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domenica 19 maggio 2019

Il poeta

Lassù le case sono vuote, e sui tigli nidificano i cardellini. Il campanile da tempo non batte più le ore. Di notte, sul sagrato, passeggiano le ombre, e tace l'organo della chiesa dove sono cadute lacrime di Bach. È rimasto solo un vecchio con un gatto. Vive vicino al torrente, in una casupola con una sola finestra quasi sempre chiusa. Quando si spegne la luce del giorno, si ritira, e ascolta l'acqua del torrente che, mentre scorre, racconta. Quei pochi che lo conoscono lo chiamano il matto, e altri il poeta.

domenica 29 novembre 2015

Quella notte

Il  cielo  era  blu  intenso, e  le  stelle  lo  dipingevano  di  luce  divina: vicine  e  pensierose, ascoltavano  il  silenzio  del  deserto, dove  si  confondevano  gli  orizzonti. Quella  notte, come  sempre, camminavamo  con  passo  lento  e  continuo. Una  stella  mi  seguiva, e  una  voce  sussurrava  che  lassù, nella  lontana  radura, erano  sbocciati  i  nostri  fiori, e, tra  i  fitti  rami  verde  scuro  dell'intricata  boscaglia, era  nascosto  un  solco. La  stella  e  la  voce  si  spensero, e  in  quel  momento  sentii  i  rintocchi  delle  campane  del  mio  paese.
Al  mattino, a  un  mio  compagno  chiesi  se  avesse  udito  quel  suono. Mi  guardò  con  occhi  tristi  e  colmi  di  compassione, dicendomi  con  garbo: "Amico  mio, qua  non  ci  sono  campane, preparati  perché  fra  un  quarto  d'ora  dobbiamo  ripartire". Non  insistetti; eppure  era  vero.

domenica 8 novembre 2015

Solo ora

Il  mio  paese  è  un  paese  vuoto. Il  campanile  è  silenzioso  e  guarda  il  cielo  triste. La  chiesa  non  ha  più  il  tetto, e  sul  sagrato  non  ci  sono  bambini  che  giocano. Sono  rimasti  cumuli  di  sassi  e,  a  guardarli,  raccontano  il  passato. Una  scala  sbilenca  conduce  a  un  balcone  semi-diroccato, dove  una  sedia  spagliata  e  senza  schienale  sembra  attendere  qualcuno. Lì  seduta, mi  appare  una  figura  di  donna  dal  volto  materno, che  ascolta  con  attenzione  il  soffio  del  vento  che  scende  dai  monti. Quando  mi  vede  passare, sorride. Talvolta, di  notte, sogno  quel  sorriso: solo  ora  mi  accorgo  che  è  un  sorriso  di  pianto.

domenica 29 marzo 2015

Il campanile

Era  maggio. Quel  giorno, ti  accompagnavano  assieme  al  lungo  e  lento  tocco  di  una  campana, e  io  non  volevo  esserci. Fuggivo  lassù, sul  nostro  sentiero, mentre  i  fiori  solitari  e  senza  nome  guardavano  il  cielo  e  i  petali  erano  bagnati  di  lacrime.
Sui  nostri  boschi  celesti  il  sole  si  addormentava, sulle  creste  il  vento  riposava  e  la  campana  taceva. Raggiungevo  la  piccola  radura, il  nostro  regno. Stranamente  erano  cresciute  roselline  selvatiche, timide  e  fragili. Dalla  selva, la  luce  profonda  dei  tuoi  occhi  mi  fissava, e  il  dolce, felice  sorriso  mi  faceva  capire  che  eri  per  sempre  quassù.

domenica 10 novembre 2013

Il cipresso muto

L'usignolo  non  canta  più. Il  cielo  cupo  suscita  il  desiderio  di  meditare. I  rami  della  selva  sono  spogli, e  disperatamente  cercano  il  cielo. Gli  ospiti, protetti  dal  silenzio  della  neve, riposano  nelle  loro  tane. Mentre  cammino, qualche  sasso  scoperto  piange. Mi  fermo  accanto  a  un  cipresso  innevato, che  ascolta  insieme  a  me  parole  portate  dal  vento. Mi  allontano  e  un  campanile  batte  le  ore.

domenica 6 gennaio 2013

C'è un paese

È  un  paese  adagiato  su  un  monte, un  paese  dove  le  parole  e  i  messaggi  li  porta  il  vento. Il  cielo  nasce  e  muore  tra  i  rami  dei  fitti  boschi. Scendono  acque  tra  sassi  e  fragili  fiori, e  saltellando  ricordano  una  musica  lontana. 
Il  campanile  tace  da  tempo. A  ridosso  della  campana  grande  un  barbagianni  ha  preso  residenza. A  primavera, le  rondini  sfrecciano  veloci  sfiorando  i  finestroni  aperti. Di  notte  la  luna  ha  lo  sguardo  triste, e  da  una  stella  arriva  una  flebile  luce  alla  mia  malinconia. Di  giorno  il  cielo  ha  il  colore  della  speranza: conosce  chi  se  ne  è  andato  e  sorride  a  chi  ritorna.
Ho  difficoltà  a  camminare.

