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domenica 9 agosto 2026

È Ferragosto

È Ferragosto. Nel parco della città camminano soltanto silenzi, e il sole è alto. Le panchine, mentre attendono, ascoltando la melodia triste di una fontana. Sotto l'ombra di una pianta centenaria, nell'erba verde dorme un mendicante venuto da lontano. Vorrei svegliarlo e chiedere cosa sta sognando. Le farfalle, indifferenti, continuano ad assaggiare il dolce nettare dei fiori, vicini all'ombra del mendicante venuto da lontano. Un cane abbandonato dal padrone gironzola nel parco disperato. 

domenica 26 luglio 2026

Ero tornato


 Ero tornato da lontano nel mio piccolo borgo senza più voci. La fontana e la vecchia quercia si ricordavano di me, e tra le ombre il cipresso taceva. Nella piccola Maestà, il volto dolce e malinconico di una Madonna mi sorrideva, e udivo le parole di Aisha: "Antonio, quando ritornerai nel tuo verde appennino, pensami, ma ti prego di non piangere". 

"Aisha, perdonami se oggi ho pianto". 

domenica 18 febbraio 2024

Le parole del silenzio

Lassù c'è un pezzo di cielo che mi aspetta, una fontana che piange e un cipresso che ascolta le parole del silenzio. 

I vecchi castagni raccontano al vento la mia infanzia e non dimenticano il pianto di una nobile signora. Un anello di nebbia avvolge i sentieri a cui regalo la pace della mia malinconia, e tornano i ricordi di un mondo lontano, dove riposano le stelle, e di un nome: Aisha. 

domenica 10 dicembre 2023

Buon Natale

Nel borgo montano, che fu il regno della mia infanzia solitaria, da tempo non ci sono più voci. I sentieri che portano lassù sono in rovina. Arbusti e tronchi caduti hanno ostruito il cammino. Nella piccola Maestà, il sorriso triste di una Madonna. Foglie dal colore del pianto, portate dal vento, le fanno compagnia. 

Ma, nella notte di Natale, dal cielo scende un angelo celeste e le porta un fiore, e il sorriso si accende di luce divina. Gli ospiti delle tane le regalano una culla di verde muschio, e di erbe secche profumate. San Francesco porterà il bambino. Dalla fontana, che da sempre piange, si ode una dolce melodia. Buon Natale al mio indimenticato borgo montano senza voce. Buon Natale ai miei pazienti lettori e a chi soffre. 

domenica 10 aprile 2022

Vicino alla tua casa vuota

 

Passavo vicino alla tua casa vuota, ombreggiata da un'antica quercia, dove si perde il sentiero. Nel silenzio, il suono di una foglia caduta nella fontana mi raccontava sogni spenti. Di sera  i fiori, prima di addormentarsi, raccontano alle pietre la nostra storia. 

Quando veli di nebbia sfiorano il tramonto, scende una melodia infinita. Ascolta gli echi di ore antiche, e li porta lontano. Tra le linee dell'orizzonte vedo la tua immagine confusa. Nel pensiero mi appartieni, e quando sogni mi cerchi. Di notte, una falena riposa nella finestra della mia camera, e all'alba scompare. 

domenica 10 ottobre 2021

Le ombre del passato

 

In quel borgo montano, dove da bambino giocavo col mio adorato gatto, non c'è più nessuno. Ma di notte cantano ancora gli usignoli, e le stelle si avvicinano per ascoltare. Nei boschi si nascondono gli dèi, e a volte scendono gli angeli a far loro compagnia. Vicino alla Maestà sono cresciuti due gigli bianchi, e alcune roselline si aggrappano alle mura cadenti. Nel silenzio si sente il profumo di Dio, e il volto triste della Madonna trattiene il pianto. Nella fontana si specchia la luna, che cerca le ombre del passato. 

