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domenica 3 settembre 2023

L'uomo


L'uomo sta uccidendo il pianeta e, nelle selve, gli animali sono confusi, mentre i fiori piangono in silenzio. 

Nelle cattedrali camminano cristiani senza fede, e i santi sugli altari, sgomenti, guardano il cielo. 

Ma perché non scorgo alcuna luce divina?

domenica 10 luglio 2011

Terra perduta

Un piccolo borgo: case di sasso, un prato. Fiori di campo nella maestà, e il quadro di una Madonna dagli occhi benevoli. Nel giorno, rumore di birocci trainati da animali stanchi e rassegnati. Bambini che correvano nell'aia, mentre i contadini lavoravano sotto il sole senza lamentarsi.

Di sera, seduti su tronchi di quercia, tutti cantavano. Poi arrivava la buona notte. Alle porte nessun catenaccio. Che ne sarà di quel bambino, seduto in un angolo del portico, sempre in compagnia d'un gattino bianco e nero? Le scure creste segnavano i confini di questo piccolo mondo, al di fuori del quale tutto era estraneo.

Io sono uno dei pochi a saper ricordare.

(L'immagine è tratta da: http://www.montagna.tv/cms/wp-content/gallery/osteria-della-tensa/Il%20borgo.jpg)

sabato 12 febbraio 2011

Sogno

Sogno una casa sola e lontana. Sogno una casa sola e lontana dove gli animali possano essere liberi e non correre pericoli. Sogno una casa sola e lontana, là dove gli aerei non feriscono le stelle e non macchiano la luna. Sogno una casa sola e lontana per aspettare, nel silenzio della notte, una voce che arriverà dal cielo. Sarà l'eco a condurla su quelle silenziose montagne.

(L'immagine è tratta da: http://www.teamcasa.biz/fotografie/rustico%20sarbia.jpg)

sabato 27 giugno 2009

La mia terra

Sono nato in una terra scoscesa e dura, a volte sassosa. Il caldo e il sole dell'estate la riempiono di crepe. Incontrerai alberi storti e sbilenchi, piegati dai venti e dalle nevi; se pronuncerai il mio nome, si sentiranno meno soli.
Non vedrai animali selvatici, quelli che quando passavo io mi accompagnavano fino alla radura. Evita quel sentiero intricato e ormai abbandonato: non ti parlerebbe solo di me.

(La foto è tratta da qui)

martedì 28 aprile 2009

Il cigno nero

Pini alti come torri nascondono il lago selvaggio; lontano, nere rocce chiudono l'orizzonte. Quando la mistica luna illumina queste limpide e desolate acque, un'ombra s'aggira veloce da una sponda all'altra e non riesce a uscire. Alci, lupi e orsi guardano sgomenti. E' la stagione degli amori, il cigno nero attraversa triste il lago senza intonare il suo canto.

martedì 26 agosto 2008

L'addio

Al pensiero di dover partire, non aveva dormito. All'alba cominciò il concerto dei galli, i cui canti si alternavano di pollaio in pollaio, e lui ne comprendeva la provenienza. Dalla vicina stalla rumori amici e profumo di latte. I muli si avviavano sui sentieri con passo lento e sicuro: cataste di legna li aspettavano.
Il sole stava inondando la valle di luce. Era tempo di partire. L'uomo guardò intorno attentamente per ricordare: sapeva che non sarebbe più tornato.

martedì 15 luglio 2008

La casa

Tu che vivi in quella che fu la mia amata casa, nelle notti invernali potresti sentir graffiare la porta da un lupo: non temere, cerca me. Se un capriolo coi suoi grandi occhi guarderà la finestra di quella che era la mia camera, non cacciarlo: sta cercando me. Se al mattino presto, sul portico, sentirai miagolare gatti ancora sporchi di tiepida cenere, dopo aver trascorso la notte in un angolo del vecchio forno, lasciali stare: cercano me.
Questa stella più lucente delle altre, che punta dritto alla finestra di quella che fu la mia camera, crede ancora di farmi compagnia. Non guardarla: quando s'accorgerà che non ci sono più, non ti disturberà.

