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domenica 13 settembre 2020

Tramonto d'autunno

 

Il tramonto dipingeva di luci tenui i sentieri, e la vecchia quercia raccontava leggende di un tempo lontano. L'azzurro del cielo si stava spegnendo, e si sentiva il respiro delle montagne. Le viole cresciute sui muschi erano addormentate. Mormoravano le sorgenti, e da lontano rintocchi confusi di una campana. La luna macchiava di luce dorata le foglie, e sfiorava la mia tristezza. I silenziosi cipressi ascoltavano, ricordavano, e tacevano. Nel bosco è rimasta una rosa solitaria che nessuno raccoglie.

domenica 5 febbraio 2012

Da un lontano viale

Protette dal fogliame, nel fondo dei boschi sono nate le nostre viole. Mentre salgo tra questi poggi muti, un vento improvviso mi porta l'immagine di un fantasma conosciuto. Entro nella radura e guardo quella casa dalle imposte chiuse, da cui non esce nessuna luce.
E mentre scendo, una fitta nebbia mi racconta che, da un lontano viale, c'è ancora uno sguardo che mi cerca.

(L'immagine è tratta da: http://dasein.ilcannocchiale.it/blogs/bloggerarchimg/Dasein/bosco_nebbia.jpg)

sabato 18 dicembre 2010

Se ne andarono

Su quel crinale sono rimasti cumuli di sassi e case in rovina. Da tempo le sorgenti non hanno più acqua, le piante agonizzano, nelle siepi disadorne non ci sono più nidi, di notte non cantano più gli usignoli. Quei pochi fiori che tentano di vivere tra le erbacce ingiallite hanno colori spenti e tristi.

In un angolo minuscolo crescono viole e primule che attendono il vento per sorridere al cielo: è una tomba di madre.
Se ne andò per sempre a primavera.

(La foto è tratta da: http://www.sanmarcoargentano.it/guest/casino_laregina.jpg)

venerdì 23 aprile 2010

La valle silenziosa

Incastonata tra alte cime, un tempo quella valle silenziosa sorrideva al cielo. Non l'abita più nessuno. Chi vi passa si accorge del suo triste stato. Ci sono campi pieni di viole, gigli che aspettano il vento per sussurrare ricordi a una tomba senza nome. C'è acqua che scorre, mentre dalle alture scende aria profumata.
Il sentiero sassoso vorrebbe ascoltare una dolce voce lontana, sperando non si spenga il ricordo. Il sole penetra lento fra strette mura cadenti: sembra voglia scoprire qualcosa. Quando arriverà la luna, farà sognare un altro domani.
Vorrei tornare lassù per piangere di gioia, e riascoltare il rumore dei passi di mia madre.

sabato 21 marzo 2009

Verso la primavera

Chiazze di primule selvatiche punteggiano di luce queste coste. I merli esplorano le nude siepi, la neve si sta sciogliendo, un rigagnolo d'acqua sfiora violette blu e fiori gialli. Guardo l'antico borgo lassù illuminato dal sole, ma non s'apre nessuna finestra.