domenica 24 maggio 2026

Il discorso interrotto

Vigneti che dipingono le colline ondulate delle Langhe, e stretti sentieri di fragile terra. Tra i filari, il respiro del cielo abbraccia una lieve foschia. Di notte, la luna si avvicina furtiva tra le cascine addormentate. Cattura sogni e ricordi di gente e poeti che tanto amarono queste colline. Poi se ne va, e piange di nascosto insieme agli angeli. Oggi, un dolce velo di malinconia dà luce al mio volto, segnato da numerosi autunni, e ritorno bambino. 

Rivedo la cascina dove viveva mio nonno e, nel pendio, le vigne. Di sera, nella piccola stanza che profumava di verderame, accendeva lo stoppino di un piccolo lume a petrolio. Si sedeva e, mentre mangiavamo, ricordava il suo appennino lontano, dove si cantava il Maggio e in autunno si raccoglievano le castagne, per portarle al metato e farle essiccare. Come sempre, prima che partissi, mio nonno mi diceva: "Antonio, mi raccomando: quando arrivi a Vitriola, non dimenticare di mettere un fiore di bosco e un cero sulla tomba della nonna che non hai conosciuto". 

Mi è rimasto un sogno impossibile, che non riesco ad allontanare: ritrovare quel piccolo lume  a petrolio, accendere lo stoppino e continuare quel discorso interrotto.  

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