  un  angelo  saliva  le  vie  del  cielo. Nei  boschi  piangevano  gli  ospiti  delle  tane.

lunedì 23 settembre 2013

D'autunno

Non  c'è  più  il  sole  dell'estate  che  violenta  le  colline  e  offende  le  cime  dei  monti. È  autunno, i  colori  sono  tutt'uno  con  il  cielo. Il  vento  stacca  adagio  dagli  alberi  foglie  gialle, rossicce, marroni, e  le  accompagna  in  quella  radura  che  sembra  un  tabernacolo. Nella  notte  di  Natale  i  lupi  lo  veglieranno.

domenica 21 aprile 2013

Ho atteso l'estate

La  neve  ha  seppellito  ogni  cosa  su  quei  stretti  sentieri. A  primavera, quando  si  scioglie, le  pietre  ricordano  al  sole  i  nostri  nomi. Ho  atteso  l'estate  per  tornare  lassù  in  compagnia  d'un  vecchio  sogno: a  tratti  cespugli  e  alberi  antichi  nascondono  il  sole.

Ho  chiamato  un  nome, grande  il  silenzio e  senza  eco. Io  conosco  questi  monti: di  notte  accarezzano  il  cielo.

domenica 16 settembre 2012

Arriverà la nebbia

Ricordo  una  città  lontana: sullo  sfondo  il  lago, dove  danzano  i  cigni, e  nuvole  che  scendono  dalle  montagne, mentre  il  tempo  passa  e  il  sole  tramonta. Arriverà  la  nebbia  e  cercherà  la  luce  dei  tuoi  occhi. Ci  saranno  notti  buie, notti  prive  di  luna  che  inviteranno  a  pensare  senza  provare  vergogna. Aspetterò  luna  piena, e  guarderò  il  cielo  per  cercare  il  tuo  volto. Se  te  ne  accorgi  non  piangere: voglio  tornare  di  notte  su  quei  monti.

domenica 15 luglio 2012

L'ombra


Abbiamo  camminato  per  molto  tempo  su  quei  monti. A  volte  ci  tenevamo  per  mano, senza  accorgerci  del  mondo. Le  nostre  anime  sono  rimaste  lassù, ad  ascoltare  la  voce  e  la  musica  che  un  vento  porta  da  lontano; il  nostro sentiero  è  muto, non  l'attraversa  più  nessuno: è  la  nostra  terra  promessa.

Di  sera  ti  penso  nascosta  in  quella  stella  più  lontana. Questa  notte  ti  ho  vista  scendere  adagio  insieme  a  un'ombra  sconosciuta, e  per  un  attimo  è  comparsa  la  tua  testa  bionda.

sabato 27 agosto 2011

I monti e la luna

I monti sono muti nella calura estiva. Il tocco d'una campana scuote il silenzio. Dai boschi, di tanto in tanto, il canto del cuculo.

Di sera, gli alberi allargheranno le braccia verso la terra. Questa notte la luna manderà per noi la luce più bella su quel sentiero oscuro: è la stagione che il vento tace, e non ti potrà raccontare di quella luce sul nostro sentiero.

(L'immagine è tratta da: http://ivanodellarmi-viaggionellanima.yolasite.com/resources/Tanzania_notte_g.jpg)

sabato 22 gennaio 2011

Mentre passeggio

Mentre passeggio sotto un cielo che non m'appartiene, forzati sorrisi incutono paura. Gli sguardi esplorano il profondo. Se sei triste, semini gioia in questa città piatta.
Quando torno a casa, mi ricordo che provengo dai monti e finalmente sorrido da solo, pensando lontano.

sabato 6 febbraio 2010

La signora e il gatto

Una scala di sasso, con vasi di garofani ai lati, conduceva al portico del silenzioso borgo, dove viveva un'unica abitante. Il sole se ne stava andando per dare spazio al tramonto. Seduta su una sedia, la signora posava lo sguardo sull'orizzonte oltre il verde dei monti tutt'intorno, mentre gli ultimi raggi di luce penetravano felici sui suoi bianchi capelli.
Arrivò il gatto e si accovacciò sul suo grembo, aspettando carezze. Gli occhi della donna osservavano un punto lontano, cercando qualcosa. Il felino la fissò e comprese, stringendosi a lei; e insieme sognarono luoghi inafferrabili.
Dal cielo Monet chiese agli angeli il permesso di dipingerli e gli fu concesso.