Una sorgente nascosta mi sussurra la storia lontana di una bambina smarrita in un deserto, quando il cielo era una cupola di stelle. Cerco di farla tacere fino a quando si spegnerà il tramonto. Ora mi chiedo: perché da vecchio sono tornato lassù, per un giorno, dove qualcuno mi portò da bambino?

domenica 19 settembre 2021

Il balcone del cielo

 

Quella notte tu e la bambina eravate accanto a me, nel deserto. Improvvisa si scatenò una tempesta di sabbia. Gli angeli, preoccupati, scesero e vi portarono in cielo. Da allora sono tornato in quel borgo baciato da placide montagne, dove da bambino mi accolsero e mi cullarono senza chiedere nulla. 

Nel borgo è rimasta la voce della fontana, che a sera attende la luce della luna e i racconti delle stelle. E io cammino solo e cerco i colori del ricordo. C'è una radura, nascosta nella faggeta, e sopra un pezzo di cielo tutto mio, e nell'azzurro vi cerco. Cosa vi posso raccontare se non vi affacciate al balcone del cielo?

domenica 28 marzo 2021

Calava la nebbia

 

In quel lontano giorno di metà novembre, calava la nebbia nel borgo e sui pendii di Casa del Monte; un bambino cercava la tua mano, ma non la trovava. Ora quella casa è un cumulo di pietre, che aspetta le nebbie di novembre per ricordare. 

In un lontano maniero, all'ombra di un cipresso, a metà novembre, piange una fontana. 

domenica 23 agosto 2020

Solo il vento

 

Quel giorno la fontana taceva, e il cielo era azzurro. Gli alberi tristi temevano il vento, e il cielo sempre azzurro. Nelle siepi si stavano spegnendo le melodie degli uccelli, e il cielo era ancora azzurro. L'eco di una misteriosa campana feriva il grande silenzio che regnava a Casa del Monte, e nel cielo azzurro vagava una nube. Una donna, con una lunga gonna e un velo nero in testa, posava fiori di bosco nella Maestà, davanti al quadro della Madonna. Mentre partivo, il gatto mi guardava sgomento. 
Tu sai che solo il vento del deserto conosce la nostra storia, e la malattia di quel ricordo. Ho detto al vento di portarti la mia ombra. Questa volta non posso mandarti i miei versi: hanno i colori della malinconia infinita, e le luci delle nebbie dei lunghi autunni.

domenica 24 maggio 2020

La fontana d'autunno

C'è una fontana lassù: di giorno ricorda e di notte piange. Il vento d'autunno trascina qua e là le foglie morenti e disperate, e la fontana ascolta. Quando la sera piange, la fontana ricorda. A volte passano nuvole basse, portando echi di una storia lontana, e la fontana ascolta. Solo il vento del deserto conosce quella storia, e la racconta alla fontana.
La fontana ascolta e lentamente si spegne.

domenica 15 marzo 2020

Tramonto

Silente, camminavo su sentieri antichi, su cui era rimasta la melodia dei tuoi passi, e ascoltavo i racconti del cielo. Al tramonto sarò lassù, dove da bambino mi hanno accolto come un figlio, e guarderò attentamente le ultime luci che abbandonano le montagne. Nel buio della notte, a Casa del Monte, un'ombra mi cerca, e la fontana tace.

(La foto è tratta da: https://www.tripadvisor.it/LocationPhotoDirectLink-g194919-d1749026-i72210390-Hotel_Principi_di_Piemonte-Sestriere_Province_of_Turin_Piedmont.html)

domenica 9 febbraio 2020

Il vento

Dove inizia il sentiero tortuoso che sale tra quelle coste, c'è una maestà e, sul suo tetto, una croce di ferro che cerca l'azzurro del cielo. Prima di salire, osservo il volto della Madonna. Sussurro una preghiera, e lo sguardo della Vergine sembra dirmi: continua il cammino.
Rassicurato, vado lassù per ritrovare la luce di quegli occhi che il vento ha portato da un silenzioso deserto, per farmi rivivere quel sogno di tanto tempo fa. Ora quella luce illumina una sorgente, che scorre tra erbe profumate e gigli montani. Vento, non tornare a riprendere quella luce. Rimani là, in quel muto deserto. Ti prego, lasciami quel ricordo.
A Casa del Monte, in una fontana, sono cadute lacrime di un angelo.

