domenica 20 gennaio 2013

Luce

Guardo  il  cielo, ma  è  spento. Attenderò  quella  piccola  stella  che  dia  un  po'  di  luce,  per  mandare  i  miei  pensieri  segreti  a  una  malinconica  principessa. Ti  parlerò  del  buon  tempo  antico, e  ti  nasconderò  la  mia  solitudine.

(L'immagine  è  tratta  da: http://antologiasparsa.blogspot.com/2012/06/luce-da-sud.htm)

domenica 13 gennaio 2013

Occhi da bambino

Ho  visto  uomini  piangere, senza  sapere  il  perché.
Ricordo  un  bambino  dagli  occhi  neri  e  sognanti  guardare  lontano  da  una  finestra  di  un  collegio. Conosco  un  vecchio,  con  gli  occhi  da  bambino,  che  sorride  al  cielo.


(L'immagine  è  tratta  da: http://www.stilepisano.it/immagini7/pages/BIMBO%20ALLA%20FINESTRA%20-%2017,5%20X%2025_jpg.htm)

domenica 6 gennaio 2013

C'è un paese

È  un  paese  adagiato  su  un  monte, un  paese  dove  le  parole  e  i  messaggi  li  porta  il  vento. Il  cielo  nasce  e  muore  tra  i  rami  dei  fitti  boschi. Scendono  acque  tra  sassi  e  fragili  fiori, e  saltellando  ricordano  una  musica  lontana. 
Il  campanile  tace  da  tempo. A  ridosso  della  campana  grande  un  barbagianni  ha  preso  residenza. A  primavera, le  rondini  sfrecciano  veloci  sfiorando  i  finestroni  aperti. Di  notte  la  luna  ha  lo  sguardo  triste, e  da  una  stella  arriva  una  flebile  luce  alla  mia  malinconia. Di  giorno  il  cielo  ha  il  colore  della  speranza: conosce  chi  se  ne  è  andato  e  sorride  a  chi  ritorna.
Ho  difficoltà  a  camminare.

(http://www.meteomontagnavaltellina.it/montagna_in_valtellina.htm)

domenica 23 dicembre 2012

Sogno di Natale

Si  avvicina  Natale. Chiudo  gli  occhi  e, nel  silenzio, ascolto  il  rumore  e  le  voci  di  un  tempo, quando  la  luna  d'inverno  entrava  con  garbo  nelle  ombre, lasciando  intatto  il  bianco  della  neve. Immagino  d'essere  seduto  su  quel  costone, dove  durante  l'infanzia  giocavo  da  solo.

Vedo  le  case  semi-diroccate  del  borgo: sembrano  in  attesa  di  fantasmi  e  di  impossibili  ritorni. Sulle  mura, tra  le  fessure  dei  sassi, sono  rimasti  i  colori  del  rimpianto  e  della  mia  malinconia. Sul  portico, rivedo  il  ginepro  addobbato  con  qualche  mandarino  e  torroncini  colorati, e  ripenso  al  camino, in  cui  il  grosso  ciocco, posato  dal  mattino  presto, bruciava  lentamente. Rivedo  anche  il  mio  amato  gatto,  felice  vicino  al  calore, spalancare  gli  occhi  a  ogni  scoppiettio  di  scintille; sul  tavolo, profumo  di  castagnaccio  e  mistocche  ancora  calde.

Ripenso  al  sentiero  ripido  che  conduceva  al  sagrato  della  chiesa: lo  percorrevamo  lentamente  per  andare  ad  ascoltare  la  messa  nella  santa  notte  di  Natale. Al  ritorno, un  freddo  intenso  ci  accompagnava  fino  a  casa. Poi  ci  coricavamo  inseguiti  da  una  magica  visione  e  da  rumori  di  mamma. E  le  stelle  erano  un  po'  più  vicine.


(Le  mistocche  sono  forme  di  pane  fatte  con  farina  di  castagne)




domenica 16 dicembre 2012

La mia solitudine

Lassù  la  mia  casa  è  vuota  da  tempo. Conosce  i  tramonti, lo  sguardo  delle  montagne, e  le  parole  sussurrate  da  un  vento  misterioso.
Mentre  cammino  lungo  un  viale  della  mia  città, la  gente  passa  in  fretta, i  sorrisi  sono  forzati, e  si  avvertono  rumori  e  sgradevoli  cigolii  ai  semafori. Mi  accorgo  che  gli  uomini  sono  soli, forse  disperati.
Gli  alberi  sono  pieni  di  ferite, non  s'incontrano  angeli.
Ma  io  cerco  la  mia  solitudine,  perché  costantemente  seguita  da  un'ombra  amata. Viene  da  lontano, dove  i  cieli  riposano  insieme  a  deserti  silenziosi  e  sconfinati. È  un'ombra  che  esce  da  una  duna dove, un  tempo  lontano, fu  gettato  un  fiore.

(La  foto  è  tratta  da: http://marcoernst.wordpress.com/tag/lacrime/)

domenica 9 dicembre 2012

Le stelle d'improvviso

Anche  di  notte  ritorno  su  quei  sentieri, alla  ricerca  di  un'ombra  di  luce. Le  stelle  passano  curiose  tra  le  piante  immobili  che  hanno  catturato  il  vento. Un  ricordo  perenne  mi  rincorre. Mi  fermo, guardo  intorno, ma  le  stelle  d'improvviso  appaiono  spente.

domenica 11 novembre 2012

Quadro d'autunno

È  novembre. Gli  alberi  dei  nostri  boschi  assomigliano  a  un  quadro  di  Monet. Foglie  rosse, gialle, argento  e  oro  sorridono  al  cielo, e  un  pallido  sole  le  illumina.
Sta  arrivando  la  sera: una  nebbia  fitta  avvolge  dolcemente  le  piante  e  le  nostre  foglie.

Un  ultimo  sguardo  prima  di  tornare  a  casa: mi  accorgo  che  al  paesaggio  non  serve  la  mia  presenza. Ed  ecco  il  vento, immagino  le  nostre  foglie  colorate  mentre  leggere  e  ondeggianti  scendono  formando  una  tavolozza  di  colori,  su  cui  si  adagerà  la  brina  del  primo  mattino.

Il  mio  pensiero  d'improvviso  vola  lontano, dove  il  vento  non  ha  pietà  e  trascina  le  foglie  sulle  fredde  acque  di  quel  lago. Dal  maniero  una  donna  pallida  osserva; poi, in  fretta, chiude  le  finestre.

(La  foto  è  tratta  da: http://it.123rf.com/photo_7898855_percorso-nel-bosco-autunnale.html)