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domenica 1 marzo 2026

La melodia infinita

Trascorrono gli anni, e tu da sempre lontana. Vorrei ascoltare i tuoi pensieri, la tua voce e prenderti per mano come fosse ieri. Di te è rimasto il respiro di un angelo e il ricordo del tuo nome: Aisha. Oggi, tra le ombre dei miei boschi solitari ascolto le parole del silenzio. A un fiore dal colore ignoto, cresciuto sotto l'ombra di un cipresso, ho regalato la mia eterna malinconia. A una sorgente che scorre azzurra ho raccontato la nostra storia vissuta nel muto deserto. 

In una notte d'estate, una stella antica illuminerà i miei boschi di luce divina, e gli angeli ti condurranno da me. Tra il fitto fogliame, la melodia infinita del Parsifal. 

domenica 4 gennaio 2026

Nel silenzio dei miei boschi

Amparo! Sono Antonio e ti sto pensando. Chiudo gli occhi e ti vedo vecchia e stanca camminare lungo i viali di Siviglia. Vorrei correre da te, baciarti, abbracciarti, poi prenderti per mano come allora. Ma il peso degli anni e il passo incerto non lo permettono. Dimmi, dove hai nascosto la tua chitarra flamenca? Forse ricordi solo note di malinconia? Guarda il cielo, c'è un angelo che ti parlerà di me. Se puoi, dimenticami, non abbiamo più il tempo per incontrarci. Nel silenzio dei miei boschi, mi attende un'elfica principessa. Vuole conoscere la nostra storia e regalarla al vento, mentre piangono le gitane come te. 

domenica 25 agosto 2024

Das alte lied

Aisha! Mentre passano gli anni, la luce della malinconia accompagna il tuo ricordo. Nei tramonti d'autunno la tua assenza mi cerca. Quando ti potrò prendere per mano?

domenica 14 gennaio 2024

Il fantasma

Nonostante il peso degli anni, ero tornato per un giorno lassù, in quel borgo mai dimenticato dove avevo vissuto la mia infanzia. I vecchi come me raccontavano che, di notte, sui pendii di Casa del Monte, camminava il fantasma di una nobile signora. 

Quando la notte è più profonda e satura di mistero, la signora entra in quella casa fatiscente, abitata da silenzi che solo il vento conosce, ma che non può e non vuole raccontare. Un vecchio, dallo sguardo sfuggente, timidamente dice: "A volte, quando il fantasma esce da quella casa, si ode il pianto di un neonato". 

domenica 12 giugno 2022

Nelle acque del lago

 


Un antico e nobile maniero si specchia nelle acque del Lemano, e racconta una storia a un cigno morente. Parla di un uomo dimenticato la cui ombra è sempre presente nel castello. Di notte, quando tutto è silenzio, una stella solitaria e malinconica riporta, tra le buia mura, l'immagine divina di un angelo che non è più tra noi, e su quell'ombra sempre presente i colori del dolore. 
Sulle montagne lontane, nei lenti inverni, un uomo solo soffre nel silenzio, è malandato e avverte il peso degli anni. Un giorno guarda dalla finestra, e vede un cipresso stanco e curvo sotto la neve, e ode una voce. Rimane confuso, e il dolore lo soffoca, e vede la sua ombra uscire dal maniero e sparire nelle agitate acque del lago. 




domenica 13 giugno 2021

Torna a novembre

 

Carico di anni e depositario di ricordi, viveva solo in un vecchio casolare abbandonato. Era l'ultimo testimone di una storia lontana che volevo conoscere. Gli regalai dei sigari, che furono ben accetti. Ci sedemmo all'ombra di una vecchia quercia. Prima di parlare mi fissò intensamente, e per un attimo le sue profonde rughe mi ricordarono i solchi che il vento del deserto lascia sulle dune. Gli occhi s'intristirono, e mi disse: "Torna quassù a novembre, quando dormono le nebbie e gli orizzonti sono spenti. Sentirai l'eco di una ninna nanna a te sconosciuta. Vedrai l'ombra di una nobile signora che fuggì tempo fa, e capirai". 
Non so perché, ma piansi. 

sabato 30 luglio 2011

Visione


Le nuvole erano aggrappate sui dirupi della montagna, e aspettavano il vento per disperdersi. Giù nella valle, le ore trascorrevano lente come sempre. Un pallido sole scendeva adagio filtrando raggi di luce azzurra nel lago pensoso.

Quando mi trovai in quei luoghi, dopo innumerevoli anni, era tardo autunno. Con animo confuso e timoroso, cercai in ogni modo di non farmi notare. Ma fu per poco tempo. E il giorno in cui me ne andai, in lontananza sentii un pianoforte suonare Visione di Robert Schumann.