domenica 22 dicembre 2019

Quel giorno

Volevo vedere le ceneri dei ricordi. Quel giorno, i sentieri e le ombre riposavano sotto un velo di nebbia, e la montagna taceva. Nel borgo il vento portava echi di voci lontane, ma non c'era più nessuno ad ascoltare. Dagli alberi si staccavano stanche foglie giallastre e rossicce. In quel silenzio, nessuno avrebbe disturbato la mia malinconia. Ascoltavo quella sorgente che, mentre scorreva, raccontava una storia di sogni smarriti in un deserto, e che il vento non riusciva a raccogliere. Il cumulo di pietre della casa aveva sfumature celesti e di memorie ormai spente. Tra le pietre, il resto di una porta mai aperta, e una targa con un nome che le intemperie stavano cancellando, o forse ferendo. La presi e la nascosi in un fosso.
A Casa del Monte, nella fontana, è rimasta l'ombra di un bambino.

domenica 31 marzo 2019

Un mondo sospeso

Lassù c'è un piccolo mondo sospeso tra cielo e terra. Vive d'aria, di sole, di venti, di silenzi, e i temporali vi passano stanchi. Custodisce ricordi, storie e leggende che agli uomini non importano più, ma che il cielo vuole ascoltare. C'è una fontana che lo sa, e non ha mai dimenticato. Da tempo dialoga con l'infinito, e chiede che questo lembo di mondo sospeso venga rapito dal cielo.

domenica 5 agosto 2018

Il gatto

Ricordo che era autunno lassù, in quel borgo abbandonato. Immaginavo una donna, con una lunga gonna logora, che insieme a un bambino andava a una fontana, dove scorreva acqua azzurra.
Nella pallida luce autunnale, tutto sembrava vero: volevo chiedere di loro, ma non c'era nessuno.
L'acqua della fontana era sempre azzurra. Guardavo un gatto seduto su un sasso tappezzato di muschio. Se ne accorgeva e girava la testa verso il silenzio del sentiero.

martedì 17 dicembre 2013

La poesia del silenzio

Era  primavera, un  giorno  di  primavera,  quando  scendevi  da  quella  casa  sotto  l'ombra  del  monte, e  il  sole  ti  sorrideva. Dimenticavi  di  salutare  gli  alberi, di  guardare  il  profilo  dei  monti, e  non  ascoltavi  il  canto  dalle  siepi  e  la  melodia  delle  sorgenti. I  sassi, i  nostri  sassi, capivano  che  i  tuoi  passi  erano  senza  ritorno. Gli  amici  delle  tane  ti  osservavano  pensosi  e  silenziosi.

Quando  arriverà  la  notte, nella  casa  sotto  l'ombra  del  monte,  dal  cielo  scenderanno  gli  angeli  e  ricorderanno  agli  ospiti  dei  boschi  il  tuo  sorriso  e  lo  sguardo  dei  tuoi  occhi  lontani. Ora  la  luce  della  luna, nella  casa  sotto  l'ombra  del  monte, dove  il  tetto  è  crollato, penetra  senza  ostacoli. La  fontana, nel  cortile  fatiscente, tace. Il  vento  entra, ascolta  memorie, leggende  e  nostalgie  lontane, e  le  accompagna  oltre  le  cime  di  quei  monti. Raccontano  che  nelle  notti  buie  e  nebbiose  un  fantasma  entra  in  quella  casa  sotto  l'ombra  del  monte, alla  ricerca  della  poesia  del  silenzio.

(L'immagine  è  tratta  da: http://ilibrisonoviaggi.blogspot.it/2011/02/con-ungaretti-in-una-domenica-di-nebbia.htm)

sabato 12 novembre 2011

Le rose

Nella notte
rumore di passi perduti,
e il continuo pianto
di una fontana.
La finestra è aperta:
possono entrare i ricordi.
Il sole del primo mattino
aprirà le rose
e insieme
guarderemo il cielo.

(La foto è tratta da http://www.cralmunicipioromax.it/images/news/1304766486.jpg)