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domenica 7 agosto 2022

Tra l'azzurro

 

Lassù, nei miei amati boschi, dove da bambino giocavo da solo, c'è un luogo nascosto. Ha i colori di un mistico silenzio e le ombre della malinconia. Fu dimora di un santo eremita. Adesso è il mio eremo, dove vado a ricordare parole e sogni rimasti sotto le stelle di un deserto. A volte, sembra di udire la voce di una bambina lontana, che pronuncia il mio nome. Vorrei rispondere ma l'eco tace. 

Tornerò lassù in autunno, la mia stagione preferita. Ascolterò i tuoni montani e guarderò la sofferenza delle foglie senza respiro sotto pallidi cieli. Acque chiare si disperdono tra erbe avvizzite e stanche, baciate qua e là da qualche fiore addormentato. Le piante spoglie, velate dalla foschia, assomigliano a crocifissi abbandonati dal cielo. 

Dall'alto scendeva una lenta nebbia azzurra e un tiepido vento portava l'Adagio di Albinoni. E, nell'azzurro, gli occhi di Aisha mi cercavano. 

domenica 20 novembre 2016

I sassi

Il  sole  d'estate  riposava  su  quelle  mura  di  sassi  cadenti, e  ascoltava  le  voci  dei  silenzi  nascosti  tra  le  ombre. Profumo  di  erbe  incolte e, qua  e  là, qualche  fiore  solitario. Seminascosto, lo sguardo  misterioso  di  un  gatto  mi  fissava. La  memoria  generava  sofferenza  e  sogno. Una  zona  d'ombra  attirava  tra  quelle  pietre  la  mia  attenzione. Nell'angolo  più  buio, il  tuo  volto  scolpito  come  nelle  facciate  delle  cattedrali. Capivo  che  non  avrei  mai  potuto  tenerti  per  mano.



(L'immagine  è  tratta  da: https://geograficamente.wordpress.com/2015/07/26/paesi-dimenticati-quale-destino-proposte-di-ritorno-alla-vita-dei-luoghi-abbandonati-con-aree-metropolitane-in-ogni-territorio-con-la-concessione-gratuita-di-edifici-a-immigrati-ritorn/)

sabato 2 luglio 2011

La luna e la collina

Molte volte siamo saliti su quella collina. Il vento ci accarezzava il viso, e si trastullava con i tuoi capelli, e al ritorno giocavamo come bambini: ci lasciavamo scivolare tra verdi erbe tenendoci per mano, e il cielo sorrideva. Questa notte ho aperto la finestra, e con la testa bianca ho contemplato la collina. La luna è piena e chiara, conosce i nostri segreti. Quando le ho chiesto: "Dove sei?", non mi ha risposto. Ma, dai suoi occhi spalancati, ho visto torrenti di pianto.

(L'immagine è tratta da: http://www.meteopassione.com/forum/files/posted_images/user_409_f1.jpg)

domenica 16 gennaio 2011

C'è un'acqua

C'è un'acqua
che scende lenta
lasciandosi accarezzare
e profumare
da erbe perenni.
Da tempo
aspetta
chi si dissetava
mentre cieli azzurri
osservavano compiaciuti.
Scorri serena,
non essere triste:
da questa
disperata città
non oso pensarti.

(La foto è tratta da: http://www.cascinaboschi.com/data2/images/ruscello_bosco.jpg)


domenica 14 marzo 2010

Notturno

Il suono della campana era un arrivederci; gli alberi, le siepi e le erbe attendevano il crepuscolo per riposare. Quando scendeva la notte conoscevo il riposo dei fiori e dei sassi e le preghiere delle piante che guardavano il cielo. La dolce tristezza me la insegnarono abeti, muschi ed edere. E nel silenzio profondo della notte, dal cielo mi arrivava un'eco di una voce lontana.

(La foto è tratta da: http://www.comune.monghidoro.bo.it/immagini/paesaggio.htm)

sabato 16 gennaio 2010

Ai castagneti

Con i bambini attraversavano sentieri stretti per arrivare ai castagneti. Con una lunga pertica munita di uncino, depositata sul luogo, staccavano i rami secchi dei castagni calmi e generosi; preparate la fascine, tornavano a casa: servivano a scaldare l'unico forno del piccolo borgo.
A metà cammino riposavano dissetandosi a una sorgente nascosta da fitte erbe, vicino a una Maestà. Come sempre, il vaso di coccio veniva riempito d'acqua e di fiori di bosco freschi, e il volto di quel solitario quadro di Madonna sembrava gradirlo. La mattina successiva avrebbero acceso il forno e cotto pagnotte a turno, per risparmiare legna, e fino a sera si sarebbe sentito profumo di pane.

Ora quel forno è quasi crollato e il borgo è da tempo abbandonato. Tutta la zona si è inselvatichita. Un caro amico ogni tanto raggiunge la Maestà, e mi assicura che dai castagneti si sentono voci di mamme. E la più chiara è la voce di un bambino che cerca sua madre.

(La foto è tratta da: http://www.comune.marradi.fi.it/foto.htm, ed è di Franco Billi)

sabato 2 gennaio 2010

A primavera

Ci sono timide primule gialle protette da erbe e siepi disadorne, avvolte dalla brina: presto arriverà primavera. C'è una fontana ricavata da un tronco di vecchia quercia, con acqua semi-gelata: presto sarà primavera. Ci sono scriccioli che cercano bacche rosse: presto arriverà primavera.
Un timido sole entra da una finestra aperta, qualcuno si affaccia e guarda lontano: partirà a primavera.

domenica 14 giugno 2009

Terra sognata

Sotto la cresta di quel monte, c'è una terra che appartiene a gente lontana. Scheletri di case e acque profumate da rive erbose attendono. Di notte gli usignoli continuano a cantare, sperando di essere uditi. Il vento passa veloce, portando in luoghi remoti echi e nostalgie di un tempo perduto. C'è chi si sveglierà nella grande città sperando che la notte rinnovi il sogno.

(La foto è tratta da qui)

venerdì 28 marzo 2008

Liquore di genziana

Occorrono: 500 grammi di radici di genziana spezzettate, 150 cc di alcol a 95°, 1 litro di vino bianco secco, la scorza di un limone, 500 grammi di zucchero.
Mettete il tutto in infusione per quindici giorni, ricordandovi di agitare ogni giorno. Poi filtrare e fare stagionare per almeno un mese. Ottimo digestivo e regolatore del fegato.