Lassù, nell'agonia d'autunno, il vento sollevava foglie stanche e, senza remore, le trasportava nel nostro rifugio abbandonato. Dalle cime scendeva lenta una sottile nebbia con i colori dell'addio. Il cielo muto guardava i tronchi spogli dei nostri boschi, mentre dai sentieri giungevano echi lontani. A ogni passo, i sassi ripetevano frasi dette in lontane, luminose estati. Rispondevo: dimenticate, io passavo di qua per caso. Riposavano alte nel cielo le nubi.
(La foto è di Fiorenzo Fallanti ed è tratta da: http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/22318564)
domenica 26 aprile 2015
lunedì 6 aprile 2015
Il cielo blu scuro
Quella notte, il cielo era blu scuro, chiare le stelle; e dal maniero buio un lungo grido di un angelo mentre lei si spegneva. Poi la fecero scivolare nel lago, quando nessuno vedeva, mentre dall'alto piovevano stelle.
Lassù, sul quel sentiero, un lupo non riusciva a trovarla, e la selva era muta. Da una pianura lontana e desolata, giungeva il vento che increspava le acque. E il cigno nero ricordava una leggenda d'amore.
Lassù, sul quel sentiero, un lupo non riusciva a trovarla, e la selva era muta. Da una pianura lontana e desolata, giungeva il vento che increspava le acque. E il cigno nero ricordava una leggenda d'amore.
domenica 29 marzo 2015
Il campanile
Era maggio. Quel giorno, ti accompagnavano assieme al lungo e lento tocco di una campana, e io non volevo esserci. Fuggivo lassù, sul nostro sentiero, mentre i fiori solitari e senza nome guardavano il cielo e i petali erano bagnati di lacrime.
Sui nostri boschi celesti il sole si addormentava, sulle creste il vento riposava e la campana taceva. Raggiungevo la piccola radura, il nostro regno. Stranamente erano cresciute roselline selvatiche, timide e fragili. Dalla selva, la luce profonda dei tuoi occhi mi fissava, e il dolce, felice sorriso mi faceva capire che eri per sempre quassù.
Sui nostri boschi celesti il sole si addormentava, sulle creste il vento riposava e la campana taceva. Raggiungevo la piccola radura, il nostro regno. Stranamente erano cresciute roselline selvatiche, timide e fragili. Dalla selva, la luce profonda dei tuoi occhi mi fissava, e il dolce, felice sorriso mi faceva capire che eri per sempre quassù.
domenica 15 febbraio 2015
Sulle acque
Il cielo era azzurro, e chiare le acque del piccolo lago dove si specchiava il maniero. Da una finestra aperta, entrava il malinconico sole autunnale e garbatamente ti cercava. Sulle acque lievemente mosse, danzava un'ombra accompagnata da una melodia lontana, che mi riempiva la mente di ricordi e di sogni.
Di notte, un raggio di luna, con la luce dei tuoi occhi, scendeva nel profondo delle tristi acque dove c'era una tomba. Poi, passava veloce il vento sottile, e lasciava sulle mie spalle foglie spente e antiche.
Di notte, un raggio di luna, con la luce dei tuoi occhi, scendeva nel profondo delle tristi acque dove c'era una tomba. Poi, passava veloce il vento sottile, e lasciava sulle mie spalle foglie spente e antiche.
martedì 20 gennaio 2015
Il peso dei ricordi
Ogni tanto, sui miei passi cadeva qualche foglia spenta. Tra le piante spoglie, giungeva una voce e il vento piangeva. Mi sedevo su quel masso avvolto da edere dove era impressa la tua ombra; e il vicino rigagnolo accarezzava foglie marce. Avevo il cuore stanco e, negli occhi, il peso dei ricordi. Il cielo era azzurro, guardavo in alto e chiedevo: Signore, dolce Signore, apri per un attimo i cancelli del cielo e fammi vedere dove gli angeli l'hanno portata.
domenica 14 dicembre 2014
L'alce a Natale
È la notte di Natale. I nostri boschi celesti e il sentiero che conduce lassù sono dipinti di bianco, e nel silenzio si sente il vento gridare. Tu cammini nel maniero chiuso, condannata al ricordo, e sulle buie pareti un'ombra ti segue. Quando sentirai le campane annunciare la nascita del Bambino, aprirai quella finestra chiusa da tempo, quella finestra che si affaccia sul lago selvaggio dove, in questa magica notte, si specchiano le stelle e la luna è come una lapide senza nome.
Dalle acque scure affiorerà il cigno dal collo nero. Ti fisserà, poi tornerà per sempre nel fondo a nascondere e proteggere i nostri ricordi e il dolore.
Chiuderai la finestra: in quel momento, i nostri pensieri si incontreranno e un'improvvisa luce blu cingerà la luna.
Un'alce dagli occhi miti e tristi sale faticosamente il nostro sentiero.
Dalle acque scure affiorerà il cigno dal collo nero. Ti fisserà, poi tornerà per sempre nel fondo a nascondere e proteggere i nostri ricordi e il dolore.
Chiuderai la finestra: in quel momento, i nostri pensieri si incontreranno e un'improvvisa luce blu cingerà la luna.
Un'alce dagli occhi miti e tristi sale faticosamente il nostro sentiero.
mercoledì 19 novembre 2014
Il vento d'autunno
Il vento d'autunno stacca le ultime foglie, umide di nebbia nei nostri boschi senz'ombra. Da un albero, scheletro solitario, una foglia mi sfiora portandomi parole di una voce lontana. Però tu non sei più. Vorrei arrivare lassù, ma non voglio sentire il vento giocare con le antiche finestre e il cigolio del cancello arrugginito. Non ci sei più.
Iscriviti a:
Post (Atom)






