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lunedì 4 luglio 2022

Le bacche rosse

 

Lassù, nei grandi boschi, tra edere, felci e verdi muschi e qualche foglia morta portata dal vento c'è una sorgente nascosta a forma di cuore, che io solo conosco. Quando mi avvicino, si sente l'eco di una voce lontana. In quel momento si affollano nella mia mente ricordi di giorni passati, e torna la visione di una terra smarrita e di una bambina che, nel deserto, voleva accarezzare le stelle mai state così vicine. 

Sei tu, Aisha, che mi cerchi? Nelle ombre vedo il colore dei tuoi occhi e il sorriso di un fiore. In inverno, nella sorgente si specchieranno le bacche rosse per la gioia degli uccelli. Nel misterioso silenzio ascolteranno l'eco di quella voce lontana e la melodia del vento. Aisha, perché continui a cercarmi?

domenica 10 gennaio 2021

La quercia e la fontana

 

Da sempre sognavo e speravo di tornare in quel borgo dove mi portarono da bambino. La macchia aveva cancellato le tracce dei sentieri. Considerando i miei autunni, non sarebbe stato facile arrivare fin lassù. Ma il desiderio di rivedere quel borgo era troppo intenso. Mentre salivo, dalle tane occhi dallo sguardo amico e incoraggiante. Forse mi aspettavano. Tra le mura delle case cadenti del borgo, edere aggrappate e qua là sterpaglie disordinate. Solo la vecchia quercia e la fontana erano rimaste come allora. 

Chiesi: "Mi riconoscete?". La quercia rispose: "Tu sei quel bambino che sedeva sotto la mia ombra con un gatto bianco e nero, che chiamavi Ghefo". E la fontana: "Tu sei quel bambino che si specchiava nelle mie acque in braccio a una signora". E io dissi: "Vorrei sapere altre cose". Risposero all'unisono: "Non vogliamo e non possiamo dirti altro. Qui sono rimaste le ombre. Il vento le cerca, e parlano soltanto con lui. Noi guardiamo il cielo". 

domenica 1 novembre 2020

Ti rivedrò?

 

Quel giorno ti dicevo: "Camminiamo adagio. I fiorellini della selva appartengono al cielo, e solo il cielo conosce il loro nome. Non pestiamoli, piangerebbero gli angeli. Amano la luce timida delle ombre, e le edere che ascoltano i silenzi dei tramonti. Quassù vivono gli dèi fuggiti dagli uomini. Sono invisibili, e in questo momento ci guardano. Lo sai che conosco i segreti dei fiori, la melodia delle sorgenti, e i racconti dei cipressi. La tua luce me la rubò il tramonto, e piansero le rose. Ti rivedrò?"

martedì 20 gennaio 2015

Il peso dei ricordi

Ogni  tanto, sui  miei  passi  cadeva  qualche  foglia  spenta. Tra  le  piante  spoglie, giungeva  una  voce  e  il  vento  piangeva. Mi  sedevo  su  quel  masso  avvolto  da  edere  dove  era  impressa  la  tua  ombra; e  il  vicino  rigagnolo  accarezzava  foglie  marce. Avevo  il  cuore  stanco e,  negli  occhi,  il  peso  dei  ricordi. Il  cielo  era  azzurro, guardavo  in  alto  e  chiedevo: Signore, dolce  Signore, apri  per  un  attimo  i  cancelli  del  cielo  e  fammi  vedere  dove  gli  angeli  l'hanno  portata.

sabato 3 ottobre 2009

Ritorno

Vorrei tornare lassù, dove c'è una sorgente nascosta da umido muschio e tenere edere. Vorrei tornare lassù e rivedere quel vecchio tronco adagiato sull'erba: ci serviva per riposare, e il cielo era vicino. Vorrei tornare lassù dove tutto ciò che nasce e muore è amico.
Vorrei tornare lassù dove tutto ci aspetta, ma da solo non posso.

(La foto è tratta da: http://www.comune.rosignano.livorno.it/html/Arte_Cultura/Museo_archeo/bos.htm)

sabato 1 agosto 2009

Fino a quando

In quella piccola radura c'è un grande masso coperto da esili edere e fiori aggrappati a terra trasportata dal vento. Mi siedo, e quando il sole se ne sarà andato parlerò con le stelle. Tu scenderai e mi siederai accanto fino a quando la luce avvolgerà tutto.