Visualizzazione post con etichetta poeta. Mostra tutti i post
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domenica 8 febbraio 2026

Sto scrivendo

Sto scrivendo una poesia dedicata a te, con parole di silenzi, ma su un foglio bianco cadono lacrime come il canto di un poeta dimenticato, e sul palmo della mia mano riposa una falena. Vorrei tornare nel sentiero sopra il lago che porta al maniero. Poi, prenderci per mano come un tempo, scendere e sederci sulla riva del Lemano, dove un cigno ci aspettava. Rammenti? Tra i rami penduli dei salici, accarezzati dalle acque ci specchiavamo e, dal cielo, scendevano note di Chopin. Non ho il coraggio di chiedertelo, ma se vuoi scrivi il tuo nome sul foglio bianco, che darà luce alla mia solitudine. 

Quando il tramonto posa l'ultimo sguardo sul maniero, scende qualche lacrima accanto ai cipressi. Sei tu che stai piangendo? Nel silenzio, l'eco di una preghiera. Cosa stai chiedendo? Una nebbia color madreperla sfiora l'orizzonte di sogni. 

domenica 7 settembre 2025

Dove ti cercherò?

 Da quando hai dimenticato il tuo poeta, lassù, nei nostri sentieri solitari, tacciono flauti e cembali, e gli angeli sono fuggiti. I fiori che amavi tanto, e che raccoglievo per te, sono pallidi e non sorridono più e cercano l'aiuto del cielo. Per non farli piangere, ne raccolgo qualcuno fingendo di aspettarti. La tua casa, sospesa nei silenzi dell'azzurro, è diventata la dimora degli angeli. Non senti che un vecchio bussa alla tua porta? Perché non apri? Dove ti cercherò? A volte, di notte, sento strani rumori e lunghi lamenti che feriscono il cuore. 

domenica 6 aprile 2025

Non fare rumore

È maggio e, sopra di te, la luce della montagna mentre cammini sul sentiero che porta alla tua casa. Fermati e ascolta. Non senti lamenti di dolore tra le viole di bosco cullate dal vento? Solleva lo sguardo al cielo e sentirai le parole di chi, un giorno, fu il tuo poeta, e tornerai a sognare ricordi senza tempo. Non andare via, rimani ancora un po'. C'è una pietra chiazzata di muschio verde, dove è cresciuto un fiore solitario che da sempre ti aspetta. Regalagli l'eco della tua voce, ha bisogno del pianto. 

Quando te andrai, non fare rumore. 

domenica 2 marzo 2025

Komm


 Un tempo, ero il tuo poeta. Da quando ti ho perduta, scrivo versi su fogli sparsi con parole d'attesa e di speranza. Aisha! Fiore triste del deserto, rapito dagli angeli, questa notte vienimi in sogno e rimani fino all'alba. Gli angeli ti riapriranno il balcone del cielo. Chiuderò quel sogno in una teca. 

domenica 27 ottobre 2024

Raggi di luce

Amparo! Stai forse dimenticando il tuo poeta? I tuoi occhi trattengono lacrime segrete? Provi dolore nel ricordare quel giorno in cui ci siamo smarriti mentre il sole si spegneva? Perché tace la tua chitarra flamenca? Accordala e cantami quella canzone, che soltanto le gitane come te sanno intonare. E le parole giungono dirette al cuore. 

Il vento me le sussurrerà, e raggi di luce baceranno la mia eterna malinconia.

domenica 19 maggio 2024

Il sogno

Mentre ascoltavo un lied del divino Schubert, il cielo si colorava d'azzurro e raggi turchesi sfioravano la mia tristezza. Su una nuvola celeste mi apparivi tu, bella come allora, e un angelo piangeva di gioia insieme a me. 

Lente si spegnevano le note, e il sogno svaniva. Restava l'eterna malinconia e la tua ombra confusa all'orizzonte. 

