Quando Aisha alzava il velo, vedevo il volto di un angelo dipinto da Beato Angelico, e come sempre pensavo fosse un sogno. A volte diceva:"Antonio, sei ancora un ragazzo venuto da lontano. Sai dirmi perché?". Rispondevo:"Senza saperlo, era come se l'uno aspettasse l'altra". Ora quei ricordi sono chiusi in una teca, come una speranza, e attendono la voce del vento dal deserto.
Vivo in una pianura di soli recinti e fiumi in agonia. Aisha cara! Se tu fossi qui, vedresti un vecchio che fatica a camminare e, come allora, mi prenderesti per mano. Dalla finestra guardo l'infinito e cerco il tuo cielo.













