lunedì 2 giugno 2014

Antiche querce

Signore, è  dolce  guardare  questo  luogo, dove  sono  nato; è  dolce  anche  la  malinconia  mentre  il  cielo  mi  guarda. La  mia  casa  non  ha  più   ripari, ascolta  la  voce  dei  boschi, aspetta  la  luce  delle  stelle. E, tra  le  rovine,  profumo di  montagna.
Fra  arbusti  e  verde  muschio, corrono  acque  chiare, e,  nell'ombra  delle  acacie, una  luce, la  luce  di  un  sorriso  sognante  che  si  allontana. Folate  di  vento  fanno  danzare  gli  steli  dei  fiori, spargendo  la  tua  immagine. Dalle  cime  arriva  una  nuvola  nera  e  nasconde  quelle  mura  cadenti. Lentamente, la  sera, al  mio  ritorno, oscura  quel  sentiero  verde. Tra  i  rami  delle  querce  antiche, un  fantasma  misterioso  mi  segue, e  un'eco  lontana  porta  la  tua  voce. Nella  notte, sarà  dolce  la  tristezza.

(L'immagine  è  tratta  da http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/29389608  ed è  di  Francesco  Ottato)

sabato 10 maggio 2014

Le abetaie

C'è  un  angolo, un  angolo  nascosto  e  selvaggio  in  un  piccolo  lago  del  nord, dove  sono  conservate  lacrime. A  primavera  si  sentono  profumi  di  fiori  nati  in  paradiso, e  un  cigno  nero  s'avvicina  a  quell'angolo, intonando  un  canto  d'amore; poi, da  una  torre  lontana, il  vento  porta  un  tocco  di  campana  triste  e solitario. In  autunno, le  nebbie  avvolgono  le  abetaie. Un  fantasma  cerca, chiusa  nella  corteccia  di  abete  antico, la  nostra  storia. Improvvisamente, fugge  ricordando  quel  silenzio  lontano.

martedì 29 aprile 2014

Nella radura

Salivamo  lassù, dove  lo  sguardo  non  conosce  confini, e  i  tuoi  occhi  si  confondevano  con  l'azzurro  del  cielo. Seduti  sui  rami, gli  angeli  ci  salutavano  al  suono  d'invisibili  violoncelli, e,  in  fondo  alle  scarpate,  sorridevano  delicati  fiori  alla  ricerca  del  sole. Un  vento, un  malinconico  vento, ascoltava  i  nostri  sogni  e  li  portava  lontano. Nella  radura, l'icona  della  Madonna  col  bambino  era  sbilenca, con  lo  sguardo  triste; vicino, erano  nati  gigli  bianchi  e  profumati, bagnati  da  un  sottile  rigagnolo  color  cristallo.
Oggi, in  un  giorno di  sole, con  passo  lento  e  pesante, capelli  radi  e  d'argento, sono  salito  fin  lassù  per  sentirmi  ancora  in  vita. Regnava  un  silenzio  strano  e  misterioso. Ho  gridato  un  nome, ma  l'eco  non  ha  risposto. Mentre  scendevo, i  sassi  del  sentiero  raccontavano d i  te.

domenica 13 aprile 2014

La voce

Sono  salito  sulla  cima  di  questa  collina, dipinta  di  verde  e  di  fiori  dal  giallo  intenso. E  tu  sei  lontana. Questi  colori  sono  tavolozze  di  ricordi. Dall'alto  della  collina  osservo  le  montagne, il  vento  porta  una  voce, e  io  l'abbraccio.

lunedì 7 aprile 2014

Il cucciolo

La  tua  anima  vive  lassù, nei  nostri  boschi  celesti. Di  giorno, il  vento  ti  sussurra  parole  conosciute  e  i  lupi  ti  fanno  compagnia. Voglio  dirti  che, nei  nostri  boschi  celesti, c'è  una  tana, una  materna  tana  dove  un  cucciolo  di  lupo  aspetta  la  madre  che  gli  uomini  hanno  ucciso. Ascolta  il  mio  dolore, vai  a  trovarlo. E  racconta  di  me, tu  che  conosci  la  mia  storia  segreta.

lunedì 17 marzo 2014

Nel giardino abbandonato

Nel  nostro  giardino  abbandonato  giacevano  foglie  tristi  e  disordinate, mentre  nel  cielo  danzavano  nuvole  azzurre. La  nostra  casa  non  aveva  più  il  tetto, e  non  c'erano  pareti; eppure, mi  appariva  un'ombra  di  una  vita  volata  via. Di  notte, fissavo  la  foresta  solitaria  e  misteriosa, dove  la  tua  anima  era  fuggita.

domenica 16 febbraio 2014

All'alba

Quel  giorno, nella  mia  mente  correvano  i  ricordi, veloci  come  acqua  di  cascata. Intravedevo  i  silenziosi  deserti  che  conobbi  in  un  tempo  lontano, e  la  luna  limpida,  sospesa  in  cielo, che  fissava  le  dune, e  il  lento  passo  di  uomini  in  cammino. Poi  un  volto,  sugli  orizzonti  irraggiungibili, che  mi  fissava.

Ora  sono  solo  su  queste  montagne, e  quando  giunge  la  notte  la  mia  anima  piange. Mi  affaccio  alla  finestra, e  la  foresta  tace  alla  luce  della  luna  mentre  ascolta  un  canto  triste  di  usignolo  e  un  flauto  le  fa  da  eco. Le  roselline  selvatiche  sono  chiuse, aspettano  l'alba  per  aprirsi. Al  mattino, quando  il  sole  le  bacia, si  alza  un  vento  profumato  che  conduce  una  dolce  malinconia  lontana, strappando  qualche  petalo: insieme, guardiamo  il  cielo.