Signore, ascolta le parole di un poeta dimenticato. Questa notte, fammi sognare Amparo mentre cammina come in quel tempo lontano, tenendomi per mano lungo i viali di Siviglia, mentre lo sguardo del cielo bacia l'Andalusia. 

domenica 6 marzo 2022

L'eco di una voce lontana

 

Quel giorno d'estate, un vecchio poeta camminava lento e incerto sulle colline. Forse cercava un rifugio per sognare o dimenticare. Ma i poeti non si macchiano di peccato. Si sedette all'ombra di un cipresso, e le luci sembravano colorate da Cezanne. Improvviso arrivò un vento dolce e delicato, accompagnato da una Ciaccona di Bach, e per un attimo si udì la voce di una bambina lontana. 

So che a volte, in estate, torna lassù, sotto l'ombra di quel cipresso, e aspetta che il vento porti l'eco di quella voce lontana. 

domenica 6 febbraio 2022

L'ombra della tua mano

 

Antichi sentieri, solitari e muti, conducevano alla tua casa nascosta nei boschi. Quel luogo era amato da un poeta sognatore. Quando camminavamo nell'incanto dei boschi, gli angeli curiosi ci guardavano. Da quando non ci sei più, la tua casa è un rifugio degli dèi, fuggiti dagli uomini. Il cielo si specchia in una sorgente, e mi racconta di te. Qua e là giace qualche tronco spezzato, ed echi confusi della tua voce. Vorrei che l'ombra della tua mano mi accompagnasse sui quei sentieri silenziosi e muti che portano alla tua casa. 

domenica 5 settembre 2021

Luci del tramonto

Da vecchio ho un sogno che non mi abbandona: vorrei tornare bambino per un giorno, in quella cascina tra i vigneti delle Langhe, e, come allora, camminare tra le stoppie insieme a mio nonno. Rivedere il sole che, accarezzandole, abbandona le colline, e sui dolci pendii si allungano le ombre, e le vigne si addormentano. 
Mentre tornavamo alla cascina, tra le ultime, quiete luci del tramonto qualche pennellata di Monet. Prima di coricarci, l'ultimo sguardo alle colline buie e silenziose, e si udiva il racconto del Belbo che scorreva lento. Forse aveva ragione un poeta di cui ora mi sfugge il nome, un poeta che scriveva: "È il paese che, se lo lasci, non puoi più tornare". Dimenticavo: sotto i tetti della cascina, di notte, mi parlavano le rondini. 

domenica 14 marzo 2021

Un vento

 

Qualcuno la portò lassù, e nessuno sa da dove. I suoi occhi erano macchiati dalle stelle e da segreti di malinconia. Temeva le nebbie gelide e i silenzi delle radure. In estate si sedeva sola sotto le ombre delle vecchie querce, e sorrideva. In inverno, quando nevicava, guardava il cielo e piangeva. Osservava l'azzurro del cielo e cercava orizzonti lontani. Ma le montagne lo impedivano e baciavano i tramonti. Lei diventava triste, e nei suoi occhi la malinconia delle stelle. 

Un giorno sparì. Nessuno seppe come e perché. A volte, un vento che viene da lontano si ferma alla sua finestra chiusa. Quando se ne va, rimane profumo di gigli, e l'eco melodiosa di una sorgente, e l'ombra triste di un poeta solitario. 


domenica 28 febbraio 2021

Il poeta

 

Quando muore un poeta, solo gli angeli piangono.

domenica 7 febbraio 2021

Amo i tramonti

 

Amo i tramonti quando spengono le luci sulle colline, e le vigne delle Langhe si addormentano. Nelle acque del Belbo si specchiano le stelle e, mentre scorrono, raccontano. Anche il cielo, silenzioso e attento, ascolta e cattura i ricordi. Sulle buie colline, rumori di passi lenti e pesanti di un poeta e di un emigrante tornato da lontano, che ripete: "Le Langhe non si perdono".

