È tardo autunno. Nel cupo silenzio, le ultime foglie cadono leggere e vanno a morire, e qualcuna, trascinata dal vento, danza disperata nei rigagnoli, mentre gli alberi spogli cercano il cielo. La brina ha ricamato l'erba pallida e triste nei miei boschi, che furono il mio rifugio da bambino. Qui è rimasta la mia voce di allora. Mi fermo per riascoltarla, dimentico il mondo, e un angelo mi guarda e sorride. Dal monte scendono nubi sfumate d'azzurro, e nell'azzurro il volto bruno e misterioso di Aisha. Chi è quell'angelo che mi prende per mano?
