A volte, nella vecchiaia, ritornano visioni della mia infanzia solitaria. Giocavo tra il verde dei boschi e respiravo aria di cielo, e ogni tanto inciampavo nelle pietre rivestite di verde muschio. Agli alberi e alle ombre dei fiori affidavo i miei sogni, e dal tremolio delle foglie strani echi. Scendevo nei fossi per ascoltare il silenzio delle foglie spente, e dai rami ricurvi scendeva una preghiera.
Visualizzazione post con etichetta pietre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pietre. Mostra tutti i post
domenica 4 maggio 2025
domenica 29 dicembre 2024
Il fantasma
Da vecchio, ero tornato nei boschi di Casa del Monte, dove camminavo e giocavo da bambino. Intorno a me, la luce azzurra di una dolce malinconia, e, tra il verde fogliame dei vecchi castagni, filtravano raggi di sole per festeggiare il mio ritorno.
M'inoltravo tra sentieri tranquilli e solitari, che si perdevano fra le ombre, rifugio degli dèi cacciati dall'uomo. In un metato diroccato, sulle nere pietre erano rimasti gli odori di un tempo e visioni mai sopite.
Il tramonto si stava spegnendo e, mentre pensavo a una storia lontana, mi appariva il fantasma di una nobile signora, che come un lamento diceva: "Antonio, vattene, non mi cercare".
domenica 22 novembre 2020
Sotto un cielo
Da vecchio, con passi lenti e faticosi, sono salito fin lassù, a Casa del Monte, dove vissi da bambino. Dopo tanto tempo, volevo ascoltare le porte del silenzio. Trovavo solo lo sguardo duro e muto delle pietre, che conservano segreti, misteri e ricordi. Tra gli sterpeti, un fiore solitario sotto un cielo pensieroso, e lo sguardo curioso di un gatto.
domenica 22 dicembre 2019
Quel giorno
Volevo vedere le ceneri dei ricordi. Quel giorno, i sentieri e le ombre riposavano sotto un velo di nebbia, e la montagna taceva. Nel borgo il vento portava echi di voci lontane, ma non c'era più nessuno ad ascoltare. Dagli alberi si staccavano stanche foglie giallastre e rossicce. In quel silenzio, nessuno avrebbe disturbato la mia malinconia. Ascoltavo quella sorgente che, mentre scorreva, raccontava una storia di sogni smarriti in un deserto, e che il vento non riusciva a raccogliere. Il cumulo di pietre della casa aveva sfumature celesti e di memorie ormai spente. Tra le pietre, il resto di una porta mai aperta, e una targa con un nome che le intemperie stavano cancellando, o forse ferendo. La presi e la nascosi in un fosso.
A Casa del Monte, nella fontana, è rimasta l'ombra di un bambino.
A Casa del Monte, nella fontana, è rimasta l'ombra di un bambino.
domenica 23 settembre 2018
Lente foglie ingiallite
Lassù, sul monte, riposa lo splendore del divino autunno. Cammino tra le pietre ricoperte di muschio, ed echeggiano antichi passi. Volano lente foglie ingiallite, e chiedo al vento di non portare via quel ricordo.
Sulla radura spoglia, la sagoma di un nido disfatto.
Sulla radura spoglia, la sagoma di un nido disfatto.
domenica 12 novembre 2017
Su quei sassi
Su quei sentieri in rovina parlano le pietre, e le ombre cercano il sole. Quando si spegne il vento, si odono echi lontani. Nel buio della notte riposa il silenzio. È un silenzio pensante e su quei sassi siede Dio, che ascolta.
Prima che sorga il sole torna in cielo, e l'accompagna un notturno di Chopin.
Prima che sorga il sole torna in cielo, e l'accompagna un notturno di Chopin.
domenica 10 settembre 2017
Requiem per l'Europa
Il Danubio non è più blu e non scorre a tempo di valzer. Le valchirie sono esiliate nel Valhalla e il Reno piange. Le guglie delle cattedrali gotiche di Francia guardano in alto disperate, quando strani echi solcano il cielo.
Orde di turisti muniti di smartphone, bottiglie di plastica e droga pronta all'uso calpestano le pietre del Colosseo, ultima, insuperabile testimonianza di una civiltà ineguagliabile. L'Europa è agonizzante. Perché non sostituire l'Inno alla gioia di Beethoven con il Requiem di Mozart?
Orde di turisti muniti di smartphone, bottiglie di plastica e droga pronta all'uso calpestano le pietre del Colosseo, ultima, insuperabile testimonianza di una civiltà ineguagliabile. L'Europa è agonizzante. Perché non sostituire l'Inno alla gioia di Beethoven con il Requiem di Mozart?
domenica 4 dicembre 2016
Tra quelle pietre
Il sole d'estate riposava su quelle mura cadenti, e ascoltava le voci dei silenzi nascosti fra le ombre. Qua e là, qualche fiore solitario ed erbe incolte. Da lontano, lo sguardo misterioso di un gatto mi fissava. In quel momento, la memoria generava sofferenza e sogno. Una zona d'ombra, tra quelle pietre, attirava la mia attenzione.
Mentre andavo verso l'angolo più buio, un volto luminoso, scolpito come nelle cattedrali, mi guardava. Capivo che non avrei mai più potuto tenerti per mano.
Mentre andavo verso l'angolo più buio, un volto luminoso, scolpito come nelle cattedrali, mi guardava. Capivo che non avrei mai più potuto tenerti per mano.
domenica 20 novembre 2016
I sassi
Il sole d'estate riposava su quelle mura di sassi cadenti, e ascoltava le voci dei silenzi nascosti tra le ombre. Profumo di erbe incolte e, qua e là, qualche fiore solitario. Seminascosto, lo sguardo misterioso di un gatto mi fissava. La memoria generava sofferenza e sogno. Una zona d'ombra attirava tra quelle pietre la mia attenzione. Nell'angolo più buio, il tuo volto scolpito come nelle facciate delle cattedrali. Capivo che non avrei mai potuto tenerti per mano.
(L'immagine è tratta da: https://geograficamente.wordpress.com/2015/07/26/paesi-dimenticati-quale-destino-proposte-di-ritorno-alla-vita-dei-luoghi-abbandonati-con-aree-metropolitane-in-ogni-territorio-con-la-concessione-gratuita-di-edifici-a-immigrati-ritorn/)
(L'immagine è tratta da: https://geograficamente.wordpress.com/2015/07/26/paesi-dimenticati-quale-destino-proposte-di-ritorno-alla-vita-dei-luoghi-abbandonati-con-aree-metropolitane-in-ogni-territorio-con-la-concessione-gratuita-di-edifici-a-immigrati-ritorn/)
sabato 12 novembre 2011
Felici i venti
Iscriviti a:
Post (Atom)