(Nell'immagine, Cesare Pavese)

domenica 4 ottobre 2020

Non tornerà

 

Ignoratelo quel vecchio dagli occhi sognanti, da poeta di montagna. Ha faticato per arrivare fin quassù. Non disturbatelo: sta cercando sogni che non torneranno più. Non guardatelo mentre raccoglie i fiori del giardino che fu suo. Andrà a bere a una sorgente dove vive un'ombra, e, nella sua mente, scorreranno giorni felici. Non guardatelo, altrimenti l'ombra fugge. Non sorridete, quel sogno è soltanto suo. Lasciatelo tornare a casa, convinto che nessuno l'abbia visto. Perdonatelo: non tornerà mai più.


domenica 22 settembre 2019

Dimenticherò

Casa del Monte, così vicina e da sempre lontana. Tu sul dolce appennino, e quel pezzo di cielo che è soltanto tuo. Ascolta le parole e i ricordi di un poeta che hai visto bambino. Da ragazzo, tra assolate terre straniere sognavo i tuoi sentieri, le falene sui fiori montani, il verde delle macchie, e la musica delle sorgenti che riempiva i silenzi di sogni. Tu che conosci i segreti dei boschi, i racconti del cielo e non solo, vienimi in sogno, e dimmi chi tagliò quel ramo da quella quercia e lo portò lontano.
Manterrò solo per me quel mistero, e lo dimenticherò. Casa del Monte, così vicina e per sempre lontana.

(Nell'immagine il dipinto Il sonno dell'innocenza, di Silvestro Lega, 1882ca)

domenica 19 maggio 2019

Il poeta

Lassù le case sono vuote, e sui tigli nidificano i cardellini. Il campanile da tempo non batte più le ore. Di notte, sul sagrato, passeggiano le ombre, e tace l'organo della chiesa dove sono cadute lacrime di Bach. È rimasto solo un vecchio con un gatto. Vive vicino al torrente, in una casupola con una sola finestra quasi sempre chiusa. Quando si spegne la luce del giorno, si ritira, e ascolta l'acqua del torrente che, mentre scorre, racconta. Quei pochi che lo conoscono lo chiamano il matto, e altri il poeta.

domenica 28 aprile 2019

Politica

La politica, come occupazione abituale, abbrutisce l'uomo. Politico: è cioè un individuo abituato a vivere di espedienti, a trattare secondo interesse, a transigere con il primo venuto, a sedurre gli inferiori, a considerare ogni problema come elemento o avvenimento del gioco della sua parte.
(Paul Valéry, 1930)

La politica trova sempre una formula nobile che autorizza le procedure più infami.
(P. Valéry, 1939)

Odio i partiti. Essi esigono dagli uomini una così rozza semplificazione.
(P. Valéry,1928)

martedì 22 maggio 2018

Non tornare

Non tornare lassù. Non c'è più nessuno ad aspettarti.
Non tornare lassù. Sui sentieri non volano più le falene.
Non tornare lassù. Ci sono soltanto nebbia e lacrime.
Non tornare lassù. Le ombre riposano su piante di alloro.
Non tornare lassù. Disturberesti l'agonia di un poeta.

domenica 11 settembre 2016

L'eco

Un  uomo  con  occhi  sognanti  sale  faticosamente  un  sentiero, dove  i  ricordi  parlano. È  sveglio, ma  sogna  chi  non  verrà, e  cammina  cercando  l'infinito. Su  quel  sentiero, si  avverte  l'eco  della  voce  di  un  poeta. Talvolta, di  notte, un  vento  misterioso  rapisce  quell'eco  e  la  trascina  a  una  finestra  sempre  aperta, una  finestra  di  un  maniero  che  si  specchia  nelle  acque  di  quel  lago  solo  e  disperato.

sabato 24 agosto 2013

Vorrei restare

Sono  lassù, nel  nostro regno. Il  vento  parla  e  accarezza. Dal  fitto  fogliame  filtra  musica  di  Debussy. Vorrei  restare.
Dalla  nostra  radura,  un  cielo  azzurro  e  pensieroso  mi  osserva. Vorrei  restare.
I  boschi  mi  hanno  riconosciuto: mi  sorridono. Vorrei  restare.
Un  lupo, un  amico  lupo  mi  segue, vuole  farmi  compagnia, ma  è  vecchio  e  stanco. Lo  guardo  e  dico  grazie. Vorrei  restare.

Tu  non  sai  che  poeta  io  sia  pensandoti  in  questi  nostri  luoghi. Vorrei  restare.
Ho  nascosto  una  croce, dove  acque  bagnano  delicatamente  fiori  selvatici  e  campanule  azzurre, e  il  muschio  rimane  perennemente  verde. Perché  adesso  devo  tornare? Io  vorrei  restare.