sabato 21 agosto 2010

Appena la neve se ne va

Lassù, appena la neve se ne va, in una minuscola radura tutti gli anni nasce un giglio. Di giorno sorride al cielo, aspettando che quella mano amica lo raccolga.
Sfiorirà come sempre di notte all'inizio della primavera.

(La foto è tratta da: http://digilander.libero.it/erbavoglio/GIGLIO1.htm)

Nessuno se ne accorse

A primavera raccoglieva fiori di bosco: la gente rideva.
Preparava mazzolini di fiori di lavanda: la gente rideva.
Portava fiori di bosco e mazzolini di lavanda a sua madre: la gente rideva.
Se ne andò in autunno in compagnia delle nebbie: nessuno se ne accorse.

sabato 31 luglio 2010

Notti d'inverno

Nelle lunghe notti invernali, sogno luoghi lontani dove ho trascorso periodi della mia vita. Ma il sogno inizia sempre da quel sentiero che porta lassù, lungo e stretto nel suo infinito cammino.

domenica 18 luglio 2010

Il viaggio

Vorrei tornare lassù per rivedere il nostro regno. Vorrei tornare lassù per raggiungere prima l'infinito. Vorrei tornare lassù per ascoltare il vento che mi porta l'eco di una voce lontana. Vorrei tornare lassù per raccogliere primule gialle e violette blu: vorrei posarle dove riposa mia madre.

(L'immagine è tratta da: http://www.castellucciodimoscheda.it/foto.htm)

sabato 26 giugno 2010

Il ritorno

Scendeva da lassù in compagnia del sole e dei boschi. Un vento leggero sfiorava timidamente il suo viso, giocherellando con i suoi capelli dorati. I sassi del sentiero stretto contavano i suoi passi. Andò in un luogo dove le nebbie oscurano gli orizzonti, e i fiumi sono larghi e scorrono lenti mentre la pianura li osserva.

Oggi quassù il cielo è più vicino e azzurro. Il rumore del torrente è più quieto, profumi di fiori e di erbe nascoste invadono l'aria. Giù al paese si odono i rintocchi delle campane: sembrano accompagnarla ora che è tornata per sempre. Dall'angusto sentiero c'è chi scende con passi pesanti: ma i sassi tacciono.

(La foto è ripresa da: http://maurizio50.wordpress.com/2008/03/05/le-mie-montagne/)

sabato 19 giugno 2010

Il grande silenzio

La luna mandava riflessi di luce alla buia vallata, e le stelle punteggiavano l'orizzonte chiuso dalle montagne. Il campanile batteva le ore, l'antica Pieve e il sagrato vuoto ascoltavano. Il grande silenzio parlava di ricordi tristi e lieti e di speranze di un tempo ormai lontano. Dall'alto scendeva un vento leggero che sfiorava garbatamente le cime dei fitti boschi, portando una melodia che conoscevo fin da bambino, mentre una voce sussurrava il mio nome.

domenica 6 giugno 2010

Nel cortile silenzioso

C'è un cortile silenzioso dove so io, un cortile in cui non corrono più bambini. La porta della casa è solo un grande buco e una sedia ormai logora si appoggia sbilenca al vecchio muro.
Un gatto silenzioso osserva il volo dei passeri. Una folata di vento fa cigolare la finestra: vado via, non ho il coraggio di guardarla.

(La foto è tratta da: http://www.gaudiarure.it/antico_casolare.htm)