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domenica 9 novembre 2025

Guarderemo l'orizzonte

 

Nella quiete, sotto l'ombra delle palme, Aisha mi diceva: "Antonio, non ti conoscevo, ma da sempre ti sognavo e sapevo che saresti venuto da lontano. E tu, ancora un ragazzo, confuso e timoroso marciavi nel deserto insieme a uomini privi di speranza. Non ti accorgi che eri giunto fin qui per cercarmi? Forse hai trovato in me lo sguardo di una madre nobile, da sempre lontana? Quando tornerai nel tuo verde appennino, non potremo seguirti e tu sai perché. Ma ogni giorno racconterò la nostra storia alla bambina, guarderemo l'orizzonte e sarai sempre con noi". 

domenica 26 dicembre 2021

Rose di macchia

 

Nell'incanto della selva e tra la dolcezza delle ombre, guardavo le rose di macchia, e tornavo a un'antica malinconia, e nell'aria il tuo profumo come una poesia d'amore. Dalle rose di macchia una voce mi diceva: "Hai dimenticato quella terra lontana? Non avevi ancora diciotto anni e forse, senza capire il perché, ti trovavi nel deserto. A volte qualcuno ti prendeva per mano, come una madre, e il vento vi seguiva e ascoltava".

Quando le rose di macchia perderanno i petali, torna nella selva. Ti aspetterà l'ombra di un angelo e sentirai la musica di Antonio Vivaldi, e in quel momento sarà dolce quell'antica malinconia. Il vento la rapirà e la porterà a chi ti teneva per mano. 

domenica 26 febbraio 2017

L'incontro

Vorrei  svegliarmi  un  mattino  tra  le  mie  perdute  montagne. Lassù, su  quei  sentieri  riposa  il  mio  ritorno. Fermarmi  sotto  l'ombra  di  quei  cipressi, incontrare  e  parlare  con  mia  madre, e  spegnere  quel  cero  da  sempre  acceso.

(Nell'immagine  il  dipinto La  madre, di  Silvestro  Lega)  )

lunedì 7 aprile 2014

Il cucciolo

La  tua  anima  vive  lassù, nei  nostri  boschi  celesti. Di  giorno, il  vento  ti  sussurra  parole  conosciute  e  i  lupi  ti  fanno  compagnia. Voglio  dirti  che, nei  nostri  boschi  celesti, c'è  una  tana, una  materna  tana  dove  un  cucciolo  di  lupo  aspetta  la  madre  che  gli  uomini  hanno  ucciso. Ascolta  il  mio  dolore, vai  a  trovarlo. E  racconta  di  me, tu  che  conosci  la  mia  storia  segreta.

domenica 19 febbraio 2012

Il cancello

La neve ha coperto di bianca malinconia il piccolo cimitero di montagna. Ombre di croci nere la macchiano. Non c'è cancello, non entrerò. Mia madre sta dormendo.

sabato 15 gennaio 2011

In deserti sconfinati

Ogni tanto ricordo quel bambino dai grandi occhi neri, sempre solo e con lo sguardo sognante. Un giorno, avvicinandomi, gli domandai con garbo se gradisse un giocattolo, ma rispose di no. Poi prese forte la mia mano e, in silenzio, mi condusse nel suo regno: la selva.
Gli ospiti di quei luoghi magici gli vennero incontro, cuccioli di lupo scondinzolanti lo accompagnarono alla tana, con grande gioia di mamma lupa. Compresi che era in ottima compagnia. Così me ne andai provando vergogna.

Molti anni dopo, parlando di quell'episodio con un amico, mi raccontò che quel bambino, divenuto uomo, marciava e combatteva senza sapere perché in deserti sconfinati. Di notte, quando il vento e la sabbia scuotevano la tenda sognava le edere aggrappate alle antiche querce e gli amici della boscaglia; poi un'ombra di donna, forse di una madre che l'ha sempre cercato senza mai trovarlo. E il volto di una fanciulla, vista una sola volta a una messa, con gli occhi tristi di chi non spera più.

lunedì 6 dicembre 2010

Racconto di Natale

Un lume a petrolio e la fiamma del camino donavano un po' di luce alla cucina di quella casa, dove una donna, con due grandi occhi colmi di sogni, stava preparando dolci con farina di castagne. Spesso, con ansia, guardava fuori dalla finestra: attendeva qualcuno.

Una signora di nobile aspetto, in compagnia d'un monaco avvolto da un lungo tabarro, percorreva un sentiero stretto, ricoperto da un manto di neve candida, per raggiungere la casa. All'arrivo, stranamente, trovò la porta spalancata. Dopo aver consegnato un fagotto a quella donna, uscì in fretta, muta com'era entrata.
Quando la donna aprì lentamente il fagotto, il suo sguardo diventò di madre. Mancava solo mezz'ora al Natale.

sabato 21 agosto 2010

Nessuno se ne accorse

A primavera raccoglieva fiori di bosco: la gente rideva.
Preparava mazzolini di fiori di lavanda: la gente rideva.
Portava fiori di bosco e mazzolini di lavanda a sua madre: la gente rideva.
Se ne andò in autunno in compagnia delle nebbie: nessuno se ne accorse.

domenica 16 maggio 2010

Da una finestra

Vidi un'ombra osservare quei glicini distesi come filari su nobili mura, mentre dal giardino, complice il silenzio, si udiva uno zampillo d'acqua. Si fermò alcuni istanti davanti al grande cancello, sapendo che non poteva entrare.
Da una finestra qualcuno, come me, seguiva quell'ombra. Poi chiuse lentamente l'imposta e mi accorsi che era un volto di madre sgomenta. Il silenzio si fece cupo.

venerdì 6 novembre 2009

Il cipresso

Non ferite quel cipresso:
lasciate che porti ombra
su quella tomba.
Non ferite quel cipresso:
il vento le racconta
storie lontane.
Non ferite quel cipresso:
mia madre le vuole
ascoltare.

(La foto è tratta da: http://cittadiariano.it/blog/aixes/2008/04/20/da-che-albero-sei-caduto/)

lunedì 19 ottobre 2009

Sul portico

Stavo sonnecchiando e mi pareva di udire una campana suonare lenta. Stavo sonnecchiando e vedevo, seduta sul portico, mia madre. Stavo sonnecchiando e il suono di quella campana era incessante.

(L'immagine è tratta da: http://www.escursionando.it/DESCRIZIONE%20ITINERARI%202007/Croce%20del%20cavallo.htm)