Signore, è dolce guardare questo luogo, dove sono nato; è dolce anche la malinconia mentre il cielo mi guarda. La mia casa non ha più ripari, ascolta la voce dei boschi, aspetta la luce delle stelle. E, tra le rovine, profumo di montagna.
Fra arbusti e verde muschio, corrono acque chiare, e, nell'ombra delle acacie, una luce, la luce di un sorriso sognante che si allontana. Folate di vento fanno danzare gli steli dei fiori, spargendo la tua immagine. Dalle cime arriva una nuvola nera e nasconde quelle mura cadenti. Lentamente, la sera, al mio ritorno, oscura quel sentiero verde. Tra i rami delle querce antiche, un fantasma misterioso mi segue, e un'eco lontana porta la tua voce. Nella notte, sarà dolce la tristezza.
(L'immagine è tratta da http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/29389608 ed è di Francesco Ottato)
lunedì 2 giugno 2014
sabato 10 maggio 2014
Le abetaie
C'è un angolo, un angolo nascosto e selvaggio in un piccolo lago del nord, dove sono conservate lacrime. A primavera si sentono profumi di fiori nati in paradiso, e un cigno nero s'avvicina a quell'angolo, intonando un canto d'amore; poi, da una torre lontana, il vento porta un tocco di campana triste e solitario. In autunno, le nebbie avvolgono le abetaie. Un fantasma cerca, chiusa nella corteccia di abete antico, la nostra storia. Improvvisamente, fugge ricordando quel silenzio lontano.
martedì 29 aprile 2014
Nella radura
Salivamo lassù, dove lo sguardo non conosce confini, e i tuoi occhi si confondevano con l'azzurro del cielo. Seduti sui rami, gli angeli ci salutavano al suono d'invisibili violoncelli, e, in fondo alle scarpate, sorridevano delicati fiori alla ricerca del sole. Un vento, un malinconico vento, ascoltava i nostri sogni e li portava lontano. Nella radura, l'icona della Madonna col bambino era sbilenca, con lo sguardo triste; vicino, erano nati gigli bianchi e profumati, bagnati da un sottile rigagnolo color cristallo.
Oggi, in un giorno di sole, con passo lento e pesante, capelli radi e d'argento, sono salito fin lassù per sentirmi ancora in vita. Regnava un silenzio strano e misterioso. Ho gridato un nome, ma l'eco non ha risposto. Mentre scendevo, i sassi del sentiero raccontavano d i te.
Oggi, in un giorno di sole, con passo lento e pesante, capelli radi e d'argento, sono salito fin lassù per sentirmi ancora in vita. Regnava un silenzio strano e misterioso. Ho gridato un nome, ma l'eco non ha risposto. Mentre scendevo, i sassi del sentiero raccontavano d i te.
domenica 13 aprile 2014
La voce
Sono salito sulla cima di questa collina, dipinta di verde e di fiori dal giallo intenso. E tu sei lontana. Questi colori sono tavolozze di ricordi. Dall'alto della collina osservo le montagne, il vento porta una voce, e io l'abbraccio.
lunedì 7 aprile 2014
Il cucciolo
La tua anima vive lassù, nei nostri boschi celesti. Di giorno, il vento ti sussurra parole conosciute e i lupi ti fanno compagnia. Voglio dirti che, nei nostri boschi celesti, c'è una tana, una materna tana dove un cucciolo di lupo aspetta la madre che gli uomini hanno ucciso. Ascolta il mio dolore, vai a trovarlo. E racconta di me, tu che conosci la mia storia segreta.
lunedì 17 marzo 2014
Nel giardino abbandonato
Nel nostro giardino abbandonato giacevano foglie tristi e disordinate, mentre nel cielo danzavano nuvole azzurre. La nostra casa non aveva più il tetto, e non c'erano pareti; eppure, mi appariva un'ombra di una vita volata via. Di notte, fissavo la foresta solitaria e misteriosa, dove la tua anima era fuggita.
domenica 16 febbraio 2014
All'alba
Quel giorno, nella mia mente correvano i ricordi, veloci come acqua di cascata. Intravedevo i silenziosi deserti che conobbi in un tempo lontano, e la luna limpida, sospesa in cielo, che fissava le dune, e il lento passo di uomini in cammino. Poi un volto, sugli orizzonti irraggiungibili, che mi fissava.
Ora sono solo su queste montagne, e quando giunge la notte la mia anima piange. Mi affaccio alla finestra, e la foresta tace alla luce della luna mentre ascolta un canto triste di usignolo e un flauto le fa da eco. Le roselline selvatiche sono chiuse, aspettano l'alba per aprirsi. Al mattino, quando il sole le bacia, si alza un vento profumato che conduce una dolce malinconia lontana, strappando qualche petalo: insieme, guardiamo il cielo.
Ora sono solo su queste montagne, e quando giunge la notte la mia anima piange. Mi affaccio alla finestra, e la foresta tace alla luce della luna mentre ascolta un canto triste di usignolo e un flauto le fa da eco. Le roselline selvatiche sono chiuse, aspettano l'alba per aprirsi. Al mattino, quando il sole le bacia, si alza un vento profumato che conduce una dolce malinconia lontana, strappando qualche petalo: insieme, guardiamo il cielo.
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