Nella mia memoria, sono rimasti sogni e ricordi che vagano nel silenzioso deserto. Quando si spengono le ultime luci del tramonto, vado alla ricerca di un volto amato. Scruto l'orizzonte ormai buio, non vedo luci e piango. Sono solo, ho freddo e chiudo la finestra. Rannicchiato sulla poltrona con il mio adorato gatto, mi sto addormentando. Poi avverto una voce da lontano: "Buonanotte, Antonio". E confuso rispondo:"Buonanotte, Aisha". Il gatto cerca una carezza.
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lunedì 17 agosto 2026
domenica 23 dicembre 2012
Sogno di Natale
Si avvicina Natale. Chiudo gli occhi e, nel silenzio, ascolto il rumore e le voci di un tempo, quando la luna d'inverno entrava con garbo nelle ombre, lasciando intatto il bianco della neve. Immagino d'essere seduto su quel costone, dove durante l'infanzia giocavo da solo.
Vedo le case semi-diroccate del borgo: sembrano in attesa di fantasmi e di impossibili ritorni. Sulle mura, tra le fessure dei sassi, sono rimasti i colori del rimpianto e della mia malinconia. Sul portico, rivedo il ginepro addobbato con qualche mandarino e torroncini colorati, e ripenso al camino, in cui il grosso ciocco, posato dal mattino presto, bruciava lentamente. Rivedo anche il mio amato gatto, felice vicino al calore, spalancare gli occhi a ogni scoppiettio di scintille; sul tavolo, profumo di castagnaccio e mistocche ancora calde.
Ripenso al sentiero ripido che conduceva al sagrato della chiesa: lo percorrevamo lentamente per andare ad ascoltare la messa nella santa notte di Natale. Al ritorno, un freddo intenso ci accompagnava fino a casa. Poi ci coricavamo inseguiti da una magica visione e da rumori di mamma. E le stelle erano un po' più vicine.
(Le mistocche sono forme di pane fatte con farina di castagne)
Vedo le case semi-diroccate del borgo: sembrano in attesa di fantasmi e di impossibili ritorni. Sulle mura, tra le fessure dei sassi, sono rimasti i colori del rimpianto e della mia malinconia. Sul portico, rivedo il ginepro addobbato con qualche mandarino e torroncini colorati, e ripenso al camino, in cui il grosso ciocco, posato dal mattino presto, bruciava lentamente. Rivedo anche il mio amato gatto, felice vicino al calore, spalancare gli occhi a ogni scoppiettio di scintille; sul tavolo, profumo di castagnaccio e mistocche ancora calde.
Ripenso al sentiero ripido che conduceva al sagrato della chiesa: lo percorrevamo lentamente per andare ad ascoltare la messa nella santa notte di Natale. Al ritorno, un freddo intenso ci accompagnava fino a casa. Poi ci coricavamo inseguiti da una magica visione e da rumori di mamma. E le stelle erano un po' più vicine.
(Le mistocche sono forme di pane fatte con farina di castagne)
sabato 16 ottobre 2010
Nel lungo inverno
Nel lungo inverno, lo spesso manto della neve sarà macchiato da ombre lugubri e spettrali. Il vento gelido, che arriverà dal nord, ti porterà l'urlo soffocato di una voce disperata che pronuncia il tuo nome. Solo le fredde stelle e la luna ti faranno compagnia. Dalla chiesa vicina, ogni tanto sentirai quel cupo tocco di campana che accompagna chi sprofonda dove non vi è ritorno.In un lago lontano e sconosciuto, protetto da fitte pinete e rocce scoscese, a primavera il cigno nero non intonerà il canto d'amore: sta morendo di malinconia, perché il freddo è già arrivato e non ci rivedrà più.
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