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domenica 9 agosto 2020

Il tango

Questa è una storia vera, di altri tempi, e raccontata oggi fa sorridere. Erano gli anni Cinquanta del secolo scorso. In un borgo solitario dell'appennino tosco-emiliano, un vecchio era tornato dall'Argentina. Certamente non aveva trovato fortuna. Parlava ancora il dialetto con qualche difficoltà, e lo chiamavano l'Argentino. Sistemò in qualche modo la vecchia casa, ormai in condizioni disastrose. Sradicò ortiche, erbacce e sterpaglie da un fazzoletto di terra, dove fece un orto. Aggiustò una vecchia panca e una sedia, e le portò sul portico. Sulla sedia mise un grammofono, e, prima del tramonto, era solito sedere con il gatto sulle ginocchia, mentre ascoltava un tango. Io ero un bambino, e sia lui che il gatto si affezionarono a me. Il vecchio ascoltava e rispondeva alle mie domande, con pazienza e interesse.

Quell'uomo era arrivato in silenzio e in silenzio se ne andò in un giorno d'estate, quando il sole è duro a morire. Al tramonto, arrivò il curato del paese per recitare il rosario. Io ero sul portico con il gatto, che non mi abbandonava. Qualcuno chiese al curato se fosse possibile ascoltare un tango, o se fosse peccato; il prete rispose che era possibile e si fermò ad ascoltare. 

A me rimase il gatto e il ricordo di quel tango.

domenica 3 aprile 2016

Le azzurre vie

Vivevi  lassù, dove  il  cielo  è  vicino, e  infinito  il  silenzio. Vivevi  lassù, dove  i  temporali  passano  veloci e  rimane  l'arcobaleno. Vivevi  lassù, dove  le  acque  scendono  melodiose  assieme  ad  echi  lontani.
Un  giorno, si  aprirono  le  azzurre  vie  del  cielo: scesero  gli  angeli  e  ti  portarono  via  per  sempre.
Sul  portico  diroccato, le  rose  selvatiche  continuano  ad  arrampicarsi, ma  di  notte  restano  mute.

Ora  io  vivo  in  una  città  di  pianura,  dove  le  foschie  perenni  macchiano  il  cielo.

domenica 24 agosto 2014

L'alba cancellava l'orizzonte

Ero  seduto  sul  portico  in  una  notte  d'estate, e  le  stelle  posavano  lo  sguardo  silenzioso  sulle  montagne. Una  stella  si  avvicinò fissandomi: chiusi  gli  occhi  e  ricordai  uomini  che, di  notte, camminavano  lenti  e  con  passo  sicuro  nello  sterminato  deserto, ombre  che  piangevano  dentro  alla  ricerca  di  una  luce  ignota. Ma  le  stelle, nella  solitudine, conoscevano  i  loro  sogni. Buone  e  generose  si  avvicinavano, quasi  si  lasciavano  toccare, e  raccontavano  a  ognuno  di  loro  storie  e  leggende  gradite.
L'alba  cancellava  l'orizzonte, e  arrivavano  i  rumori  della  morte.

sabato 6 febbraio 2010

La signora e il gatto

Una scala di sasso, con vasi di garofani ai lati, conduceva al portico del silenzioso borgo, dove viveva un'unica abitante. Il sole se ne stava andando per dare spazio al tramonto. Seduta su una sedia, la signora posava lo sguardo sull'orizzonte oltre il verde dei monti tutt'intorno, mentre gli ultimi raggi di luce penetravano felici sui suoi bianchi capelli.
Arrivò il gatto e si accovacciò sul suo grembo, aspettando carezze. Gli occhi della donna osservavano un punto lontano, cercando qualcosa. Il felino la fissò e comprese, stringendosi a lei; e insieme sognarono luoghi inafferrabili.
Dal cielo Monet chiese agli angeli il permesso di dipingerli e gli fu concesso.

lunedì 19 ottobre 2009

Sul portico

Stavo sonnecchiando e mi pareva di udire una campana suonare lenta. Stavo sonnecchiando e vedevo, seduta sul portico, mia madre. Stavo sonnecchiando e il suono di quella campana era incessante.

(L'immagine è tratta da: http://www.escursionando.it/DESCRIZIONE%20ITINERARI%202007/Croce%20del%20cavallo.htm)