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domenica 12 gennaio 2020

Le parole del vento

A Casa del Monte, tra le macerie di quella dimora, era caduta la vecchia quercia. Aveva disperso sulle pietre nidi disfatti, e qua e là tracce di muschio. Camminavo in boschi ormai spogli, e, danzando, qualche foglia dorata si posava sulla mia spalla.Nei fossi, ombre bianche di brina e di foglie secche strapazzate dagli uccelli. Da una radura, mi sembrava di udire un lamento o forse un pianto. Niente di tutto questo. Era la voce del vento. Mi raccontava quella storia lontana, e mi diceva di non dimenticare quel sogno sepolto in una silenziosa duna. Al ritorno, scendeva la nebbia e si posava sonnecchiando sugli alberi spenti.
Nel mistico silenzio autunnale, tra la nebbia sempre più fitta, l'eco di un tragico flamenco.

domenica 29 gennaio 2017

Da tempo

Nelle  gelide  acque  del  lago, s'inchinano  rami  imbiancati  e  spogli. Sul  sentiero  innevato  che  porta  al  maniero  dove  vivi  sola  e  chiusa, non  c'è  alcuna  traccia. Adagio, con  gli  occhi  tristi, tristi  e  pensosi, cammini  lentamente  tra  le  misteriose  e  antiche  mura  di  quella  dimora. A  volte  ti  fermi, pronunci  un  nome, aspetti  l'eco  e  la  ripeti. Spalanca  le  finestre: fuori  il  sole  è  freddo, freddo  di  luce. C'è  un  vento  arrivato  da  lontano  che  da  tempo  ti  aspetta. Ti  accarezzerà  e  tornerà  da  dove  è  partito.

domenica 10 gennaio 2010

La creatura del lago

Udivo campane suonare a festa, vedevo gente arrivare da lontano, molti i sorrisi ipocriti. Questa folla mi rendeva solo. Poi il pensiero vagò oltre, verso un desolato lago dove un giorno una divina creatura s'inabissò per fuggire dalla sua nobile dimora.
Ora, quando il sole manda un po' di luce, dal profondo di quelle malinconiche acque un volto celestiale guarda lassù: è in attesa di qualcuno.

(La foto è tratta da: http://2008finland.blogspot.com/)