Vecchio e stanco, sedevo nel portico su una sedia bassa e traballante. Ogni tanto, le roselline rampicanti perdevano petali e i ricordi mi guardavano. Il sole abbandonava l'orizzonte, mentre qualche stella si era già accesa. Dalla boscaglia si udiva il canto delle felci, mentre gli gnomi si preparavano per la notte.
Con passi lenti e pesanti, entravo nella mia camera. Ma tu vivevi sotto cieli lontani e non sentivi quel lento camminare. Intanto, il mio amico gatto si adagiava vicino a me, guardandomi di nascosto con occhi tristi.
domenica 21 giugno 2015
sabato 13 giugno 2015
Notte d'estate
Era una notte d'estate. Un vecchio lupo saliva faticosamente quel sentiero dove erano rimasti i tuoi sguardi. Le stelle erano vicine e l'accompagnavano con luce divina. Stremato, raggiungeva la nostra radura; poi si sdraiava e alzava lo sguardo verso il cielo. Mentre i suoi occhi si chiudevano per sempre, scendeva San Francesco e lo benediceva.
Sui rami della selva si aggirava un'ombra azzurra: osservava e sorrideva.
(L'immagine è tratta da: http://www.italiaparchi.it/parchi-naturalistici/parco-natura.aspx?title=Parco+Nazionale+d%27Abruzzo+Lazio+e+Molise&typecod=dati&cod=5B23118EBB0BAA85BA9471030602AC&order=0&type=paramurl)
Sui rami della selva si aggirava un'ombra azzurra: osservava e sorrideva.
(L'immagine è tratta da: http://www.italiaparchi.it/parchi-naturalistici/parco-natura.aspx?title=Parco+Nazionale+d%27Abruzzo+Lazio+e+Molise&typecod=dati&cod=5B23118EBB0BAA85BA9471030602AC&order=0&type=paramurl)
lunedì 25 maggio 2015
Era quel giorno
Tra i rami spogli dei nostri boschi celesti, scorreva una luce velata; e sui sentieri, gli arbusti erano avvizziti, avvizziti e tristi come i miei pensieri. Alta nel cielo vagava una nube, e spargeva lacrime. Era quel giorno che ti portarono via da me. Lassù, il vento del nord spogliava il tuo giardino. A me restava la luce dei tuoi occhi.
domenica 26 aprile 2015
Agonia d'autunno
Lassù, nell'agonia d'autunno, il vento sollevava foglie stanche e, senza remore, le trasportava nel nostro rifugio abbandonato. Dalle cime scendeva lenta una sottile nebbia con i colori dell'addio. Il cielo muto guardava i tronchi spogli dei nostri boschi, mentre dai sentieri giungevano echi lontani. A ogni passo, i sassi ripetevano frasi dette in lontane, luminose estati. Rispondevo: dimenticate, io passavo di qua per caso. Riposavano alte nel cielo le nubi.
(La foto è di Fiorenzo Fallanti ed è tratta da: http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/22318564)
(La foto è di Fiorenzo Fallanti ed è tratta da: http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/22318564)
lunedì 6 aprile 2015
Il cielo blu scuro
Quella notte, il cielo era blu scuro, chiare le stelle; e dal maniero buio un lungo grido di un angelo mentre lei si spegneva. Poi la fecero scivolare nel lago, quando nessuno vedeva, mentre dall'alto piovevano stelle.
Lassù, sul quel sentiero, un lupo non riusciva a trovarla, e la selva era muta. Da una pianura lontana e desolata, giungeva il vento che increspava le acque. E il cigno nero ricordava una leggenda d'amore.
Lassù, sul quel sentiero, un lupo non riusciva a trovarla, e la selva era muta. Da una pianura lontana e desolata, giungeva il vento che increspava le acque. E il cigno nero ricordava una leggenda d'amore.
domenica 29 marzo 2015
Il campanile
Era maggio. Quel giorno, ti accompagnavano assieme al lungo e lento tocco di una campana, e io non volevo esserci. Fuggivo lassù, sul nostro sentiero, mentre i fiori solitari e senza nome guardavano il cielo e i petali erano bagnati di lacrime.
Sui nostri boschi celesti il sole si addormentava, sulle creste il vento riposava e la campana taceva. Raggiungevo la piccola radura, il nostro regno. Stranamente erano cresciute roselline selvatiche, timide e fragili. Dalla selva, la luce profonda dei tuoi occhi mi fissava, e il dolce, felice sorriso mi faceva capire che eri per sempre quassù.
Sui nostri boschi celesti il sole si addormentava, sulle creste il vento riposava e la campana taceva. Raggiungevo la piccola radura, il nostro regno. Stranamente erano cresciute roselline selvatiche, timide e fragili. Dalla selva, la luce profonda dei tuoi occhi mi fissava, e il dolce, felice sorriso mi faceva capire che eri per sempre quassù.
domenica 15 febbraio 2015
Sulle acque
Il cielo era azzurro, e chiare le acque del piccolo lago dove si specchiava il maniero. Da una finestra aperta, entrava il malinconico sole autunnale e garbatamente ti cercava. Sulle acque lievemente mosse, danzava un'ombra accompagnata da una melodia lontana, che mi riempiva la mente di ricordi e di sogni.
Di notte, un raggio di luna, con la luce dei tuoi occhi, scendeva nel profondo delle tristi acque dove c'era una tomba. Poi, passava veloce il vento sottile, e lasciava sulle mie spalle foglie spente e antiche.
Di notte, un raggio di luna, con la luce dei tuoi occhi, scendeva nel profondo delle tristi acque dove c'era una tomba. Poi, passava veloce il vento sottile, e lasciava sulle mie spalle foglie spente e antiche.
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