Guardo il cielo, ma è spento. Attenderò quella piccola stella che dia un po' di luce, per mandare i miei pensieri segreti a una malinconica principessa. Ti parlerò del buon tempo antico, e ti nasconderò la mia solitudine.
(L'immagine è tratta da: http://antologiasparsa.blogspot.com/2012/06/luce-da-sud.htm)
domenica 20 gennaio 2013
domenica 13 gennaio 2013
Occhi da bambino
Ho visto uomini piangere, senza sapere il perché.
Ricordo un bambino dagli occhi neri e sognanti guardare lontano da una finestra di un collegio. Conosco un vecchio, con gli occhi da bambino, che sorride al cielo.
(L'immagine è tratta da: http://www.stilepisano.it/immagini7/pages/BIMBO%20ALLA%20FINESTRA%20-%2017,5%20X%2025_jpg.htm)
Ricordo un bambino dagli occhi neri e sognanti guardare lontano da una finestra di un collegio. Conosco un vecchio, con gli occhi da bambino, che sorride al cielo.
(L'immagine è tratta da: http://www.stilepisano.it/immagini7/pages/BIMBO%20ALLA%20FINESTRA%20-%2017,5%20X%2025_jpg.htm)
domenica 6 gennaio 2013
C'è un paese
È un paese adagiato su un monte, un paese dove le parole e i messaggi li porta il vento. Il cielo nasce e muore tra i rami dei fitti boschi. Scendono acque tra sassi e fragili fiori, e saltellando ricordano una musica lontana.
Il campanile tace da tempo. A ridosso della campana grande un barbagianni ha preso residenza. A primavera, le rondini sfrecciano veloci sfiorando i finestroni aperti. Di notte la luna ha lo sguardo triste, e da una stella arriva una flebile luce alla mia malinconia. Di giorno il cielo ha il colore della speranza: conosce chi se ne è andato e sorride a chi ritorna.
Ho difficoltà a camminare.
(http://www.meteomontagnavaltellina.it/montagna_in_valtellina.htm)
Il campanile tace da tempo. A ridosso della campana grande un barbagianni ha preso residenza. A primavera, le rondini sfrecciano veloci sfiorando i finestroni aperti. Di notte la luna ha lo sguardo triste, e da una stella arriva una flebile luce alla mia malinconia. Di giorno il cielo ha il colore della speranza: conosce chi se ne è andato e sorride a chi ritorna.
Ho difficoltà a camminare.
(http://www.meteomontagnavaltellina.it/montagna_in_valtellina.htm)
domenica 23 dicembre 2012
Sogno di Natale
Si avvicina Natale. Chiudo gli occhi e, nel silenzio, ascolto il rumore e le voci di un tempo, quando la luna d'inverno entrava con garbo nelle ombre, lasciando intatto il bianco della neve. Immagino d'essere seduto su quel costone, dove durante l'infanzia giocavo da solo.
Vedo le case semi-diroccate del borgo: sembrano in attesa di fantasmi e di impossibili ritorni. Sulle mura, tra le fessure dei sassi, sono rimasti i colori del rimpianto e della mia malinconia. Sul portico, rivedo il ginepro addobbato con qualche mandarino e torroncini colorati, e ripenso al camino, in cui il grosso ciocco, posato dal mattino presto, bruciava lentamente. Rivedo anche il mio amato gatto, felice vicino al calore, spalancare gli occhi a ogni scoppiettio di scintille; sul tavolo, profumo di castagnaccio e mistocche ancora calde.
Ripenso al sentiero ripido che conduceva al sagrato della chiesa: lo percorrevamo lentamente per andare ad ascoltare la messa nella santa notte di Natale. Al ritorno, un freddo intenso ci accompagnava fino a casa. Poi ci coricavamo inseguiti da una magica visione e da rumori di mamma. E le stelle erano un po' più vicine.
(Le mistocche sono forme di pane fatte con farina di castagne)
Vedo le case semi-diroccate del borgo: sembrano in attesa di fantasmi e di impossibili ritorni. Sulle mura, tra le fessure dei sassi, sono rimasti i colori del rimpianto e della mia malinconia. Sul portico, rivedo il ginepro addobbato con qualche mandarino e torroncini colorati, e ripenso al camino, in cui il grosso ciocco, posato dal mattino presto, bruciava lentamente. Rivedo anche il mio amato gatto, felice vicino al calore, spalancare gli occhi a ogni scoppiettio di scintille; sul tavolo, profumo di castagnaccio e mistocche ancora calde.
