Visualizzazione post con etichetta campana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta campana. Mostra tutti i post

domenica 22 agosto 2021

L'ultima foglia

 

In quel giorno di tardo autunno l'orizzonte era pallido. Tra un velo di nebbia, rintocchi di antiche ore da una campana. Dai rami denudati e neri cadeva stanca e lenta qualche foglia. Nella dolce tristezza dei boschi spenti, cercavo la tua ombra, e aspettavo le parole del vento. La nebbia s'infittiva, e sui sentieri ammorbidiva le dure pietre. Agli uccelli che volavano per tornare alle loro terre assolate ho chiesto di raccontarti la mia nostalgia, e il pianto di chi ricorda cose lontane. Da una grigia quercia cadeva l'ultima foglia color ruggine. 

domenica 26 aprile 2020

Scendeva la nebbia

Camminerai sola tra sentieri e boschi spogli, per ritrovare l'eco di una voce rimasta nelle foglie spente, inumidite dalla nebbia, e ti ricorderai di me. Guarderai il cielo e vedrai nubi stanche, e ti ricorderai di me. Ascolterai i racconti delle nebbie nascoste nei fossi, e ti ricorderai di me. Quando sentirai la campana che annuncia il tramonto, ti scorderai di me.
A Casa del Monte scendeva la nebbia.

domenica 20 gennaio 2019

L'oasi

Al mio paese, la ricorrenza del Santo patrono è una gran festa. Le campane suonano e l'eco percorre tutta la valle.

Quel giorno io partivo, e poi tornavo quando i rintocchi di una campana erano lenti. Cercavo una scatola di latta dove avevo nascosto essenze di sogni azzurri, ma trovavo la porta di casa chiusa.

Quel giorno lasciavo per sempre il mio paese e il suono lento della campana. Sulla scatola di latta era incisa l'immagine di un'oasi.

domenica 7 ottobre 2018

Quando il cielo

So che ti cercavo invano su quei sentieri remoti, dov'è rimasta l'eco di una campana, e nella penombra la luce della tua immagine.
Pietre, muschi e alberi mi aspettavano, e anche le foglie, mentre cadevano, ti cercavano. Improvvise e cupe nuvole macchiavano l'azzurro del cielo, e scendeva qualche lacrima. Quando il cielo sarà sgombro, tornerò lassù, con la speranza di ascoltare il mormorio dell'eternità.

domenica 29 marzo 2015

Il campanile

Era  maggio. Quel  giorno, ti  accompagnavano  assieme  al  lungo  e  lento  tocco  di  una  campana, e  io  non  volevo  esserci. Fuggivo  lassù, sul  nostro  sentiero, mentre  i  fiori  solitari  e  senza  nome  guardavano  il  cielo  e  i  petali  erano  bagnati  di  lacrime.
Sui  nostri  boschi  celesti  il  sole  si  addormentava, sulle  creste  il  vento  riposava  e  la  campana  taceva. Raggiungevo  la  piccola  radura, il  nostro  regno. Stranamente  erano  cresciute  roselline  selvatiche, timide  e  fragili. Dalla  selva, la  luce  profonda  dei  tuoi  occhi  mi  fissava, e  il  dolce, felice  sorriso  mi  faceva  capire  che  eri  per  sempre  quassù.

domenica 23 ottobre 2011

I tuoi sogni

Io conosco i tuoi sogni, ciò che vedi e tieni nascosto. Questa notte non dormivo, ero inquieto e la mia mente vagava lassù, in quel maniero solitario dove vivi da tempo.
Mi stavo addormentando, quando ho sentito la tua voce flebile e triste chiamarmi per nome. In modo confuso ho visto un alto campanile, dove una campana suonava dolente. D'improvviso, la mia camera si è riempita di odore d'incenso e di candele, e ho sentito una parola: amen. Allora ho capito che non c'eri più.

I tuoi sogni mi giungeranno dal cielo, e saranno meno tristi.

(L'immagine è tratta da: http://www.diocesicassanoalloionio.it/images/cattedrale_interno_large.jpg)

sabato 27 agosto 2011

I monti e la luna

I monti sono muti nella calura estiva. Il tocco d'una campana scuote il silenzio. Dai boschi, di tanto in tanto, il canto del cuculo.

Di sera, gli alberi allargheranno le braccia verso la terra. Questa notte la luna manderà per noi la luce più bella su quel sentiero oscuro: è la stagione che il vento tace, e non ti potrà raccontare di quella luce sul nostro sentiero.

(L'immagine è tratta da: http://ivanodellarmi-viaggionellanima.yolasite.com/resources/Tanzania_notte_g.jpg)

mercoledì 27 gennaio 2010

Casa del Monte

Il suono della campana ritmava i tempi di lavoro di quel casolare abbarbicato su un costone e chiamato Casa del Monte. Lì castagneti e boschi la fanno ancora da padroni, nonostante l'inesorabile trascorrere del tempo. Quasi tutti se ne andarono, compreso io.
Anni fa incontrai lassù i miei fraterni amici Mario e Giuseppe. A loro chiesi notizie di altre persone, ma seppero dirmi ben poco. Intanto, mentre eravamo insieme, dal paese il campanile scandiva le ore: i rintocchi sembravano tristi e ci ricordavano coloro che riposavano altrove.

Ora ho la certezza che il mio cuore è rimasto e rimane sempre a Casa del Monte, insieme al cuore di tutti quelli che se ne andarono per non tornare.

(La foto è tratta da: http://www.preboggion.it/Appennino_Ligure.htm)

lunedì 19 ottobre 2009

Sul portico

Stavo sonnecchiando e mi pareva di udire una campana suonare lenta. Stavo sonnecchiando e vedevo, seduta sul portico, mia madre. Stavo sonnecchiando e il suono di quella campana era incessante.

(L'immagine è tratta da: http://www.escursionando.it/DESCRIZIONE%20ITINERARI%202007/Croce%20del%20cavallo.htm)

mercoledì 14 ottobre 2009

Il torrente e i ricordi

Il sole del primo mattino penetra adagio nel torrentello che scende da lassù, e si specchia in quelle acque pure. A tratti l'intricata boscaglia lo nasconde. Da lontano arriva il suono di una campana, e mi ricorda che c'è un paese e una casa che da tempo aspetta.

(La foto è tratta da: http://comuni.quintetto.it)