Gli amici


Da bambino, come compagno e amico, avevo un gatto bianco e nero, chiamato Ghefo. Quando morì piansi, e il dolore fu molto grande. Da bambino giocavo e sognavo da solo nel folto dei boschi. Quando il temporale giungeva improvviso, sapevo dove ripararmi. Dalle tane e dai buchi delle vecchie piante occhi mi scrutavano, ed erano felici che fossi rimasto.
Da grande la città m'inghiottì; ora sono anziano e mi accorgo che ho visto solo uomini andare in fretta, cupi e nervosi. Mi sento orfano, e qualche volta spero che i miei amici dei boschi sentano la mia mancanza.

venerdì 16 maggio 2008

Il trasloco

Ruspe, escavatori e macchinari di ogni tipo si stanno avvicinando a queste ultime foreste. Di notte, i miei amici gnomi hanno cercato di capire cosa stia accadendo, e si sono riuniti nella loro chiesetta per chiedere aiuto a Dio, affinché li salvi dall'uomo. A loro si sono uniti lupi, volpi, ghiri e tassi, e le preghiere sono state esaudite. Gli angeli porteranno verso il cielo gli gnomi, e San Francesco condurrà lassù gli animali.
Sono contento di questo trasloco, ma quando potrò rivedere i miei amici?

mercoledì 13 febbraio 2008

Meravigliose tigri

Pubblico volentieri questa bellissima immagine di un meraviglioso esemplare di tigre del Bengala con i suoi cuccioli.
Secondo La Stampa, negli ultimi dieci anni il 60% delle tigri del Bengala è scomparso, e quindi questi splendidi animali sono a rischio d'estinzione. Chi desidera guardare altre foto simili, può cliccare qui.

giovedì 30 agosto 2007

Un furto...particolare

In un paesino del Frignano fu inaugurata una balera, assoluta novità per quei tempi. La balera era aperta soltanto di domenica, sia di pomeriggio che di sera, e attirava tutti i giovani che abitavano nelle zone limitrofe.
Due inseparabili amici, Piero e Gino, avevano acquistato da poco rispettivamente una vespa e una lambretta, in modo da potersi spostare da un paese all'altro con maggior rapidità. L'avevano fatto anche per poter raggiungere facilmente, ogni domenica, la nuova balera.
Tuttavia, una volta si accorsero di non avere il denaro sufficiente per poter andare a ballare, considerando anche la spesa per il viaggio e per le eventuali consumazioni.
Pensando e ripensando, Piero prese una grave decisione, rivolgendosi a Gino con queste parole: "Ti dò le chiavi del pollaio di mia madre, così venerdì notte entri e rubi le galline. Sabato mattina scendi in pianura a venderle, che poi ci dividiamo i soldi". E così fecero, andando anche a ballare.
La madre di Piero, una volta accortasi del furto, rimase stupita visto che la porta del pollaio non era stata forzata, ma anzi era chiusa con il lucchetto. Così denunciò il misfatto facendo arrivare i carabinieri. Rispondendo alle domande di questi, la donna disse: "Io non mi sono accorta di nulla". E poi, rivolgendosi al figlio lì presente: "E tu, hai visto qualcosa?".
Piero, senza scomporsi, disse: "Mi sembra di aver visto da queste parti un vecchietto zoppo, con due sacchi in spalla. Deve aver scavalcato il cancello"

giovedì 31 maggio 2007

Un bel cane

Ulisse era un cane dalmata, che da sempre viveva in città accudito con molto amore. I suoi padroni, a un certo punto, furono costretti a disfarsene per motivi di forza maggiore, ed io lo presi con me, d'accordo con la mia famiglia.
Tuttavia Ulisse rimase con noi pochissimo perché abitavamo in una casa nella quale non potevamo tenerlo, non avendo sufficiente spazio a disposizione. Fu così che allora lo condussi in appennino, da un mio conoscente, perché ero sicuro che sarebbe stato trattato benissimo.
Infatti, una volta giunto in quel casolare, oltre ad essere amato e coccolato dal suo nuovo padrone, Ulisse divenne in breve amico di tutti. Il borgo era abitato da persone anziane, sempre liete di accoglierlo nelle loro case quando, tutte le mattine, faceva una lunga passeggiata nei sentieri circostanti, libero di muoversi come desiderava.
Una volta all'anno, d'estate, tornavo in quel borgo, perché amavo camminare attraverso i boschi, e in queste circostanze Ulisse mi accompagnava pazientemente. Ogni tanto, durante le mie passeggiate, avevo l'abitudine di riposarmi sempre negli stessi posti; ebbene, Ulisse aveva imparato dove ero solito sedermi, tanto che mi precedeva correndo fino al luogo prescelto.
Adesso Ulisse non c'è più. Quando mi capita di tornare in quel borgo, non compio più le medesime passeggiate perché mi manca vederlo correre davanti a me, felice e vivace.