domenica 8 dicembre 2019

Visione

Solitario, vecchio e un poco stanco, raggiungevo quella radura silenziosa che guardava e ascoltava le parole del cielo. La luce del tramonto mi accompagnava. Nel silenzio cercavo una visione che il tempo non aveva cancellato.
Se ancora ci sei, ti vedo camminare, stanca e anonima, in una città vecchia e nobile, dove in ogni angolo è rimasto e rimarrà l'eco del tuo canto. Se mi ricordi, in quel luogo assolato e sperduto in cui c'incontrammo, sarai sorpresa. Sognerai un bambino seduto davanti al camino, assieme al suo inseparabile gatto, e Casa del Monte dipinta dalla neve, e la fontana con l'acqua gelata che tace.

domenica 1 dicembre 2019

Il segreto

Voglio svelare un segreto. È un segreto che appartiene al cielo e agli angeli. Hanno deciso che, a Natale, il Salvatore apparirà in una capanna nelle foreste della Garfagnana, un tempo dimora degli gnomi. San Francesco è già sceso, e, con l'aiuto dei lupi e dei laboriosi ospiti delle tane, preparano la culla per il Bambino Divino. Vorrei chiedere a un vecchio amico eremita, che viveva lassù, perché dal cielo hanno scelto quel luogo. Purtroppo l'amico eremita se n'è andato per sempre.
Adesso chiedo a chi mi legge la risposta.

domenica 24 novembre 2019

L'uomo

L'uomo del XXI secolo è la tragedia del pianeta Terra.

domenica 17 novembre 2019

La melodia d'autunno

Volevo rivedere quei luoghi da cui provenivo, e che non avevo mai dimenticato. Era di novembre, e il cielo alto e sereno mi guardava. Sui pendii e lungo i sentieri, un velo di nebbia abbracciava i ricordi colorandoli di malinconia. Sui raggiai spenti, gli uccelli beccavano le bacche rosse. Camminavo tra foglie umide e giallognole, e gli alberi neri e spogli mi riconoscevano. Nel bosco, da un essicatoio usciva fumo, e intorno profumo di castagne, e dal cielo la melodia d'autunno. . Guardavo in alto e ti cercavo. Nel cielo si apriva una porta e appariva una luce celeste: la luce divina del tramonto.
Al ritorno ti rivedevo come allora: esile e col viso dal pallore dei gigli di bosco, i tuoi occhi riflessi in quel lago lontano e solitario. In quel giorno di novembre capivo che Casa del Monte non mi aspettava.

La casa sulla costa, nella quale avrei voluto portarti, è diventata dimora delle nebbie, e i venti l'attraversano portando l'eco del tuo violoncello

domenica 10 novembre 2019

Novembre

Tornava nella casa dov'era nata e cresciuta, per ricordare e vivere con quel sogno. Ma a novembre se ne andò per sempre, rapita da una nuvola leggera. Le nebbie riposavano nei sentieri spogli e gettavano un velo sulle foglie morte. Su un vecchio tronco, pendeva un ramo nero in balia del vento.
Tornavo lassù a novembre per ascoltare i racconti delle nebbie autunnali. La porta della casa era aperta, e un gatto attendeva che qualcuno tornasse a cercare cose dimenticate. Nella Maestà, in parte diroccata, giaceva il quadro della Madonna. Sui sassi erano rimaste le impronte di vecchie lacrime, che il tempo non può cancellare. Mentre guardavo quell'immagine, la nebbia si tingeva d'azzurro.
Tornerò a Casa del Monte per piangere a novembre.

domenica 3 novembre 2019

La nebbia di mezzanotte

C'è un borgo solitario e silenzioso, che chiamano "I boschi", sotto la curva di un monte, dove riposa l'azzurro del cielo. È un borgo che da tempo tace, ma non dimentica nulla. Mi aspetta nelle sere d'autunno, che preparano la notte ai sogni e colorano la tristezza. La nebbia di mezzanotte entra e fruga in quella casa vuota per trovare le lacrime da consegnare al cielo, e in quel momento la luce mi cerca. Nel borgo, di giorno, è rimasta l'eco di una campana.

domenica 27 ottobre 2019

In un giorno di sole

Spesso piango al tuo ricordo. In un giorno di sole ero tornato lassù, a Casa del Monte. La dimora in cui avrei voluto portarti era un cumulo di macerie e di travi affumicate, e le foglie dell'autunno, inumidite dalle nebbie, vi trovavano rifugio. La luce della malinconia era macchiata da visioni di un lontano dolore. Salivo su una radura conosciuta da pochi, e che un tempo fu una celeste dimora degli dèi e di fantastiche leggende. Intorno a me fiori azzurri e gialli cercavano il volto del cielo, e il triste mondo degli uomini era lontano.
Al ritorno, tra le ombre del sentiero silenzioso, una voce. Eri tu che mi chiamavi?