Ripenso al sentiero ripido che conduceva al sagrato della chiesa: lo percorrevamo lentamente per andare ad ascoltare la messa nella santa notte di Natale. Al ritorno, un freddo intenso ci accompagnava fino a casa. Poi ci coricavamo inseguiti da una magica visione e da rumori di mamma. E le stelle erano un po' più vicine.
(Le mistocche sono forme di pane fatte con farina di castagne)
domenica 16 dicembre 2012
La mia solitudine
Lassù la mia casa è vuota da tempo. Conosce i tramonti, lo sguardo delle montagne, e le parole sussurrate da un vento misterioso.
Mentre cammino lungo un viale della mia città, la gente passa in fretta, i sorrisi sono forzati, e si avvertono rumori e sgradevoli cigolii ai semafori. Mi accorgo che gli uomini sono soli, forse disperati.
Gli alberi sono pieni di ferite, non s'incontrano angeli.
Ma io cerco la mia solitudine, perché costantemente seguita da un'ombra amata. Viene da lontano, dove i cieli riposano insieme a deserti silenziosi e sconfinati. È un'ombra che esce da una duna dove, un tempo lontano, fu gettato un fiore.
(La foto è tratta da: http://marcoernst.wordpress.com/tag/lacrime/)
Mentre cammino lungo un viale della mia città, la gente passa in fretta, i sorrisi sono forzati, e si avvertono rumori e sgradevoli cigolii ai semafori. Mi accorgo che gli uomini sono soli, forse disperati.
Gli alberi sono pieni di ferite, non s'incontrano angeli.
Ma io cerco la mia solitudine, perché costantemente seguita da un'ombra amata. Viene da lontano, dove i cieli riposano insieme a deserti silenziosi e sconfinati. È un'ombra che esce da una duna dove, un tempo lontano, fu gettato un fiore.
(La foto è tratta da: http://marcoernst.wordpress.com/tag/lacrime/)
domenica 9 dicembre 2012
Le stelle d'improvviso
Anche di notte ritorno su quei sentieri, alla ricerca di un'ombra di luce. Le stelle passano curiose tra le piante immobili che hanno catturato il vento. Un ricordo perenne mi rincorre. Mi fermo, guardo intorno, ma le stelle d'improvviso appaiono spente.
domenica 11 novembre 2012
Quadro d'autunno
È novembre. Gli alberi dei nostri boschi assomigliano a un quadro di Monet. Foglie rosse, gialle, argento e oro sorridono al cielo, e un pallido sole le illumina.
Sta arrivando la sera: una nebbia fitta avvolge dolcemente le piante e le nostre foglie.
Un ultimo sguardo prima di tornare a casa: mi accorgo che al paesaggio non serve la mia presenza. Ed ecco il vento, immagino le nostre foglie colorate mentre leggere e ondeggianti scendono formando una tavolozza di colori, su cui si adagerà la brina del primo mattino.
Il mio pensiero d'improvviso vola lontano, dove il vento non ha pietà e trascina le foglie sulle fredde acque di quel lago. Dal maniero una donna pallida osserva; poi, in fretta, chiude le finestre.
(La foto è tratta da: http://it.123rf.com/photo_7898855_percorso-nel-bosco-autunnale.html)
Sta arrivando la sera: una nebbia fitta avvolge dolcemente le piante e le nostre foglie.
Un ultimo sguardo prima di tornare a casa: mi accorgo che al paesaggio non serve la mia presenza. Ed ecco il vento, immagino le nostre foglie colorate mentre leggere e ondeggianti scendono formando una tavolozza di colori, su cui si adagerà la brina del primo mattino.
Il mio pensiero d'improvviso vola lontano, dove il vento non ha pietà e trascina le foglie sulle fredde acque di quel lago. Dal maniero una donna pallida osserva; poi, in fretta, chiude le finestre.
(La foto è tratta da: http://it.123rf.com/photo_7898855_percorso-nel-bosco-autunnale.html)
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