(http://www.meteomontagnavaltellina.it/montagna_in_valtellina.htm)

domenica 23 ottobre 2011

I tuoi sogni

Io conosco i tuoi sogni, ciò che vedi e tieni nascosto. Questa notte non dormivo, ero inquieto e la mia mente vagava lassù, in quel maniero solitario dove vivi da tempo.
Mi stavo addormentando, quando ho sentito la tua voce flebile e triste chiamarmi per nome. In modo confuso ho visto un alto campanile, dove una campana suonava dolente. D'improvviso, la mia camera si è riempita di odore d'incenso e di candele, e ho sentito una parola: amen. Allora ho capito che non c'eri più.

I tuoi sogni mi giungeranno dal cielo, e saranno meno tristi.

(L'immagine è tratta da: http://www.diocesicassanoalloionio.it/images/cattedrale_interno_large.jpg)

domenica 10 luglio 2011

Terra perduta

Un piccolo borgo: case di sasso, un prato. Fiori di campo nella maestà, e il quadro di una Madonna dagli occhi benevoli. Nel giorno, rumore di birocci trainati da animali stanchi e rassegnati. Bambini che correvano nell'aia, mentre i contadini lavoravano sotto il sole senza lamentarsi.

Di sera, seduti su tronchi di quercia, tutti cantavano. Poi arrivava la buona notte. Alle porte nessun catenaccio. Che ne sarà di quel bambino, seduto in un angolo del portico, sempre in compagnia d'un gattino bianco e nero? Le scure creste segnavano i confini di questo piccolo mondo, al di fuori del quale tutto era estraneo.

Io sono uno dei pochi a saper ricordare.

(L'immagine è tratta da: http://www.montagna.tv/cms/wp-content/gallery/osteria-della-tensa/Il%20borgo.jpg)

sabato 7 maggio 2011

Vorrei tornare

Vorrei tornare lassù quando ancora qualche chiazza di neve resiste all'arrivo della primavera. Vorrei tornare lassù per guardare le timide violette e le tremolanti primule gialle. Vorrei tornare lassù per vedere gli scriccioli beccare muschio e portarlo nelle siepi ancora prive di foglie.

Vorrei tornare lassù per sentire battere le ore dal campanile lontano. Vorrei tornare lassù, ma non potrei alzare lo sguardo: vedrei cipressi che contemplano il cielo e fanno da guardia a un freddo marmo.

(L'immagine è tratta da: http://i98.photobucket.com/albums/l272/vitalba/neve-viole.jpg)

sabato 18 dicembre 2010

Non tornare

Non tornare lassù: anche i ricordi sono fuggiti e il campanile non batte più le ore; i gatti sono diventati furastici, non accettano più carezze; i lupi sono andati lontano. Non tornare lassù: quella croce di legno non c'è più.

sabato 19 giugno 2010

Il grande silenzio

La luna mandava riflessi di luce alla buia vallata, e le stelle punteggiavano l'orizzonte chiuso dalle montagne. Il campanile batteva le ore, l'antica Pieve e il sagrato vuoto ascoltavano. Il grande silenzio parlava di ricordi tristi e lieti e di speranze di un tempo ormai lontano. Dall'alto scendeva un vento leggero che sfiorava garbatamente le cime dei fitti boschi, portando una melodia che conoscevo fin da bambino, mentre una voce sussurrava il mio nome.

giovedì 4 marzo 2010

Quel sagrato

Lassù dove sono nato, c'è un campanile che non batte più le ore ma guarda il cielo. La chiesa e il sagrato sono silenziosi, sembrano ormai luoghi senza ricordi.
Lontano nel mondo, nei giorni di festa, c'è chi pensa a quel sagrato, al tempo in cui era ancora pieno di gente.

(La foto è tratta da: http://www.tigulliovino.it/vinopigro/succede_anche_questo/)

sabato 5 dicembre 2009

Il sole d'inverno

Il sole gelido dell'inverno ti segue, illumina il tuo volto per trovare nuova luce. Il campanile batte le ore e interrompe i tuoi sogni. Continueranno domani.

(La foto è tratta da: http://andrettaweb.com/2009/06/)

domenica 23 agosto 2009

Il profumo di quel giardino

Una folata di vento mi porta il profumo di quel giardino. Dai cipressi rumori di nidiate, mentre il sole illumina le alture solitarie. Il campanile batte lentamente le ore, mi avverte che è tempo di ritornare. Una volta a casa avrò modo di ricordare.